Investimenti: quattro azioni per fermare la perdita di biodiversità

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di Redazione 15 Luglio 2022 | 14:01

L’anno scorso l’Earth Overshoot Day, ovvero il giorno nel quale l’umanità finisce di consumare interamente le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno, è stato il 29 luglio. In altre parole, in un anno l’umanità ha consumato le risorse di circa, 1,7 Terre. In questo scenario, ecco di seguito la view di Ann Meoni, Senior Responsible Investment Analyst di Abrdn.

I danni ecologici causati da un consumo eccessivo delle risorse naturali pregiudicano la sostenibilità tanto quanto il cambiamento climatico, a cui sono strettamente connessi.

La perdita di biodiversità è uno dei maggiori problemi che l’umanità deve affrontare. Trovare soluzioni è fondamentale e in tal senso, il settore degli investimenti può apportare un contributo significativo. A nostro avviso, per arrestare, e forse anche invertire, le tendenze in corso occorre fare di più in 4 aree specifiche.

1. Policy advocacy: assicurare il rispetto degli impegni presi

L’Unione Europea intende introdurre delle norme per ridurre le deforestazioni di cui sono responsabili i paesi europei. Si prevede che verranno modificate anche le classificazioni ufficiali per spingere gli investitori a dare più peso all’impatto della perdita di biodiversità. Sono passi nella direzione giusta, ma devono essere seguiti da leggi vincolanti. La collaborazione e la policy advocacy ci permettono di fare pressione per l’adozione di nuove norme e di sanzioni adeguate a garantirne il rispetto.

2. Pricing corretto dei servizi forniti dagli ecosistemi

Il secondo passo si basa sulla necessità di assegnare un valore monetario alla natura, nello stesso modo in cui utilizziamo il carbon pricing per incentivare la decarbonizzazione. In altre parole, dobbiamo quantificare i vantaggi economici generati da un ecosistema sano e determinare il costo finanziario dei danni che vengono arrecati all’ecosistema.

È un processo ancora in fase iniziale in cui il valore monetario viene calcolato utilizzando i crediti di carbonio, ma si tratta di un metodo limitato per misurare il valore economico degli habitat naturali. Sarebbe opportuno quindi promuovere nuovi metodi per calcolare il valore economico degli ecosistemi e proporre nuove idee a legislatori e asset owner. Questo perché concentrarsi solo sul carbonio non è possibile catturare gli altri vantaggi della biodiversità.

3. Puntare sui settori con le migliori opportunità di innovazione

Come investitori possiamo sostenere – con un engagement attivo e investimenti mirati – le radicali misure necessarie per ristrutturare i settori più strategici, che hanno un impatto più significativo sui sistemi che consentono la vita sul pianeta. I settori dove a nostro avviso esistono le migliori opportunità di innovazione sono tre, ossia alimentari e bevande; agricoltura; edilizia. Tra questi il settore alimentare è il principale responsabile della perdita di biodiversità, ma è anche quello che offre maggiori opportunità nell’ambito dell’innovazione, in particolare nei segmenti della carne coltivata, delle proteine di origine vegetale, dell’agroforestazione, e dell’agricoltura rigenerativa e di precisione.

4. Nuove soluzioni d’investimento

Infine, l’ultima azione da compiere per dare un contributo importanza alla salvaguardia della biodiversità, è offrire una vasta gamma di soluzioni di investimento in base alle esigenze di ognuno.

I fondi che investono in aziende specializzate nel trovare soluzioni per la biodiversità sono destinati a diventare più prominenti, in quanto parte del mercato in espansione delle soluzioni basate sulla biodiversità. Ad esempio, il New York Stock Exchange e Intrinsic Exchange Group stanno lanciando una nuova asset class basata sulla natura e sui benefici che offre.

Tuttavia, è cruciale il contributo di tutti per mitigare i cambiamenti climatici, ridurre l’inquinamento atmosferico e combattere la perdita di biodiversità.

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