Ubs: crescita resta robusta, sovrappesare azioni globali e bond emergenti

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di Luca Spoldi 3 Settembre 2018 | 08:00

Ubs: la crescita mondiale resta robusta

La crescita mondiale è robusta e il trend economico punta a un’espansione annuale in linea con quella del 2017. Lo ricordano nel loro aggiornamento mensile della view sui mercati gli esperti di Ubs, aggiungendo come nei paesi avanzati il vigore dei mercati del lavoro comporti un graduale aumento dei salari e maggiore reddito significa maggiore spesa.

Dazi Usa redistribuiranno flussi più che ridurli

Circa un terzo dello stimolo fiscale americano dovrebbe pertanto essere speso in importazioni, ampliando così il deficit commerciale. I dazi doganali statunitensi (nuove tasse) approvati finora dovrebbero redistribuire i flussi commerciali globali, più che ridurli. Sembra inoltre che le aziende americane stiano rinviando gli investimenti a causa delle tensioni commerciali, che nei prossimi mesi potrebbero far rallentare la crescita degli Stati Uniti. Tuttavia, i risparmi delle famiglie americane sono più elevati di quanto si pensasse e quindi il potere d’acquisto potenziale risulta ugualmente più alto.

Inflazione in graduale aumento ma non preoccupa

L’inflazione risente ancora di fattori tecnici, che in genere sono chiari solo agli esperti di statistica. La tendenza di lungo termine è comunque di un graduale aumento dei prezzi al consumo. Così alle società risulta più semplice alzare i prezzi, come testimonia un indice dei prezzi al consumo più alto che nel recente passato. La crescita delle retribuzioni negli Stati Uniti e in Europa, invece, è in linea con un lieve aumento dell’inflazione dei prezzi.

Retribuzioni ancora sotto controllo

Il dato è interressante, visto che in genere i costi del lavoro rappresentano circa il 70% dell’inflazione delle economie avanzate. Il caro petrolio può aver spinto al rialzo l’indice dei prezzi al consumo generale, ma difficilmente le banche centrali reagiranno, a meno che si inneschi anche un’accelerazione dei salari. Ciò detto, si prevede che la Federal Reserve effettui un altro rialzo dei tassi d’interesse nel corso del secondo semestre dell’anno, al 2,25%. Di conseguenza, a fine anno i tassi d’interesse reali americani (al netto dell’inflazione) sarebbero vicini a zero.

Sovrappesare azioni globali e bond emergenti

Questo scenario, cui gli uomini di Ubs attribuiscono una probabilità dle 70%, inducono gli esperti a mantenere una posizione “sostanzialmente neutrale sugli strumenti rischiosi, con un moderato sovrappeso sulle azioni globali e sui bond sovrani emergenti, controbilanciato da posizioni anticicliche”. Tra i bond in particolare viene suggerito un sovrappeso dei T-bond a 10 anni rispetto alla liquidità in dollari, e un sottopeso dei bond a 10 anni giapponesi rispetto alla liquidità in yen.

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