Investimenti: i possibili impatti dopo il crollo dell’impero cripto di FTX

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di Redazione 17 Novembre 2022 | 14:31

Nella settimana del 1° novembre sono iniziate a circolare voci secondo cui il bilancio di Alameda Research, società di quantitative trading e consociata di FTX (una cripto borsa offshore con sede alle Bahamas), potrebbe essere in crisi; entrambe le società appartengono allo stesso proprietario, Sam Bankman-Fried, giovane magnate trentenne delle criptovalute. Sembra che FTX possa aver prestato fondi e asset della clientela (anche se non se ne hanno prove) ad Alameda Research, che li avrebbe utilizzati per effettuare scommesse rischiose, cosa severamente vietata nella finanza tradizionale. Entrambe le società sono private ma, secondo le stime del mercato, il 40% del bilancio di Alameda Research potrebbe comprendere token FTT, utility token creati da FTX, che sono stati utilizzati come garanzia presso l’azienda.

Il CEO di Binance Changpeng Zhao (o CZ) ha avuto sentore della notizia nella settimana del 1° novembre e nel weekend ha detto che Binance venderà tutti i propri token FTT, il cui valore supera i 500 milioni di dollari; ne è scaturita la cascata di eventi cui stiamo assistendo e un assalto agli sportelli di FTX. Martedì 8 Binance e FTX hanno concordato una lettera d’intenti, secondo cui Binance avrebbe potenzialmente potuto acquistare FTX Global (lasciando intatta FTX US), ma dopo aver avviato il processo di due diligence, Binance ha concluso che il divario finanziario di FTX è “troppo grande” e ha ritirato l’offerta.

In base all’attività on-chain, il settore ha recentemente riscontrato storni dai portafogli di Alameda verso FTX; sembra che Alameda abbia perso denaro con le sue operazioni commerciali e non riesca a rimborsare i fondi e gli attivi che le ha prestato FTX. Dal canto suo, FTX accuserebbe un deficit di almeno 8 miliardi di dollari.

La situazione attuale

Dopo che Binance ha ritirato la sua offerta, la domanda che ci si pone è: chi sarà abbastanza grande da colmare il divario finanziario di FTX? Nella finanza tradizionale sarebbe il governo a salvare la società in crisi, ma nel mondo delle criptovalute non è previsto il supporto delle risorse finanziarie pubbliche. La piattaforma di scambio Coinbase si è chiamata fuori.

Tramontata l’ipotesi Binance, sono girate voci secondo cui Tron, la rete di criptovalute di Justin Sun, stava collaborando con FTX per approntare una “soluzione” da 9,4 miliardi di dollari. Diversi fondi di investimento e società hanno avuto accesso alla data room di FTX e ne stavano esaminando i libri contabili; appena pochi giorni fa (venerdì 11 novembre) FTX ha presentato istanza di fallimento.

La reputazione di Sam Bankman-Fried

A parte i sospetti sul potenziale uso dei fondi della clientela per avventurarsi in scommesse pericolose, ci si domanda quanto sapessero effettivamente i clienti e gli investitori di FTX o che cosa gli sia stato detto. Hanno ricevuto informazioni complete e oneste su quello che stava accadendo? Solo a gennaio, FTX era stata valutata 32 miliardi di dollari e aveva completato il processo di due diligence a cura di venture capital blue chip. Se FTX ha ingannato gli investitori e i clienti, Sam Bankman-Fried rischia un processo. È emerso che la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission stanno indagando per stabilire se FTX abbia gestito correttamente i fondi della clientela e i suoi rapporti con altre parti dell’impero cripto di Bankman-Fried, ivi inclusa la sua impresa commerciale Alameda Research, e che i funzionari del Dipartimento della giustizia stanno collaborando con gli avvocati della Securities and Exchange Commission.

L’impatto sulla normativa

È probabile che le autorità di regolamentazione interverranno duramente sul settore delle criptovalute dopo questo avvenimento. Incredibilmente, Sam Bankman-Fried ha passato mesi a Washington premendo affinché venisse varata una normativa sulle criptoattività che avrebbe giovato alla sua stessa azienda, mentre nel contempo era potenzialmente coinvolto in attività rischiose con fondi dei clienti (cosa non provata, però). Sam Bankman-Fried è stato il maggior donatore (dopo George Soros) del partito democratico statunitense, che ha collaborato con lui alla stesura delle proposte di legge più importanti sulle criptovalute, in attesa del vaglio del Congresso. Tali proposte saranno probabilmente modificate e potrebbero essere posticipate di mesi:  si tratta di un colpo di scena imbarazzante per i democratici.

Quali cambiamenti occorrono nel settore

È chiaro che la trasparenza e il meccanismo proof-of-reserves basato sulla crittografia sono necessari affinché i clienti possano accertarsi che i loro asset non siano stati prestati o utilizzati per attività rischiose. Kraken ha già attuato questa soluzione e Binance promette di fare altrettanto nel prossimo futuro.

Questi avvenimenti dimostrano inoltre quanto sia importante depositare le criptoattività nei cold wallet, anziché presso borse centralizzate.

Usare gli utility token come collaterale, soprattutto quelli creati da un’azienda che li accetta a sua volta come garanzia, è estremamente rischioso perché quei token sono vulnerabili agli attacchi speculativi (vendite allo scoperto). L’altra domanda è: come puoi usare il “denaro di monopolio” che tu stesso hai creato e poi affermare che si possa impiegare come garanzia e come sostituto di denaro reale?

Desta inoltre preoccupazione la crescente influenza di Binance che, prima di questa débâcle con FTX, elaborava il 53% circa di tutte le operazioni con le criptovalute (per numero di contrattazioni) sui mercati a pronti e sui mercati dei derivati e il 30% circa del valore del mercato.

Timori di contagio

Negli ultimi cinque giorni la maggior parte dei valori delle criptovalute ha subito un forte calo: Bitcoin è sceso del 20%, Ethereum del 24% e Solana del 54%. Quest’ultima ha accusato una flessione maggiore rispetto alle altre perché Alameda Research è stata uno dei primi investitori in occasione della sua offerta di moneta iniziale nel 2021 e avrebbe depositato e ritirato solana per miliardi di dollari.

Prevediamo che il contagio continuerà per giorni se non per settimane. Molti risparmiatori hanno già azzerato l’investimento in FTX. Le società da seguire, com’è palese, sono i finanziatori di Alameda Research, i clienti di FTX e altre aziende con un’esposizione diretta o indiretta verso FTX, Alameda Research o token FTT. Al momento non disponiamo di informazioni sufficienti per quantificare l’eventuale importo che sarà possibile recuperare dal fallimento di FTX e della sua consociata Alameda Research.

Il futuro delle criptovalute

Crediamo che le criptovalute abbiano ancora un grande potenziale; come avviene per la maggior parte delle nuove tecnologie, le prime fasi dello sviluppo tecnologico sono soggette a difficoltà, inconvenienti e battute d’arresto. Alcuni dei modelli imprenditoriali più problematici nel settore delle criptoattività sono costituiti da piattaforme per lo scambio di criptovalute centralizzate offshore (Mt Gox, BitMEX, FTX) e crypto broker (Voyager Digital). Occorrono alcuni cambiamenti fondamentali per rendere il settore più trasparente e affidabile, con una minore dipendenza da un numero ridotto di operatori. Una delle soluzioni potrebbe essere il modello basato sul meccanismo proof of reserves, di cui abbiamo parlato prima.

A cura di Mirva Antilla, Director, Digital Assets Research di WisdomTree

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