Asset allocation: la view de La Française AM per i prossimi mesi

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di Redazione 1 Dicembre 2022 | 16:01

I massicci stimoli fiscali e monetari del 2021 hanno consentito nell’anno in corso una crescita globale relativamente moderata, anche se in decelerazione, che secondo le nostre previsioni dovrebbe attestarsi vicino al 3% entro la fine dell’anno. “Tuttavia, dato l’inasprimento delle politiche di quest’anno, temiamo che la crescita nel 2023 subirà un forte rallentamento“. L’avvertimento arriva da François Rimeu, Senior Strategist de La Française AM, che di seguito illustra nel dettaglio la view e l’outlook per il prossimo anno della casa transalpina.

Le previsioni di crescita si sono già ridotte significativamente negli ultimi 6 mesi (dal 2% al -0,1% nell’Eurozona e dall’1,9% allo 0,4% negli Stati Uniti secondo il Consensus Bloomberg), ma se si considerano alcuni indicatori anticipatori storicamente affidabili (indicatore ZEW del sentiment economico, indice Ifo Business Climate, Federal Reserve Banks), queste revisioni al ribasso potrebbero addirittura essere considerate ottimistiche.

L’inflazione è ovviamente molto difficile da prevedere, soprattutto nel contesto attuale. Cosa succederà ai prezzi dell’energia? La Cina riaprirà i battenti e porrà fine alla sua politica dello Zero-Covid? Sono domande a cui è difficile rispondere e che potrebbero avere un impatto notevole sull’inflazione. Tuttavia, ciò che ci aspettiamo sul fronte dell’inflazione può essere così riassunto:

  • l’inflazione negli Stati Uniti probabilmente scenderà in modo significativo nei prossimi mesi;
  • l’inflazione nell’Eurozona probabilmente farà lo stesso, ma con una maggiore incertezza legata all’andamento dei prezzi del gas.

Anche se l’inflazione dovesse scendere, riteniamo che rimarrà troppo alta per consentire alle banche centrali di interrompere le loro politiche di inasprimento, almeno per i prossimi mesi. Se non vedranno un calo significativo dell’inflazione o una forte sofferenza del mercato del lavoro, continueranno a inasprire le condizioni finanziarie (aumento dei tassi, quantitative tightening). Potrebbero diventare più prudenti nella seconda metà dell’anno, una volta che i dati relativi alla crescita saranno peggiorati.

L’asset allocation

In questa situazione, nella nostra allocazione per il 2023 privilegiamo i titoli a reddito fisso, soprattutto quelli meno rischiosi. Riteniamo che i tassi, sia quelli reali che i nominali (parte breve della curva) possano scendere negli Stati Uniti nel 2023. Riteniamo inoltre che i titoli investment grade possano offrire rendimenti relativamente interessanti nel 2023. Siamo meno ottimisti sui titoli azionari perché una crescita più bassa e un’inflazione salariale negativa potrebbero avere un impatto sugli utili. Siamo inoltre cauti sulla parte più rischiosa del mercato high yield.

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