Usa-Cina, Standard and Poor’s valuta conseguenze guerra commerciale

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di Luca Spoldi 19 Settembre 2018 | 13:08

Standard & Poor’s teme contraccolpi a crescita

L’ultima raffica di dazi sull’inport cinese deciso dall’amministrazione Trump ha portato a 250 miliardi di inport il totale colpito, ossia circa la metà del valore delle esportazioni annuali della Cina negli Stati Uniti. Lo segnalano gli analisti di Standard & Poor’s secondo cui imponendo a sua volta tariffe di ritorsione su circa ulteriori 60 miliardi di dollari di inport dagli Usa la Cina dovrebbe arrivare invece a 110 miliardi di controvalore, ossia l’85% del totale dei flussi di importazioni di Pechino dagli States.

Tensione può ridurre interscambio Usa-Cina

Per quanto riguarda gli effetti, la gran parte delle aziende cinesi monitorate dall’agenzia di rating dovrebbe assorbire l’impatto diretto derivante dalla disputa commerciale tra i due paesi, disputa che potrebbe colpire maggiormente le società più dipendenti dall’export negli Stati Uniti e ridurre nel complesso l’interscambio commerciale tra le due superpotenze economiche mondiali, mettendo sotto pressione società dello shipping e gestori dei porti.

Casalinghi ed elettronica i settori a rischio negli Usa

Per quanto riguarda gli Usa, molto dipenderà dalle alternative che le società americane avranno rispetto ai loro attuali fornitori cinesi. Tra i produttori di beni di consumo i più colpiti dovrebbero essere quelli di casalinghi (che importano per il 59% dalla Cina) e i produttori di pc e periferiche (il 70% dei componenti viene dalla Cina). Quanto al possibile impatto sul credito, Standard & Poor’s è preoccupata “dell’impatto indiretto sulla fiducia di investitori e consumatori e del rischio che la Cina possa reagire con misure di ritorsione non tariffarie”.

Yuan e borsa cinese già risentono della tensione

La tensione commerciale ha del resto già pesato sulla valuta cinese e sul sentiment del mercato azionario e il paese potrebbe agire penalizzando i servizi (settore nel quale gli Usa godono di un surplus netto verso la Cina) e gli investimenti effettuati da società americane. Misure che esacerberebbero ulteriormente il clima danneggiando ancor più la fiducia degli investitori e mettendo a rischio le prospettive di crescita.

Usa e Cina rischiano di perdere l’1% circa di Pil

In particolare, se le tariffe tra i due paesi salissero al 25% su tutte le importazioni di beni non petroliferi, calcolando anche il calo di fiducia che si genererebbe Standard & Poor’s prevede un peso pari all’1,2% cumulativo sul Pil Usa nel triennio 2019-2021, mentre per la Cina la perdita in termini di Pil nello stesso periodo sarebbe attorno all’1%. Al momento, peraltro, il danno che lo scontro Usa-Cina sta producendo dovrebbe essere una frazione di questo stimato.

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