Asset allocation: cinque ragioni per puntare sull’obbligazionario

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di Redazione 16 Novembre 2022 | 16:01

“Al momento ci sono cinque buone ragioni per prendere in considerazione l’obbligazionario“. Parola di Benoit Anne, Lead Strategist Investment Solutions Group di MFS IM, che di seguito le illustra nel dettaglio.

Prima ragione. Le obbligazioni sono diventate relativamente convenienti. Negli ultimi trimestri le valutazioni obbligazionarie sono decisamente migliorate e si trovano attualmente a livelli che non si vedevano da un decennio. Questo è vero in termini di spread creditizi,1 divenuti molto più alti, ma è ancora più vero per i rendimenti delle obbligazioni societarie, che hanno beneficiato degli effetti combinati degli interventi sui tassi e delle correzioni degli spread.

Seconda ragione. L’obbligazionario potrebbe tornare a generare reddito interessante. In passato, uno dei principali problemi delle obbligazioni erano i rendimenti troppo bassi, dovuti in parte all’impatto del pluriennale allentamento monetario e a tassi d’inflazione bassi e stabili. In molti mercati in tutto il mondo i rendimenti sono scesi sotto zero e alla fine del 2020 quasi il 30% del debito globale registrava rendimenti negativi. Attualmente ci troviamo tuttavia in un contesto profondamente diverso; i rendimenti obbligazionari sono risaliti e il comparto è in grado di generare redditi potenzialmente interessanti. Questo è vero non solo per i titoli di Stato dei mercati sviluppati, meno rischiosi, ma anche per sottosettori più rischiosi dell’obbligazionario globale come ad esempio i titoli high yield o il debito dei mercati emergenti, che attualmente offrono rendimenti del 10% circa al fine di remunerare i più elevati rischi di credito e di default.

Terza ragione. L’obbligazionario è tornato a rappresentare un’alternativa interessante alle azioni. Le obbligazioni venivano generalmente trascurate nelle decisioni di asset allocation, a favore soprattutto delle azioni. Negli ultimi anni, le strategie di asset allocation si sono basate prevalentemente sulla convinzione che non vi fossero alternative valide alle azioni. Riteniamo che non sia più così. Le obbligazioni sono tornate a rappresentare un’alternativa interessante alle azioni nel contesto di un portafoglio multi‑asset.

Quarta ragione. L’obbligazionario può rappresentare un’interessante soluzione di riduzione del rischio. Alcuni investitori possono sentire l’esigenza di ridurre il rischio nei loro portafogli alla luce delle crescenti incertezze macroeconomiche e degli elevati rischi di mercato. Le obbligazioni possono aiutare questi investitori a gestire la volatilità del loro portafoglio complessivo, consentendo loro al contempo di generare un reddito potenzialmente maggiore – una componente della performance complessiva storicamente più stabile in termini relativi.

Quinta ragione. L’obbligazionario è una componente importante nel kit di strumenti per gestire la liquidità. Crediamo che la gestione della liquidità costituisca una parte essenziale di qualsiasi processo d’investimento, soprattutto durante periodi particolarmente volatili. Anche un’allocazione adeguata in strumenti liquidi rappresenta un pilastro chiave per una gestione efficace della liquidità. In passato, accanto alle azioni e a differenza degli investimenti alternativi o delle attività private, i titoli di Stato e i cash bond societari con rating elevato hanno offerto la liquidità di mercato necessaria in circostanze straordinarie. I recenti eventi di mercato hanno evidenziato l’importanza della liquidità, e le obbligazioni con rating elevato possono costituire una componente utile nel quadro di un’asset allocation liquida.

Considerate le difficoltà insite nell’investimento obbligazionario durante diversi cicli di mercato, consigliamo un approccio attivo all’obbligazionario. L’incertezza macroeconomica e la volatilità di mercato rimarranno elevate nel periodo a venire. Un approccio attivo all’obbligazionario costituisce uno strumento utile per gestire questi rischi, in quanto consente ai gestori di utilizzare diverse leve per generare rendimenti interessanti: tra queste figurano l’asset allocation attiva, le posizioni sulla curva dei rendimenti e sulla duration, e un processo di selezione dei titoli attento, basato sulla ricerca creditizia. Come illustrato nella Figura 5, alcune sottoclassi obbligazionarie hanno storicamente registrato risultati migliori in situazioni di mercato specifiche, in virtù della loro sensibilità a determinati contesti macroeconomici e di propensione al rischio. Pertanto, i gestori attivi possono riposizionare i propri portafogli in funzione dei diversi cicli di mercato.

 

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