Asset allocation, ecco cosa guiderà quest’anno i bond sostenibili

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di Redazione 6 Maggio 2022 | 15:01

Ogni anno si battono nuovi record. Dal 2012, il mercato è cresciuto a un ritmo medio annuo di 1,6 volte. Il 2021 ha confermato i trend osservati nel 2020 e ha visto l’emergere di nuovi modelli. In termini di dimensioni, le obbligazioni sostenibili e sociali (che combinano progetti sociali e verdi) ora ammontano ciascuna a oltre 350 miliardi di dollari”. A farlo notare sono Agathe Foussard e Nelson Ribeirinho, Portfolio Manager di Mirova, affiliata di Natixis Investment Managers, che di seguito illustrano nel dettaglio la loro visione.

Sono stati registrati sviluppi interessanti in nuovi settori come ad esempio i ciclici. Le case automobilistiche e i loro fornitori stanno facendo emissioni in maniera periodica per finanziare la produzione di veicoli puliti. Anche il settore chimico si è aperto al mercato dei green bond. Ma l’ambito dove abbiamo visto la maggiore crescita in termini di volumi di emissione è quello dei sustainability-linked bond.

Nel 2022, più emittenti con un rating migliore: possiamo aspettarci sia quantità sia qualità?

Quest’anno ci aspettiamo che i volumi di emissione di debito sostenibile continuino a crescere a un ritmo sostenuto (quasi 1.000 miliardi di dollari). L’Unione Europea è in testa, con i significativi programmi di emissione NextGenEU, per un totale di quasi 700 miliardi di euro. Inoltre, a luglio 2021, la Commissione europea ha presentato il suo pacchetto “Fit for 55”, una serie di misure volte a raggiungere entro il 2030 un taglio del 55% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. Queste proposte hanno confermato l’intenzione dell’Europa di guidare la lotta al cambiamento climatico, sia in termini di tempi sia di implicazioni per differenti settori, con obiettivi che riguardano tutti i settori economici e devono essere raggiunti entro il 2030. La guerra in Ucraina ha inoltre messo in luce la necessità per l’Europa di diventare indipendente dalle importazioni di energia. L’8 marzo, la Commissione Europea ha delineato i piani per REPowerEU, un pacchetto progettato per porre fine alla dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili russi “ben prima del 2030”. L’emissione del debito comune REPowerEU da parte dell’Unione Europea in formato verde sembra un’opzione ragionevole, dopo un acceso dibattito tra gli Stati membri.

Alcune asset class registreranno un forte recupero, altre si consolideranno

Nel 2022, ci aspettiamo un recupero importante non solo dei senior preferred green bond emessi dalle banche, ma anche dei loro covered bond (questi strumenti, considerati come paradisi sicuri, finanziano soprattutto la costruzione di edifici verdi). La prevista chiusura del programma Tltro III (una misura monetaria che riguarda prestiti pari a 1.310 milioni di euro concessi dalla Bce alle banche europee, a tassi preferenziali, e richiamabili a partire dalla metà del 2022) avrà implicazioni significative. Con le Banche Centrali che gradualmente stanno inasprendo le proprie politiche monetarie, i covered bond (più della metà dei quali ha rating AAA) e il debito bancario senior (spesso con un rating superiore alla A), probabilmente domineranno le emissioni di obbligazioni societarie poiché un numero crescente di Paesi, sia nuovi sia storici, emetteranno debito. A livello settoriale, ci aspettiamo anche che le società energetiche e le utility continuino a essere attive. Anche l’industria automobilistica e i suoi fornitori dovrebbero emettere notevoli quantità di debito. Quest’anno sarà un anno di cambiamenti per l’indice, tra cui: un rating medio più elevato, con più rating A e superiori, ancora più finanziari e forse più obbligazioni a “reddito fisso” (sovrani, sovranazionali, agenzie – e includiamo anche i covered bond) rispetto al credito (obbligazioni societarie). Di conseguenza, ci aspettiamo una convergenza tra indici Green Bond e gli indici Global Aggregate convenzionali.

 

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