Asset allocation, azionario Cina: la view di Carmignac

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di Redazione 21 Novembre 2022 | 14:01

A un osservatore casuale sembrerebbe che ogni volta che gli investitori iniziano a mettere in dubbio l’investibilità dei mercati azionari cinesi, questi ultimi si imbarchino poco dopo in un rally. Ed eccoci di nuovo qui. Dopo una reazione inizialmente negativa del mercato al recente Congresso del Partito, i mercati azionari cinesi hanno invertito la rotta. In questo scenario, ecco di seguito la view su questo mercato di Gergely Majoros, membro dell’Investment Committee di Carmignac.

Gli investitori prudenti stanno vedendo qualcosa che sfugge al mercato in generale?

Probabilmente no. Sebbene i segnali rimangano piuttosto contrastanti, è difficile ignorare che probabilmente si è verificato un punto di inflessione per importanti driver di mercato. A nostro avviso, il momento di essere estremamente cauti è passato, ma dobbiamo rimanere vigili.

Ragioni per essere ottimisti

Su un orizzonte temporale di 12 mesi, la strada per l’economia cinese è positiva, anche se sarà accidentata.

La riapertura “post vaccino” dell’economia cinese potrebbe non essere così imminente come alcuni credono, nonostante le nuove misure del governo. Con livelli di vaccinazione ancora moderati, la Cina sta attualmente affrontando una recrudescenza dei casi di Covid, entrando allo stesso tempo nella stagione dell’influenza stagionale. Tuttavia, è stato posato un mattone importante e, a nostro avviso, la direzione di marcia è quella di un’uscita dalle politiche di rigore.

Inoltre, i recenti annunci politici per aiutare l’importantissimo settore immobiliare cinese sono molto costruttivi. Ci vorrà tempo perché il settore danneggiato esca dalla crisi, ma questo è un passo nella giusta direzione.

… ma la cautela rimane

Per gli investitori internazionali permangono grandi sfide e incertezze, almeno nel breve periodo. 

In particolare, la questione delle quotazioni degli America Depositary Receipts (ADR) negli Stati Uniti è significativa e irrisolta. Al momento, un delisting delle società cinesi nel 2023 o 2024 rimane di fatto lo scenario più probabile. Nelle prossime settimane o mesi la SEC potrebbe fare annunci importanti che confermano o implicano uno scenario di delisting.

Inoltre, sebbene sia chiaro un rafforzamento della premiership di Xi Jinping, molti degli annunci fatti durante il Congresso del Partito sono stati contrastanti o vaghi. In particolare, i mercati sono stati scettici rispetto a cambiamenti significativi ai vertici del Partito Comunista. Mentre tutti i membri del comitato permanente sono sostenitori di Xi Jinping senza la presenza di alcun contropotere, dobbiamo ancora capire come si manifesterà la natura riformista di individui come il nuovo numero due, Li Qiang. Indubbiamente sono necessari maggiori dettagli per adottare una visione costruttiva, ma in questa fase non riteniamo che ciò giustifichi un outlook più negativo per gli asset cinesi.

Infine, permangono i rischi geopolitici relativi a Taiwan. Se questo problema dovesse iniziare a chiarirsi gradualmente, darebbe un’ulteriore spinta all’attuale ripresa.

Outlook

Sebbene permangano alcuni venti contrari, questi si sono indubbiamente attenuati e, data la traiettoria positiva dell’economia cinese, utilizzare questo mercato per diversificare i portafogli globali dagli Stati Uniti e dall’Europa appare sensato.

Inevitabilmente, però, gli investitori dovranno continuare a rimanere molto selettivi in Cina, individuando i trend giusti da sostenere, tenendo conto degli obiettivi a lungo termine del partito e selezionando le società più interessanti all’interno di tali trend.

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