Investimenti: le opportunità in scia alle strategie degli hedge fund

Con il riprezzamento dei mercati azionari e del reddito fisso dovuto all’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse, negli ultimi 18 mesi gli hedge fund sono tornati alla ribalta. L’analisi delle performance da inizio anno ha evidenziato rendimenti complessivamente positivi.

Prevediamo che il settore dovrebbe conservare questo slancio, in particolare per quel che riguarda le strategie azionarie long/short non direzionali e quelle global macro, nonché quelle incentrate sul reddito fisso“. Parola di Kier Boley, Co-Head & CIO of AIS e Fredrik Langenskiöld, Senior Investment Specialist di UBP, che di seguito spiegano le ragioni dell’affermazione.

Nel primo trimestre del 2023, il trend di crescita degli asset rischiosi è rimasto vivo, poiché i mercati stavano prezzando che i tassi di interesse avessero già raggiunto il picco. In generale, i mercati azionari e del reddito fisso sono stati positivi, sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti. Le materie prime sono scese, trainate dai prezzi dell’energia. L’evento più significativo del trimestre è stata la crisi di fiducia nei confronti delle banche regionali statunitensi e il via libera del governo svizzero all’acquisto di Credit Suisse da parte di UBS.

Nel settore degli hedge fund, nel primo trimestre la maggior parte delle strategie ha registrato una performance positiva. Le strategie direzionali azionarie long/short ed event-driven hanno registrato i rendimenti più elevati, con l’indice HFRI Equity Hedge (Total) che ha guadagnato il 3,4% e l’indice HFRI Event-Driven (Total) in crescita dell’1,4%.

La forte inversione dei mercati obbligazionari ha invece avuto un impatto sui gestori macro/CTA globali. La maggior parte dei gestori che si avevano assunto una posizione short sui tassi di fine anno, ritenendo che l’inflazione rimanesse forte e che le banche centrali avrebbero dovuto mantenere un orientamento restrittivo, hanno subito perdite. Le crescenti nubi che si addensano sull’economia hanno avuto un impatto negativo anche sui fondi spread M&A.

Il ritorno della dispersione

Per quanto riguarda le prospettive di rendimento nei prossimi 12-24 mesi, le nostre previsioni non sono cambiate rispetto alle precedenti relazioni trimestrali. I mercati continuano a essere guidati da fattori macroeconomici, con particolare attenzione alla politica della Fed e ai dati economici. Un crescente consenso indica una recessione imminente, che potrebbe spostare l’attenzione dei mercati sui fondamentali delle aziende, con un conseguente ritorno della dispersione.

Azionario long/short

Nell’ambito dell’azionario long/short, l’atteso aumento della dispersione dei mercati azionari dovrebbe portare a una rinnovata attenzione ai fondamentali specifici delle società, creando una serie di opportunità per i gestori meno direzionali o a bassa esposizione netta. Anche se nei prossimi mesi i mercati azionari dovessero muoversi lateralmente o in modesto ribasso, le strategie azionarie long/short a bassa esposizione netta dovrebbero fornire rendimenti assoluti con una bassa correlazione ai mercati azionari. In questo contesto si dovrebbero privilegiare strategie più liquide o equivalenti, in quanto consentono un rapido riposizionamento in caso di un miglioramento delle prospettive dei mercati azionari.

Macro driven

La strategia macro driven può trarre vantaggio da regimi di mercato molto diversi, tra cui il recente orientamento del mercato verso l’inflazione e il timore di una recessione che potrebbe favorire esposizioni difensive come le obbligazioni a lunga scadenza, lo yen e le posizioni azionarie long value/short growth. Tuttavia, l’andamento dell’inflazione rimane il problema economico principale e, man mano che ci avviciniamo al picco di inasprimento dei tassi, dobbiamo aspettarci che si concretizzino ulteriori rischi.

Credito ed event-driven

L’inflazione elevata e l’aumento dei tassi dovrebbero far sì che alcune società si ritrovino con un eccesso di leva finanziaria, offrendo un potenziale di dispersione. La recente crisi bancaria ha portato al rinvio degli annunci di operazioni e ha ridotto l’attività di M&A a livelli bassi. Tuttavia, i dati di mercato mostrano che la pipeline di operazioni globali rimane solida. Quando l’attività di mercato riprenderà, l’attività di arbitraggio sulle fusioni dovrebbe generare rendimenti vicini alla sua media di lungo periodo.

Relative value

L’arbitraggio sulle convertibili, le strategie di trading sul credito societario e gli approcci multi-strategia relative value sembrano essere aree affidabili in cui aggiungere rischio. I fondi relative value non sono stati del tutto immuni dalle oscillazioni dei tassi del primo trimestre, ma la maggior parte dell’esposizione ai tassi avviene attraverso operazioni neutrali al mercato e di mean-reversion, per cui si prevede che gli eventuali movimenti mark-to-market saranno recuperati nei mesi successivi. Nel complesso, le strategie relative value dovrebbero registrare una buona performance.

Strategie sistematiche

Le strategie sistematiche hanno dimostrato i loro vantaggi di diversificazione nei periodi di incertezza macro. In prospettiva, se si delinea un tema coerente – un ulteriore sell-off per i timori di crescita o un movimento sostenuto a favore del rischio – i rendimenti futuri possono ancora collocarsi all’estremità superiore del loro range, poiché il trend è adattivo e offre l’opportunità di trarre profitto in entrambi gli scenari. Tuttavia, se continuiamo ad assistere a shock improvvisi, come nel marzo 2023, o se i mercati tornano a scambiare in range, i rendimenti dovrebbero attestarsi nella parte bassa, con l’arbitraggio statistico potenzialmente più performante di altre sotto-strategie.

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