Stime crescita non convincono, governo spera in privatizzazioni

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di Luca Spoldi 5 Ottobre 2018 | 15:10

Milano in rosso, spread risale

Mercati di nuovo sotto pressione, con l’Ftse Mib che a Milano segna -0,96% e lo spread Btp-Bund che rimbalza sul 2,846% dopo che gli investitori hanno iniziato a ragionare sulla ragionevolezza o meno delle stime di crescita alla base dell’ultima versione della nota d’aggiornamento del Def varata dal governo italiano dopo la bocciatura della prima versione da parte dell’Eurogruppo, pochi giorni fa.

Previsioni crescita non convincono

Nel documento si prevede infatti una crescita (reale) dell’1,5% del Pil nel 2019, seguita da un +1,6% nel 2020 e da un +1,4% nel 2021. Al contrario, le più recenti previsioni parlano di una crescita che nella migliore ipotesi toccherebbe l’1,2% annuo. Il problema è che in base alla crescita del Pil e all’inflazione il rapporto deficit/Pil (nominale) può o meno rientrare entro i limiti previsti (2,4% l’anno prossimo, 2,1% l’anno seguente, 1,8% nel 2021).

Governo rispolvera privatizzazioni

A dare una mano per centrare l’obiettivo il governo italiano è tornato a citare le privatizzazioni, da cui ci si attende un contributo pari allo 0,3% del Pil sia nel 2019 (per far calare il rapporto nel 2020), sia nel 2020 (per agevolare l’ulteriore discesa nel 2021), per un totale di almeno 10 miliardi di euro di entrate. L’ipotesi più accreditata è che il Tesoro proceda a cedere a Cassa depositi e prestiti (controllata dallo stesso Tesoro per l’82,77% ma fuori dal perimetro pubblico ai fini della contabilità Ue) alcune partecipazioni come quelle residue in Eni (4,34%), in Leonardo (30,2%) e in Enav (53,28%), più una parte di quella in Enel (25,58%), o in alternativa l’intera partecipazione nell’ex monopolista elettrico italiano.

Si punta a incassare almeno 10 miliardi

In questo modo si otterrebbe nel biennio 2019-2020 un incasso tra i 10 e gli 11 miliardi, potendo ancora disporre per gli anni a venire di ulteriori partecipazioni trasferibili a Cdp come il 29,26% di Poste Italiane, il 13,75% (indiretto) in Stmicroelectronics o il 68,25% in Mps (oltre al 64,9%, indiretto, in Rai Way). Tutte partecipazioni in società quotate, che costituiscono solo una parte del ricco portafoglio di partecipazioni che fa capo al tesoro e che vede al suo interno una serie di attività come quelle di Fs (in particolare l’Alta Velocità) o la Rai ancora in attesa di essere riorganizzate o valorizzate ed eventualmente in un futuro trasferite a Cdp o collocate in parte sul mercato.

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