Asset allocation: le obbligazioni convertibili si confermano ad alto potenziale

Se gennaio ha beneficiato di un forte slancio verso il rischio, a febbraio la tendenza ha iniziato a invertirsi a seguito dei dati sull’inflazione – superiori alle attese – e i commenti dei funzionari delle banche centrali. All’inizio di marzo i mercati sono passati a una modalità di risk-off sulla scia del fallimento della Silicon Valley Bank e della crisi di fiducia che ha colpito il Credit Suisse.

“In questo contesto, le obbligazioni convertibili hanno fornito una chiara capacità di mitigazione del rischio di ribasso, essendo più resistenti delle azioni alla volatilità”. Parola di Matthieu Tournaire, Senior Investment Specialist – Convertible Bonds di Ubp, che di seguito spiega nei particolari l’affermazione.

Tra il 3 e il 17 marzo, le obbligazioni convertibili hanno sovraperformato le azioni globali di 70 punti base, con un calo del 3,2% rispetto al 3,9% dell’MSCI World. Nello stesso periodo, le obbligazioni convertibili europee hanno sovraperformato le azioni europee del 3,7%, con un calo del 2% rispetto al 5,7% dell’MSCI Europe. In questa configurazione di mercato, il nostro approccio qualitativo ha apportato un valore aggiunto alle nostre strategie globali ed europee, con sovraperformance di 80 e 30 punti percentuali rispettivamente.

A nostro avviso, la sovraperformance di gennaio dei titoli di bassa qualità era frutto di un eccessivo ottimismo e non era giustificata dall’attuale contesto economico. Il 2023 sarà probabilmente un anno difficile per le aziende. Prevediamo una revisione al ribasso degli utili, con il rischio di ulteriori sorprese negative, e una pressione sulla solidità del credito delle società. Riteniamo che il settore Quality sia il posto giusto in cui investire grazie alle sue caratteristiche intrinseche: potere di determinazione dei prezzi, bilanci sani, modelli di business solidi e chiara visibilità sulla crescita degli utili. Sebbene il fattore Quality sia rimasto indietro rispetto al resto del mercato a gennaio e febbraio, dall’inizio del mese di marzo ha registrato una sovraperformance. Ciò è particolarmente evidente se si guarda al mercato azionario, dove l’MSCI World Quality ha sovraperformato l’MSCI World del 3,8% dall’1 al 17 marzo.

I recenti eventi di mercato ci hanno ricordato che l’incertezza è ancora molto alta e che i mercati sono fragili. In questo contesto, le obbligazioni convertibili rappresentano un modo interessante per mantenere un’esposizione azionaria contenendo però la volatilità complessiva. Soprattutto dopo il reset dell’anno scorso, le obbligazioni convertibili con nuovi profili (le obbligazioni convertibili sono diventate “simili alle obbligazioni” e offrono una migliore protezione dai ribassi) hanno il potenziale per offrire forti rendimenti corretti per il rischio nel medio termine. Riteniamo che l’esposizione bilanciata a società di qualità sottovalutate rappresenti un’opportunità significativa di sovraperformare nel medio-lungo periodo.

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