Facebook al tappeto dopo trimestrale e “warning”, pesano scandali privacy

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di Luca Spoldi 26 Luglio 2018 | 09:58

Facebook crolla del 24% nell’after hours

Che succede in casa Facebook? Ieri sera a Wall Street il colosso dei social network è arrivato a perdere sino al 24% nelle contrattazioni after hours con una capitalizzazione che ridottasi nel momento peggiore di 157 miliardi di dollari prima di recuperare in parte terreno. Un crollo che ha virtualmente ridotto di oltre 18 miliardi di dollari (lasciandogli “solo” una settantina di miliardi) il patrimonio personale del suo fondatore, Mark Zuckerberg. Se nella giornata odierna il titolo confermerà questo calo si tratterà della peggiore perdita mai registrata in una singola seduta, circa il doppio del precedente record (-11%, nel luglio 2012).

Trimestrale deludente e warning sulla crescita futura

A scatenare le vendite è stata la trimestrale della società, che ha mostrato numeri inferiori alle attese e che è stata accompagnata ad un “warning” sulla crescita futura, sulla quale peseranno secondo il management le conseguenze legate agli scandali sulla privacy come quello di Cambridge Analytics e all’introduzione di nuove norme sulla privacy in Europa. Conseguenze, ha precisato il management, che più che compenseranno la crescita legata ai mercati emergenti e alla sempre maggiore diffusione di Instagram.

Crescita rallenta, pesano scandali su privacy

Quanto ai numeri della trimestrale, il margine operativo è calato al 44% (contro il 47% segnato nel secondo trimestre dello scorso anno) e secondo il Cfo David Wehner potrà ridursi attorno al 35% per oltre due anni a causa dei maggiori costi legati al miglioramento della salvaguardia della privacy (i costi operativi sono già aumentati del 50% su base annua nel secondo trimestre a 7,4 miliardi di dollari per questo motivo) e ad un rallentamento nell’utilizzo del social network da parte dei suoi maggiori inserzionisti pubblicitari (le vendite di spazi pubblicitari hanno segnato un +42% nel trimestre, a 13,2 miliardi rispetto ai 9,3 miliardi di un anno prima, ma si tratta del tasso più basso da circa 3 anni).

Anche la normativa GDPR impatta negativamente

La normativa GDPR entrata in vigore in Europa pare poi avere portato una percentuale, per ora minoritaria, di inserzionisti a optare per annunci non personalizzati, che generano per Facebook minori utili. Gli stessi utenti europei sono calati nel trimestre di 3 milioni di utenti attivi al giorno, risentendo delle nuove norme, anche se complessivamente l’audicence di Facebook continua a crescere, essendo ormai arrivata a circa 1,5 miliardi di utenti complessivi.

Cresce utilizzo Instagram e peso paesi emergenti

Facebook ha anche sottolineato come per la prima volta nella sua storia oltre 2,5 miliardi di utenti abbiano utilizzato almeno una delle sue app ogni mese, ma gli analisti hanno fatto notare come per lo più si tratti di app come Messanger e Instagram, la commercializzazione delle quali è appena all’inizio e quindi ancora poco redditizie per il gruppo. A livello geografico, le vendite di spazi pubblicitari sono calate di 75 milioni di dollari nel trimestre negli Usa, in Canada e in Europa, mentre sono aumentate di 51 milioni nei paesi emergenti.

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