Bce, Italia deve ridiscutere composizione board dopo uscita Draghi

A
A
A
di Luca Spoldi 3 Settembre 2018 | 12:03

Dopo Draghi Italia fuori dal board Bce?

L’Italia rischia seriamente di rimanere esclusa dalla “stanza dei bottoni” della Bce a partire dal prossimo anno, una volta che a fine ottobre scadrà il mandato di Mario Draghi, ex governatore di Banca d’Italia ed attualmente unico esponente italiano nel board di Eurotower. Lo segnala Bloomberg, ricordanco come non esista un automatismo per sostituire Draghi da parte di un altro candidato italiano e di come dunque il governo Lega-M5S dovrà negoziare la nomina.

Possibile una staffetta Germania-Italia

La soluzione che potrebbe profilarsi, secondo indiscrezioni riferite da Bloomberg, sarebbe la nomina di Jens Weidmann, attuale numero uno di Bundesbank e sostenuto da Angela Merkel, al posto di Draghi e la contemporanea o successiva dimissione del secondo membro tedesco del board, Sabine Lautenschlaeger, imitando quanto fatto dall’Italia con le dimissioni “spintanee” di Lorenzo Bini Smaghi a fine 2011 che permisero alla Francia di eleggere Benoit Coeure quale suo rappresentante nel board.

Altre due poltrone scadranno nel 2019

Non è però detto che la soluzione piaccia al governo italiano, visto che Weidmann è da sempre critico della politica monetaria allentata che viene invece sostenuta dai paesi con le economie più deboli come l’Italia. Il prossimo anno ad ogni modo scadranno altre due poltrone del board, quella dell’economista capo della Bce (attualmente il belga Peter Praet), che però scade a maggio dunque cinque mesi prima dell’uscita di scena di Draghi e quella dello stesso Benoit, che scadrà a fine anno ma che probabilmente sarà reclamata dalla stessa Francia, salvo la nomina a sorpresa di un francese alla presidenza della Bce.

La possibilità di uno scambio di poltrone

Se si chiuderà questa finestra, all’Italia non resterà che attendere poi un ulteriore anno fino alla scandenza, nel dicembre 2020, del lussemburghese Yves Mersch, o quella, nello stesso mese, del francese Daniele Nouy a capo della vigilanza della stessa Bce. La nomina a quest’ultima poltrona non spetta tuttavia ai ministri economici degli stati membri ma alla stessa Bce che sarebbe orientata a nominare una donna, l’irlandese Sharon Donnery (anche se è circolata pure la voce di una candidatura dell’italiano Andrea Enria, al momento a capo dell’Eba). Il rischio maggiore è che di tutta la vicenda venga fatto un uso meramente propagandistico, per cercare un capro espiatorio per eventuali difficoltà che il governo Lega-M5S dovesse trovarsi ad affrontare nei prossimi mesi.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

L’italiano Enria guiderà la Vigilanza bancaria europea

Vigilanza Bce, Enria in lizza per sostituire la Nouy

L’Eba propone una bad bank europea

NEWSLETTER
Iscriviti
X