Asset allocation: ecco l’outlook di Vontobel per l’estate

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di Redazione 10 Giugno 2022 | 09:29

“Le commodity, a partire dall’oro, sono l’unica asset class sulla quale abbiamo al momento una chiara preferenza positiva. Per cash, obbligazioni e azioni (europee, americane, giapponesi e dei mercati emergenti) la view è neutrale”. Ad affermarlo è stato Gianluca Ungari, Head Solutions Italy di Vontobel, nel corso del Vontobel Summer Outlook 2022 tenuto di recente a Zurigo, nella sede centrale dell’asset management elvetico.

Un posizionamento, quello indicato da Ungari che riflette le performance delle diverse asset class negli ultimi mesi.

In questo scenario – avverte Ungari – l’azionario europeo non sta performando come la narrativa recente tenderebbe a far credere. Inoltre, l’esperto ha fatto notare come in questa fase, dal piunto di vista macroenomico a livello globale, attualmente abbiamo raggiunto il punto più basso del ciclo e siamo quindi pronti quindi per ripartire.

E per Vontobel, benchè in contrazione rispetto al 2021, le stime di crescita annua del Pil restano positive per quest’anno e il prossimo, sia in Europa che negli Usa. E nei Paesi Emergenti il 2023 sarà meglio che quest’anno in termini di Pil.

 

Marco Lenfers, Client Portfolio Manager di Vontobel, fa poi notare come sia cruciale, non solo in termini di performance di portafoglio ma anche nell’ottica di creare un mondo più sostenibile per tutti, “investire come fa Vontobel in aziende che aiutano a migliorare le nostre vite, ridurre al minimo la nostra impronta ecologica e ottenere risultati economici”. In quest’ottica i settori a maggior impatto da tener ben presente sono quelli che riguardano l’efficentemanto delle risorse dedicate alle industrie, il clean water, le infrastrutture per la cean energy, i trasposti a bassa emissione di carbonio, le tecnologie costruttive nell’edilizia e il Lifecycle Managemen. Nonostante le performance, da inizio 2022, siano ancora sotto pressione, come dimostra la tabella sottostante.

Nell’attuale quadro di mercato e macro, secondo Lenfers, la dipendenza energetica è ovviamente strategica per l’Europa e la transizione energetica è fattore abilitante per la stessa indipendenza energetica. Cruciale poi la riprogettazione delle catene di approvvigionamento al fine di renderle più resilienti ed efficienti e, non ultimo fare dell’economia circolare un vero e proprio dicktat.

Dal punto di vista delle valutazioni azionarie a livello globale, a detta di Lenfers, i multipli stanno diventando maggiormente attrattivi.

 

In merito poi al comparto obbligazionario e al mercato del credito, Mondher Bettaieb-Loriot, Managing Director Credit Fixed Income Portfolio Management
Asset Management di Vontobel, ha fatto notare come per la Fed potrebbe diventare alquanto difficoltoso rialzi superiori oltre il 2,5% visto che, in quel caso, i costi di finanziamento delle piccole e medie imprese statunitensi dovrebbero salire alle stelle rispetto ai margini di profitto previsti.

E, generalmente, “il calo della crescita e della domanda in genere aiuta ad alleviare e ridurre le pressioni inflazionistiche permettendo allo spazio della Fed di essere più morbida”.

Come è possibile estrarrre valore in questo scenario? “Anzitto – afferma Bettaieb – adottando un approccio attivo e tenendo presente che banche e assicurazioni sono ben capitalizzate e che difensivi come tlc, immobiliari, infrastrutture e il settore dei beni di prima necessità vanno monitorati e presi in condiderazione nella selezione in questa fase”.

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