Investimenti: quanti bond dalla Cina

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di Redazione 16 Settembre 2021 | 14:02

Gli indicatori di fiducia sulla Cina pubblicati da Markit hanno confermato che l’outlook nazionale del terzo trimestre si fa meno roseo. Il PMI manifatturiero Caixin è sceso in territorio di contrazione.

Si tratta della prima contrazione della produzione da febbraio 2020, dovuta all’aumento dei contagi e a una domanda debole sia in patria che all’estero. Il calo nel settore dei servizi è stato ancora più evidente.

Una nota positiva, però, deriva dai dati commerciali che sono migliorati il mese scorso, con un forte rimbalzo delle esportazioni che hanno raggiunto un nuovo massimo, grazie ad un significativo aumento delle esportazioni verso i Paesi sviluppati. Questo rimbalzo potrebbe riflettere la riapertura dei terminal portuali alla fine del mese, dopo il contenimento dell’epidemia.

Inoltre sono rimbalzati anche i volumi delle importazioni, e in particolare sono cresciute significativamente quelle di metalli: un possibile segno di una ripresa degli investimenti in infrastrutture.

In effetti, se si guardano i dati finanziari aggregati, ad agosto sono aumentate le emissioni di titoli di Stato, segno di una politica fiscale più accomodante.

Tuttavia, nonostante la posizione più accomodante della PBoC, i prestiti bancari sono rimasti limitati e non mostrano alcuna accelerazione. Nei prossimi mesi ci aspettiamo una politica monetaria ulteriormente accomodante da parte della PBoC.

A cura di Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM

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