Quando l’equity sgomma

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di Redazione 23 Luglio 2018 | 09:46

Contenuto tratto da www.bluerating.com

Quali sono le prospettive per l’azionario euro e quali titoli si dimostrano interessanti? Risponde Mark Denham, head of European equities di Carmignac.

Quali sono le prospettive per l’azionario europeo?
Restano positive, nonostante le preoccupazioni degli investitori sul contesto politico in Italia e la diminuzione della liquidità da parte delle banche centrali. Tuttavia, come tutti gli investimenti azionari, anche quello in titoli europei deve essere considerato alla luce di un orizzonte temporale appropriato per l’asset class, ovvero più di tre anni. Per quanto riguarda il dollaro Usa, mentre l’indebolimento rispetto all’euro  nel primo trimestre ha pesato sulle revisioni della crescita degli utili delle società europee, il suo rafforzamento da allora è stato positivo per l’azionario del vecchio continente. In effetti in media una parte rilevante dei profitti delle società quotate in Europa proviene dall’estero e un dollaro più forte aumenta gli utili dopo la conversione in euro. Se guardiamo al mercato le azioni europee sono in ottima forma: probabilmente gli utili cresceranno per il secondo anno consecutivo, anche se a un tasso inferiore rispetto ai livelli del 2017, compresi tra il 15% e il 17%. Ci aspettiamo infatti una crescita dei profitti di circa l’8%, anche grazie al discreto dinamismo dell’economia europea e globale: l’incremento sarà inferiore rispetto allo scorso anno perché il tasso di crescita dell’economia sta rallentando da livelli più elevati, ma i principali indicatori economici rimangono molto positivi. Le valutazioni sono interessanti nel lungo termine: il dividend yield medio si attesta intorno al 3,8%, un ritorno molto interessante rispetto ai tassi di interesse ancora bassi. I P/E ratio sono in linea con le medie a 30 anni, nonostante una prospettiva per gli utili relativamente migliore.

Quale approccio d’investimento conviene adottare?
Il nostro approccio si concentra sull’identificazione e la valutazione delle società con le migliori  prospettive di crescita a lungo termine, quindi con una redditività elevata e sostenibile, idealmente combinata con il reinvestimento interno o esterno. Secondo questo approccio dovremmo considerarci investitori growth, ma in realtà siamo anche molto attenti ai prezzi, perché ci concentriamo sui titoli con i migliori profili di rischio/rendimento asimmetrici.

Potrebbe fornirci alcuni esempi di titoli che ritenete meritevoli?
Tra i potenziali investimenti nei mercati europei possiamo trovare molti esempi di titoli interessanti, come per esempio SAP, Kerry Group, Siemens Healthineers, Ryanair e Pirelli. Sono nomi che soddisfano i nostri criteri di investimento, ovvero redditività e reinvestimento sostenibili. Ognuno di questi titoli ha specifici driver di crescita futura, che per molti aspetti non sono strettamente correlati alla crescita economica o alle condizioni del mercato.

Azioni da comprare in Italia?
Anche se non selezioniamo le azioni in base al Paese o al settore, consideriamo Pirelli un’opportunità di investimento molto interessante in Italia. Il mercato degli pneumatici è meno ciclico di quanto si pensi, perché è guidato dalla sostituzione, per il 75% del mercato, piuttosto che dalle nuove vendite di auto. Inoltre Pirelli, che è una società completamente focalizzata sul mercato degli pneumatici, è leader globale nel segmento degli pneumatici di lusso, che sta crescendo a un ritmo più veloce rispetto al mercato in generale. Crediamo che gli investimenti della società nella sua rete di distribuzione e un’attenzione al segmento del lusso dovrebbero generare margini più alti, favorendo una valutazione più elevata nel medio termine.

Come ripararsi dai cali di Borsa?
Il drawdown di febbraio è stato preoccupante per molti operatori di mercato, perché la diversificazione non ha realmente aiutato ad attenuare lo shock: in effetti i prezzi dei titoli di stato sono diminuiti, così come le valutazioni azionarie. Anche dal punto di vista settoriale il sell-off è stato ampio. Riteniamo che questo risultato non sia anomalo, considerato che tutte le asset class hanno beneficiato dello stesso eccesso di liquidità negli ultimi anni. Quindi è comprensibile che gli operatori possano aver innescato un selloff indifferenziato, lasciando gli investitori senza alternative a eccezione degli strumenti cash. Questi drawdown creano anche opportunità di acquisto per i titoli dai fondamentali migliori che ne giustificano il premio rispetto al mercato. Un approccio fondamentale bottom-up può trarre vantaggio dalle reazioni eccessive del mercato per costruire una sovraperformance nel lungo termine.

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