Carmignac: stiamo arrivando alla fasi finali del ciclo espansivo

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di Luca Spoldi 1 Ottobre 2018 | 11:16

Carmignac: le fasi finali del ciclo espansivo

Una nota di Didier Saint-Georges (managing director di Carmignac) segnala come l’estate abbia confermato le avvisaglie manifestatesi in primavera in merito ai pericoli per i mercati, rappresentati dal contemporaneo raggiungimento della fase finale da parte di tre cicli: uno monetario (sgonfiamento della bolla di liquidità), il secondo economico (rallentamento del ciclo globale) e il terzo politico (aumento dei nazionalismi economici).

Tre cicli stanno giungendo al termine

La componente monetaria è stata penalizzata principalmente dai paesi emergenti a causa del riassorbimento della liquidità in dollari. La componente economica ha inciso negativamente sul prezzo delle materie prime e sull’Europa, al contrario degli Stati Uniti che stanno ancora beneficiando della politica espansiva dell’amministrazione Trump. Infine la componente politica ha colpito in particolare l’Europa e ancora una volta l’universo emergente.

Divario crescente tra settori, aree e asset class

“È sempre molto difficile riuscire a destreggiarsi in modo efficace nelle fasi finali dei cicli. Infatti, nel momento in cui si iniziano a mietere le prime vittime, generalmente tra le più deboli, altri operatori sul mercato usano ancora le ultime energie nell’estremo tentativo di opporre resistenza. Ciò determina divari di performance molto marcati tra aree geografiche, settori e asset class”, commenta il gestore, secondo cui quando tre cicli si concludono nello stesso momento “si verificano correzioni di mercato, inizialmente senza significativi effetti domino, mentre la leadership di mercato diventa drasticamente circoscritta”.

Wall Street è dipesa da Amazon finora

Risultato: a metà anno, non solo il mercato azionario statunitense sta superando di gran lunga tutti i mercati a livello globale, ma un terzo della sua performance è riconducibile a un unico titolo (Amazon). Se si aggiungono Microsoft, Apple e Netflix, questi quattro titoli determinano oltre l’80% delle plusvalenze realizzate dall’indice S&P nell’anno. Secondo gli esperti di Carmignac a questo punto è “meglio mantenere un’esposizione significativa ai titoli di qualità, in particolare negli Stati Uniti”. Oltre a titoli del commercio elettronico e dei videogiochi, i gestori stanno aumentando l’esposizione a società del settore healthcare, come è ormai Philips Electronics.

Carmignac punta su Philips e Tencent

Carmignac sta anche approfittando del calo dei titoli tecnologici cinesi “per rafforzare alcune nostre posizioni, come ad esempio Tencent che è favorita dall’esposizione a livello domestico e da driver di crescita diversificati, grazie ai molteplici servizi offerti attraverso la sua piattaforma”. Sul mercato obbligazionario, a fronte di un contesto difficile si suggerisce di mantenere un livello di rischio ridotto. L’esposizione al debito emergente è stata fortemente ridotta, parendo prematuro tornare a esporci sin da ora, nonostante valutazioni per molti versi interessanti. Sul mercato del credito, la combinazione tra prospettive di crescita economica più debole, inasprimento delle condizioni finanziarie e minore propensione al rischio giustifica il proseguimento della riduzione dell’esposizione.

Meglio evitare i Btp e il debito emergente

In Italia, in particolare, “la tabella di marcia del nuovo governo relativa al budget 2019 è prevista per la fine del mese di settembre, e questo ci induce quindi a evitare di investire nel debito italiano”, mentre gli esperti di Carmignac intendono mantenere “una posizione lunga nei titoli governativi statunitensi, per mantenere una costruzione solida del portafoglio all’interno di un contesto instabile”. Quanto infine alle valute, l’allocazione strategica resta invariata: “manteniamo un posizione lunga nello yen al fine di beneficiare del suo status di asset rifugio, e conserviamo l’esposizione al dollaro volta a controbilanciare la nostra esposizione agli asset emergenti e alle materie prime”.

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