Ipo Saudi Aramco sembra finita su un binario morto

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di Luca Spoldi 7 Settembre 2018 | 14:25

Saudi Aramco, Ipo congelata?

L’Ipo di Saudi Aramco per ora non si farà: dopo mesi di attesa le voci che indicano come improbable uno sbarco sul listino di titoli del colosso petrolifero saudita potrebbero rappresentare “una perdita per gli investitori in azioni, ma potrebbero espandere l’universo degli investimenti a reddito fisso” secondo Abhishek Kumar, responsabile del settore emerging markets debt di State Street Global Advisors.

Ci sono altri modi per raccogliere fondi

L’Arabia Saudita, nota l’esperto di State Street Global Advisors, ha infatti vari modi per monetizzare i propri asset e raccogliere fondi per lo sviluppo del piano “Vision 2030”, ad esempio potrebbe cedere la sua quota nella società petrolchimica Saudi Arabia Basic Industries Corporation (Sabic), detenuta tramite il fondo sovrano Public Investment Fund e valutata attorno a 70 miliardi di dollari, alla stessa Aramco.

Emissione di bond da parte di Aramco

Per finanziare l’acquisto Aramco potrebbe a sua volta emettere debito, cosa che catapulterebbe l’Arabia Saudita tra i primi 5 emittenti di strumenti di debito dei paesi emergenti. Se Aramco emettesse dei bond, verosimilmente entrerebbero a far parte dell’indice Jpm Embi Global Diversified Index. L’Arabia Saudita al momento non è presente nell’indice, ma della sua possibile inclusione si sta parlando già da tempo.

Anche Sabic potrebbe emettere bond

Con l’emissione di 70 miliardi di dollari di bond il peso dell’Arabia Saudita sull’indice sarebbe pari a circa il 4%, subito dietro l’Indonesia (attualmente al 4,3%), alla Cina (4,6%) e al Messico (5,2%) e davanti alla Turchia (3,5%) e alla Russia (3,3%). Se poi Aramco emettesse debito indirettamente tramite Sabic i bond potrebbero entrare a far parte del paniere del Jpm Cembi Broad Diversified Index dedicato ai bond corporate.

Opportunità per investitori a reddito fisso

In questo caso l’Arabia Saudita passerebbe dal 21esimo al terzo posto con un peso attorno al 5,4%, secondo solo alla Cina e al Brasile, ma davanti a Messico, Hong Kong e Russia. Nelle due diverse ipotesi, Aramco potrebbe emettere bond con un tasso attorno al 3,7%, Sabic attorno al 3,8% e in entrambi i casi l’emissione desterebbe l’interesse di investitori interessati ad ampliare il rendimento del portafoglio e di quelli interessati ad investire sia sui mercati sviluppati sia su quelli emergenti.

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