Investimenti immobiliari, case: affitti in crescita del 5,8% in Italia

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di Redazione 1 Luglio 2021 | 14:31

Con lo stabilizzarsi della fase pandemica tornano a salire i prezzi delle locazioni in Italia nel secondo trimestre del 2021. I canoni sono aumentati del 5,8% nei mesi primaverili, a una media di 11,5 euro mensili. Nell’anno solare gli aumenti hanno segnato una variazione positiva del 7,8%, stando all’Ufficio Studi di Idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia.

Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: “Sono i mercati stagionali a trainare la tendenza positiva dei prezzi grazie al boom di richieste di locazioni per i mesi estivi, in particolare al mare. Molti italiani, temendo un’altra estate di restrizioni anti-Covid, hanno deciso per soluzioni vicino a casa. Sono aumentate le richieste di case di ampia metratura, vicino al mare, con giardino e, in caso, con piscina. A registrare i maggiori incrementi di prezzo sono soprattutto i comuni minori, mentre le grandi città del centro-nord, quelle maggiormente impattate dalla crisi sanitaria e il calo dell’attività economica, sono tornate tutte in saldo positivo tra aprile e giugno”.

Regioni           

L’andamento trimestrale dei canoni di locazione vede rialzi in tutte le regioni, a partire da quelli a doppia cifra di Friuli-Venezia Giulia (19,7%) e Calabria (12,5%), seguite da Basilicata (9%), Toscana (7%), Abruzzo (6,9%) e Sardegna (6,8%).

Incrementi contenuti sotto la media del periodo per le restanti 14 macroaree analizzate, guidate da Lombardia (5,5%), Molise (5,3%), Valle d’Aosta (5,2%) e Puglia (5%). Gli aumenti registrati nel Lazio (4,7%), Trentino-Alto Adige (0,4%) e Piemonte (0,3%) si mantengono sotto la soglia del 5 per cento.

In termini di prezzo, la Lombardia (15,3 euro/m²) si conferma la regione con i canoni più elevati, davanti a Toscana (13,1 euro/m²), Lazio (12,9 euro/m²), Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige (entrambe 11,8 euro/m²). Tutte le altre regioni si attestano su valori inferiori alla media nazionale, dagli 11,3 euro mensili dell’Emilia-Romagna, a scendere fino ai 5,6 euro del Molise, la regione più economica dello stivale.

Province

Ventiquattro (24) mercati provinciali hanno evidenziano aumenti a doppia cifra nel corso dei mesi primaverili. Si tratta di località soggette alle tipiche variazioni “stagionali”, che l’emergenza pandemica ha addirittura accentuato, alimentando la tradizionale domanda di case in località marittime che si scontra con evidenti limiti quantitativi dal lato dell’offerta, provocando una particolare tensione sui prezzi.

I forti incrementi nei “mercati stagionali”

Così si spiegano i prezzi gonfiati applicati agli affitti nelle province di Udine (61,2%), Grosseto (44,1%), Latina (37,6%), Oristano (23,9%) e Rimini (23,3%). Altre 21 macroaree provinciali segnano incrementi compresi tra il 20,6% di Teramo al 10,4% di Ravenna.

L’unica provincia rimasta invariata è Parma, mentre dal lato opposto sono solo 16 le aree provinciali in ribasso, con perdite piuttosto contenute che vanno dal -0,1% di Lodi e Frosinone, fino al -4,8% di Rieti, provincia che osserva la performance peggiore trimestrale.

Con una richiesta media di 25,1 euro mensili, Grosseto diventa la provincia con gli affitti più salati d’Italia, davanti a Rimini (18,5 euro/m²), Lucca (18,1 euro/m²) e Ravenna (17,6 euro/m²). All’opposto, le province più economiche per la locazione sono Isernia (5 euro/m²) Avellino (4,8 euro/m²) e Caltanissetta, fanalino di coda con 4,5 euro al mese.

Capoluoghi

L’indice generale dei prezzi d’affitto vede oltre la metà dei capoluoghi in terreno positivo, con variazioni generalmente meno accentuate rispetto ai mercati provinciali, ma a Vercelli (17,5%) Massa (15,3%), Ascoli Piceno (12,2%), Foggia e Gorizia (entrambe 11,4%), Benevento (10,3%) e Verbania (10%) si segnalano forti aumenti. Sono 5 i centri a non aver subito variazioni nel corso degli ultimi tre mesi; contro 38 in contrazione, guidati dai cali di Avellino (-8,1%), Trani (12,6%) e Cesena (12,9%).

I grandi mercati del centro-nord, quelli che erano stati più duramente colpiti dal blocco della domanda determinato dalla crisi sanitaria, sono tutti in ripresa: Milano (3%), Roma, Firenze (entrambe 1,9%), Bologna (0,8%) e Venezia (0,7%). Le grandi piazze del Sud Italia scontano ancora la coda della crisi con decrementi lievi a Catania (-0,4%) e via via più marcati a Napoli (-1,2%) e Palermo (-3,6%).

Milano si conferma la regina dei prezzi di affitto con i suoi 18,3 euro al metro quadro, davanti a Firenze (14,8 euro/m²), Venezia (14, euro/m²), Bologna e Roma (entrambe 13,7 euro/m²). Nella parte bassa del ranking si piazzano invece, Cosenza (4,5 euro/m²), Vibo Valentia (4,4 euro/m²) e Caltanissetta, che chiude la graduatoria con i suoi 4,1 euro di media mensili.

Il report completo è consultabile qui.

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