Asset allocation, Usa: cinque temi di investimento per il 2023

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di Redazione 24 Gennaio 2023 | 16:01

“Nel 2023, ci si attende una contrazione dell’economia Usa nell’ordine del 2%: sarebbe peggio della bolla tecnologica e delle tlc dei primi anni 2000, ma non così grave quanto la crisi finanziaria del 2008-2009″. Ad affermarlo è Jared Franz, Economista di Capital Group, che di seguito spiega la view nel dettaglio e identifica identificare cinque temi d’investimento.

L’economia statunitense, pur essendo più forte della maggior parte degli altri paesi sviluppati, sembra puntare dritta verso la recessione, gravata da un’inflazione elevata e dall’aumento dei tassi d’interesse. La cosa importante da ricordare è comunque che le recessioni sono inevitabili e necessarie per eliminare gli eccessi di mercato; inoltre, hanno sempre posto le basi per una crescita futura.

Ecco cinque temi d’investimento da considerare per il 2023.

  1. Le azioni torneranno verosimilmente a crescere prima dell’economia

Ogni recessione è dolorosa a modo suo, ma il lato relativamente positivo è che storicamente non sono durate molto a lungo. Dalla nostra analisi di 11 cicli statunitensi a partire dal 1950 emerge che le recessioni sono durate da due a 18 mesi, con una durata media di circa 10 mesi.

Inoltre, i mercati azionari tendono generalmente a riprendersi prima della fine della recessione. In questo ciclo, le azioni hanno già trascinato l’economia verso il basso. Ma come insegna la storia, potrebbero rimbalzare con circa sei mesi di anticipo rispetto all’economia in generale.

Storicamente le azioni sono state un chiaro indicatore dell’andamento economico

Fonti: Capital Group, Federal Reserve Board, Haver Analytics, National Bureau of Economic Research, Standard and Poor’s. I dati riflettono la media dei cicli completati negli Stati Uniti dal 1950 al 2021, indicizzati su base 100 ad ogni picco del ciclo. Gli altri dati includono tutti i cicli completati dal 01/01/1950 al 31/10/2022

Le azioni tendono da sempre ad anticipare un futuro più roseo prima che sia evidente nei dati. In altre parole, agli investitori converrebbe di più mantenere le proprie allocazioni azionarie piuttosto che cercare di indovinare le tempistiche di una ripresa. I vantaggi per chi riesce a cogliere appieno il rilancio del mercato possono essere notevoli.

  1. I dividendi contano di nuovo

Con i tassi in aumento e il rallentamento dell’economia, stiamo riscontrando molte opportunità di investimento in società che corrispondono dividendi solidi. E i dividendi stanno iniziando a rappresentare una quota sempre maggiore dei rendimenti totali, come hanno fatto storicamente.

Quando si prevede una crescita a una cifra, i dividendi possono offrire un vantaggio. E possono anche essere una fonte di protezione dai ribassi quando la volatilità aumenta, ma è essenziale comprenderne la sostenibilità.

Le aziende che tendono a pagare dividendi costanti e superiori alla media del mercato operano in diversi settori, tra cui quello finanziario, energetico, dei materiali e sanitario. UnitedHealth Group, il principale fornitore di indennità sanitarie per i datori di lavoro negli Stati Uniti, ha mantenuto costante il suo dividendo malgrado l’aumento dei tassi d’interesse.

  1. Una nuova leadership di mercato

Spesso alla fine di un ciclo ribassista, emerge una nuova leadership di mercato. Con il costo del capitale alle stelle, le aziende con flussi di cassa forti e affidabili occupano una posizione privilegiata per guidare la prossima ripresa.

Si pensi al settore sanitario, che comprende aziende farmaceutiche innovative ben capitalizzate e dotate di un buon potere di determinazione dei prezzi. Alcuni produttori di farmaci possono utilizzare la redditività a breve termine per finanziare acquisizioni e altre strategie di espansione.

I recenti investimenti nella scoperta di farmaci stanno aprendo le porte a nuovi modi per affrontare problemi importanti come l’obesità. Entro il 2030 si stima che oltre a soffrire di questo disturbo saranno più di un miliardo di persone in tutto il mondo, con conseguenti malattie cardiovascolari, diabete e insufficienza renale. Aziende come Eli Lilly hanno disposto massicci investimenti in terapie potenzialmente in grado di ridurre il peso corporeo di un paziente dal 20% al 25%.

  1. Gli investimenti per la crescita dipendono anche dagli utili

Oggi lo stile growth ha subito un repricing a causa del maggior costo del capitale. Il successo di un investimento in titoli orientati alla crescita può dipendere meno dall’espansione dei multipli e più dalla crescita degli utili.

I colossi tecnologici consolidati, con flussi di cassa visibili, generati ad esempio dalle offerte software legacy, insieme a un’offerta che si espande sempre più rapidamente, come nel caso di una piattaforma cloud, potrebbero dominare il mercato nel prossimo ciclo di rialzo. In prospettiva futura, però, gli investitori si concentreranno più sulla redditività e saranno meno tolleranti nei confronti delle aziende in rapida espansione, ma con una crescita degli utili minima o nulla.

  1. Prepararsi per una potenziale rinascita industriale

Oltre ai settori sanitario e tecnologico, a guidare la nuova crescita potrebbero essere anche segmenti inaspettati, come le società di beni strumentali. Si prevede che un superciclo di investimenti di capitale possa innescare una rinascita industriale grazie al reshoring delle catene di fornitura, all’ammodernamento delle reti e agli investimenti nelle energie rinnovabili, che stimolano la domanda di spesa per i beni strumentali.

Pensiamo che il risultato dell’Inflation Reduction Act, che stanzia miliardi di dollari per gli investimenti in infrastrutture per le energie rinnovabili, possa essere una rinascita delle aziende industriali tradizionali che riforniscono il settore delle rinnovabili.

Questi miliardi di dollari di spesa riflettono anche un potenziale di crescita dei ricavi per i leader dei beni strumentali come Rockwell Automation, per gli sviluppatori di batterie e accumulatori di energia come Lockheed Martin e Tesla e per i fornitori di attrezzature per l’industria energetica e mineraria come Caterpillar e Baker Hughes.

Questo ciclo di investimenti può avere benefici più ampi per l’industria manifatturiera statunitense, in quanto costi energetici notevolmente inferiori nel lungo periodo possono assicurare ai produttori americani un vantaggio competitivo. Il Made in the USA tonerà ad essere sinonimo di crescita.

 

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