Intesa Sanpaolo, una buona trimestrale non basta a far salire il titolo

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di Luca Spoldi 1 Agosto 2018 | 15:22

Intesa Sanpaolo, la trimestrale non basta

Intesa Sanpaolo ha chiuso il secondo trimestre 2018 con risultati migliori delle attese di mercato: il margine di intermediazione è infatti salito a 4,6 miliardi, contro i 4,4 miliardi previsti, risentendo dell’andamento positivo di tutte le componenti dei ricavi, mentre l’utile netto ha toccato i 927 milioni, rispetto agli 862 milioni attesi dal consenso indicato da Bloomberg. Ciò nonostante oggi a Piazza Affari il titolo Intesa Sanpaolo perde oltre il 2,6% scivolando a poco più di 2,56 euro per azione.

Riduzione utile operativo preoccupa mercato

A non piacere al mercato pare essere il calo dell’utile operativo (-4,3% nel secondo trimestre rispetto al primo trimestre). Nel complesso il primo semestre del 2018 si chiude con un utile netto di 2,17 miliardi di euro, in decisa crescita rispetto agli 1,73 miliardi dello spesso periodo dell’anno scorso, al netto dei 3,5 miliardi di contributo pubblico per le ex banche Venete.

In calo il costo per il credito

Il risultato della gestione operativa è inoltre cresciuto del 17% a 4,8 miliardi, mentre le rettifiche di valore su crediti sono calate del 17,9% a 1,18 miliardi, con un costo del rischio annualizzato che dagli 81 punti base del 2017 è calato a 59 punti, grazie anche a un calo di 2 miliardi lordi (-15 miliardi dal settembre 2015) dei crediti deteriorati al netto della cessione di Npl a Intrum.

Confermato payout dell’85%

Considerando quest’ultima operazione la variazione è di 13 miliardi (-26 miliardi dal settembre 2015). I crediti deteriorati stessi rispetto ai crediti complessivi rappresentano il 9,3% lordo overo il 4,6% netto, con un livello di copertura media del 54,4%. Confermata la politica di dividendi per contanti che prevede un payout dell’85% dell’utile netto. Se la seduta si chiuderà con un calo superiore al 2%, la perdita rispetto a 12 mesi fa supererà il 10% abbondante.

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