Hedge Invest: turbolenza mercati non farà cambiare idea a banche centrali

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di Luca Spoldi 13 Settembre 2018 | 11:10

Estate ha mutato scenario per i mercati

Il periodo estivo quest’anno ha portato con sé un deciso mutamento nelle aspettative degli investitori sull’outlook dell’economia globale: a partire da giugno si è assistito ad un ritorno a livelli di volatilità minimi, indici azionari ai massimi storici, curve dei tassi piatte e un mercato delle fusioni e acquisizioni in rallentamento, come ricorda Elisabetta Manuli, vicepresidente di Hedge Invest Sgr.

Investitori scommettono in nuove misure distensive

La causa di tale cambiamento va ricercata nell’intensificarsi delle tensioni commerciali in tutto il mondo, e in particolare tra Stati Uniti e Cina: le preoccupazioni legate alla possibilità di un’ulteriore escalation e alle conseguenze sull’economia e sul commercio globali hanno portato gli investitori ad iniziare nuovamente a scommettere su tassi di interesse bassi per un periodo di tempo indefinito, su un ritorno della deflazione e su un possibile rallentamento economico.

Hedge Invest: improbabile simile scenario

“In certi casi si è persino ipotizzato che le banche centrali potessero decidere di interrompere il ciclo attuale di quantitative tightening e ripristinare misure di easing per far fronte alla situazione”. Riteniamo, commenta Manuli, “che il ritorno a misure di stimolo sia uno scenario implausibile”, dovendosi considerare un ostacolo decisivo a questo tipo di azione, “l’inflazione, che negli Stati Uniti ha raggiunto il 2,4% e in Europa il 2%, livelli coerenti con il target delle rispettive banche centrali”.

Localismo potrebbe far ripartire inflazione

Non solo: se la globalizzazione ha costituito un’importante spinta deflazionistica negli ultimi anni, ora invece l’avvento del localismo e del protezionismo contribuiranno (e in parte hanno già contribuito) a generare ulteriore inflazione, rafforzando il trend attuale. Si pensi ad esempio alle quotazioni del petrolio, cresciute del 50% negli ultimi 12 mesi e alla pressione salariale un po’ dappertutto. In sintesi, anche se dovesse esserci un rallentamento della crescita, che ora comunque ha raggiunto livelli molto alti (il Pil americano ha toccato il 4,2% nel secondo trimestre) le banche centrali non torneranno indietro e non inizieranno un nuovo ciclo di easing.

Riallocazione legata a fine QE creerà opportunità

Passate queste turbolenze estive, nei prossimi 6 mesi si presenterà uno scenario favorevole per le strategie alternative, che porterà diverse opportunità di investimento derivanti dal riaggiustamento delle dislocazioni estreme create da anni di QE, e rafforzate negli ultimi tre mesi a partire da maggio. In sintesi, si asssisterà ad un aumento della volatilità (tornata a livelli pre-crisi 2008), a curve dei rendimenti più ripide, in particolare sui titoli di stato statunitensi e tedeschi, ad una graduale ripresa di fusioni e acquisizioni.

Prospettive negative per credito e titoli growth

La contrazione della liquidità globale avrà un impatto negativo sul mercato del credito, che potrebbe essere ancora più accentuato se la Federal Reserve effettuerà più rialzi nel prossimo periodo di quanti il mercato attualmente si aspetta. Infine, la sovraperfomance dei titoli growth rispetto ai value è una dinamica in atto da 10 anni e negli ultimi mesi in particolare ha raggiunto dei livelli estremi. “Riteniamo che un tale spread di valutazione non sia sostenibile” conclude l’esperta di Hedge Invest. “Come molti altri gestori alternativi, ci aspettiamo una correzione nei prossimi mesi, che premierà le strategie long-short equity correttamente posizionate rispetto a questo aggiustamento”.

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