Investimenti: Giappone ancora interessante, ma occorre fare selezione

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di Francesca Vercesi 7 Ottobre 2021 | 16:01

Il Giappone è una porta d’accesso alla crescita del continente asiatico, è un paese stabile e presenta alcune aziende di qualità molto profittevoli per gli investitori. Parola di Richard Kaye analista e gestore dell’azionario giapponese di Comgest e del fondo Comgest Growth Japan. La società francese, che ha 40,9 miliardi di euro asset in gestione a livello globale (7 sul Giappone), ha una branch a Tokyo. Ecco perché oggi è interessante in un’ottica di stock picking secondo Kaye, da vent’anni in Comgest e attivo sul mercato giapponese dal 1991.

Perché oggi va considerato il Giappone come opportunità di investimento?

Sarà un grande trimestre il prossimo: il paese è appena entrato nel suo processo di normalizzazione del dopo Covid-19. Il potenziale è grande, le valutazioni sono a buon mercato perché non è capito dagli investitori e in molti (giapponesi compresi) hanno preferito starne alla larga per anni. Eppure, paragonandolo agli indici principali sui dieci anni, quello giapponese ha fatto meglio di tutti.

Adesso è diverso?

Sì, adesso gli stessi investitori istituzionali giapponesi, hanno cambiato passo e stanno investendo nel paese, così come gli investitori esteri. Abbiamo 23 fondi pensione che investono nei nostri fondi azionari e vogliono investire nelle aziende leader a livello globale. Il momento è positivo anche grazie al cambio di passo in politica che ha visto Fumio Kishida prendere il posto del premier Suga. L’auspicio ora è che il paese si concentri su un processo di riforme necessario. Il trend positivo continuerà, grazie anche al fatto che oggi il Giappone ha un sistema finanziario molto stabile. Siamo positivi sia sul breve termine grazie all’uscita dalla pandemia, sia sul lungo grazie alla presenza di alcune aziende estremamente interessanti e molto più liquide rispetto, per esempio, a quelle cinesi.

A quali aziende si riferisce?

Sono aziende di alta qualità, sia nell’industria dei semiconduttori sia tra i marchi di consumo o dell’automazione di fabbrica. Guardiamo a top brand globali e leader di crescita nazionali che beneficiano del cambiamento delle abitudini dei consumatori e della digitalizzazione. Guardiamo ad aziende generalmente meno esposte alla volatilità dei cicli economici. Per esempio Nidec (micromotori, robot industriali, lettori di carte magnetiche, parti in plastica stampate), Daikin (aria condizionata), Pigeon, Suzuki, Sysmex (leader sulla tecnologia applicata all’analisi del sangue), Obic (società di software).

Dal Giappone si coglie la crescita asiatica?

Sì, il Giappone è la migliore piattaforma per catturare la crescita della Cina e dell’Asia, senza assumersi il rischio di quei mercati.

Rimane un mercato difficile perché poco coperto dagli analisti. Cosa ne pensa?

Vero, specialmente per gli investitori stranieri poiché non c’è abbastanza ricerca di qualità. In media, ciascuna delle 3.700 società quotate in Giappone è seguita solo da sette analisti, rispetto ai 40 analisti per componente dell’indice negli Stati Uniti. Questo significa che il Giappone rimane un mercato incompreso. Gli investitori occidentali non hanno ancora compreso appieno che il mercato giapponese non rappresenta più solo l’economia giapponese.

E il tema Esg?

Se è difficile per gli investitori farsi un’idea del mercato azionario giapponese, è ancora più difficile avere un quadro Esg perché spesso la disclosure in materia non è disponibile in inglese. Per noi i fattori Esg sono inclusi nell’analisi fondamentale. In ambito di engagement, per esempio, un caso interessante è Suzuki, classificata quasi come non investibile da molti provider di dati Esg a causa di inesattezze sulla dichiarazione delle emissioni in Giappone, problemi di lavoro in India e domande legittime sulla trasparenza del Cda. Tuttavia, l’azienda ha nominato tre direttori non esecutivi con background Esg rilevanti e si sta impegnando molto con gli investitori. Pochi investitori, sia nazionali sia internazionali, sono consapevoli di quanto selezionate aziende giapponesi stiano affrontando le questioni sociali e ambientali. Il potenziale Esg all’interno del mercato azionario giapponese tende a essere frainteso ma con il governo e il mercato impegnati a spingere per nuovi criteri e una maggiore applicazione, l’Esg è una storia emergente in Giappone.

 

 

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