Asset allocation, bond: ecco perchè il momento è tornato favorevole

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di Redazione 28 Giugno 2022 | 09:31

Sempre più spesso si sente parlare del fatto che sia un buon momento per acquistare titoli obbligazionari e che potremmo assistere a un ritorno del ruolo del fixed income nel corso del prossimo anno. In quest’ottica, ecco di seguito la view di Jim Leaviss, CIO Public Fixed Income Team di M&G Investments.

Dall’inizio del 2022 abbiamo visto un repricing significativo di tutte le asset class obbligazionarie, inizialmente favorito dalle preoccupazioni per il rialzo dell’inflazione ma più di recente il focus si è spostato sulle preoccupazioni per la crescita globale.

Se da un lato potremmo vedere ulteriore volatilità nel breve termine, riteniamo però che il sell-off abbia creato opportunità di acquisto di asset a prezzi interessanti, con spread del credito più ampi che offrono un buon riparo da ulteriori rialzi dei tassi di interesse.

Come qualsiasi strategia, investire in obbligazioni ha sia punti di forza che di debolezza.

Nonostante gli alti livelli dell’inflazione e dei tassi, diverse aree del mercato obbligazionario possono essere impiegate per assicurare una buona componente di reddito al portafoglio e contribuire a proteggerlo dall’inflazione. Le obbligazioni possono anche aggiungere diversificazione al portafoglio, in particolare in momenti di incertezza. Tuttavia, possono essere molto esposte a un contesto di rialzo dell’inflazione e di politica monetaria più stringente, come abbiamo potuto notare nella prima parte dell’anno.

Non siamo tra coloro che sostengono la necessità di fare previsioni sul futuro dei mercati. Tuttavia, gli investitori con un orizzonte d’investimento di lungo termine dovrebbero considerare di detenere obbligazioni specialmente perché alcune parti del mercato a reddito fisso stanno già compensando a buoni livelli i rischi di recessione.

Nello specifico, siamo convinti che siano due le tipologie di strumenti sul mercato obbligazionario più interessanti in questa fase. I titoli a breve scadenza e quelli a tasso variabile (Floating Rate Notes, o FRN) sono infatti esempi di strumenti del reddito fisso in grado di “navigare” con successo nelle attuali condizioni di mercato.

Per gli investitori che ritengono che i rendimenti continueranno a crescere e che le aziende siano in buone condizioni finanziarie, può essere interessante considerare una strategia sul credito a duration breve e gestita attivamente. Questi fondi possono beneficiare della flessibilità che permette loro di investire in un insieme diversificato di asset più complessi, come gli ABS (asset-backed securities) che offrono un premio di rischio interessante ben superiore a quello dei titoli corporate tradizionali. Alcuni fondi possono anche avere in portafoglio FRN, strumenti che offrono non solo protezione ma un modo di trarre beneficio, potenzialmente, da ogni futuro aumento dei tassi d’interesse.

Gli high yield FRN hanno anche una duration che è vicina a zero e questo si è dimostrato molto d’aiuto durante il recente sell-off sul mercato obbligazionario governativo. La loro caratteristica di non avere duration è stato un fattore importante della sovraperformance recente nei confronti del debito high yield tradizionale, poiché gli investitori cercano di proteggere i loro portafogli dal futuro atteso rialzo dei tassi. Oltre a offrire protezione dai tassi in crescita, riteniamo che gli spread ora stiano compensando in eccesso il rischio di fallimento.

 

 

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