Asset allocation: investimenti tematici in forte crescita in Europa

Gli investimenti tematici, alimentati dal desiderio degli investitori di ottenere un impatto positivo, dovrebbero crescere nei prossimi tre anni. A dirlo sono i quasi 200 investitori istituzionali e intermediari distributori in Europa, Asia e Nord America, interpellati nell’ultimo Thematics Barometer, la ricerca sugli investimenti tematici pubblicata da BNP Paribas Asset Management e BNP Paribas Corporate & Institutional Banking in collaborazione con Coalition Greenwich.

Secondo la ricerca, in Europa, gli investimenti tematici sono già cresciuti del 20% rispetto al 2020 e – a livello globale – ben il 70% degli intervistati ha dichiarato di voler concentrarsi maggiormente su questa tipologia di strumento finanziario. A spingere questa tendenza è soprattutto la necessità degli investitori di avere un impatto positivo (70%), oltre che l’aspettativa di rendimenti migliori (63%). Tra i temi più “attraenti” spiccano i cambiamenti climatici (56%) e le soluzioni energetiche pulite (49%). Grande attenzione per l’innovazione “rivoluzionaria”, in particolare in campo sanitario (60%) e nel settore della robotica e dell’intelligenza artificiale (59%).

Condotta per la prima volta nel 2020, l’indagine mira a fornire alla comunità degli investitori globali informazioni solide, credibili e regolari sulle principali tendenze evolutive nell’ambito degli investimenti tematici.

I principali risultati dell’ultimo rapporto:

  • Continua la domanda di strategie tematiche, con un notevole aumento del 20% nell’utilizzo europeo dal 2020: il 65% degli investitori europei utilizza già strategie tematiche rispetto al 46% registrato nel sondaggio precedente.
  • Oltre l’80% degli investitori ha “familiarità o molta familiarità” con gli investimenti tematici, il che suggerisce che gli investimenti tematici sono diventati più diffusi. Nel complesso, l’8% degli investitori non ha familiarità con gli investimenti tematici, dato che sale al 18% negli Stati Uniti. Coloro che non investono in soluzioni tematiche sono frenati dalle preoccupazioni per le performance (49%) e le commissioni e i costi elevati (41%).
  • Tuttavia, l’utilizzo di strategie tematiche da parte degli investitori asiatici è sceso al 34% dal 54% del 2020; l’appetito tra gli investitori nordamericani è ancora più basso, con il 43% che non intende nemmeno investire (contro il 12% in Asia).
  • Nonostante il quadro sia differente nelle diverse aree del globo, gli investitori hanno mostrato un chiaro interesse per l’opportunità di investire a tema. Alla domanda sui loro piani per i prossimi tre anni, il 70% di tutti gli intervistati ha dichiarato di voler concentrarsi maggiormente sugli investimenti tematici.
  • La crescita degli investimenti tematici è alimentata dalla necessità degli investitori di avere un impatto positivo (70%), ma anche dall’aspettativa di un miglioramento dei rendimenti grazie a questa strategia (63%).
  • In termini di aree di investimento, dal 2020 i temi di sostenibilità più interessanti per gli investitori si sono spostati da un focus generale sugli SDG (32% nel 2023 rispetto al 59% nel 2020) a un focus più mirato su temi specifici.
  • Coerentemente con lo studio del 2020, i cambiamenti climatici (56%) e le soluzioni energetiche pulite (49%) sono risultati i temi più “attraenti”.
  • Gli investitori hanno anche mostrato attenzione per l’innovazione “rivoluzionaria”, in particolare in campo sanitario (60%) e nel settore della robotica e dell’intelligenza artificiale (“IA”) (59%). Sebbene l’assistenza sanitaria rimanga uno dei settori più innovativi dell’economia, l’IA è destinata a diventare onnipresente e sempre più fattore chiave della trasformazione digitale.

Sostenibilità e rendimenti trainano la crescita

Avere un impatto positivo e contribuire a risultati sostenibili è il principale obiettivo nell’utilizzo degli investimenti tematici, seguito dal miglioramento dei rendimenti. L’84% degli investitori ritiene che l’utilizzo degli investimenti tematici abbia un impatto positivo sulla performance degli investimenti a lungo termine; un terzo ritiene che abbia un impatto positivo sulla performance a breve termine, in flessione rispetto al 2020.

  • I temi sostenibili più interessanti continuano ad essere le energie rinnovabili (56%) e le soluzioni per il cambiamento climatico (49%). Inoltre, il 22% degli investitori indica un interesse per le soluzioni net zero e il 23% per i temi dell’acqua. Anche gli aspetti sociali sono fondamentali: il 20% degli intervistati è interessato alla salute e al benessere e il 17% alla demografia e all’invecchiamento della popolazione.
  • Tra i temi dell’innovazione e della “disruption”, l’innovazione sanitaria (60%), la robotica e l’intelligenza artificiale (59%) e le biotecnologie (36%) sono ritenuti i più interessanti.

L’allocazione agli investimenti tematici: l’ampiezza dell’offerta è importante

Sebbene le azioni rimangano il pilastro degli investimenti tematici, gli investitori guardano sempre più ad altre aree del loro portafoglio. In particolare, il reddito fisso sta crescendo rapidamente, con il 67% degli intervistati che investe in strategie tematiche obbligazionarie. E’ interessante notare come in Nord America la maggiore allocazione agli investimenti tematici sia destinata ai mercati privati.

Inoltre, gli investitori sono divisi sui benchmark: il 55% si aspetta che le strategie tematiche utilizzino un benchmark tematico o settoriale di nicchia, mentre il 45% si aspetta un benchmark generico di mercato. Quando si rivolgono a strategie tematiche, gli investitori hanno un focus prevalentemente globale, con oltre il 70% focalizzato sulle azioni globali.

I driver normativi sono fondamentali

Esistono chiare differenze regionali nei fattori normativi che influenzano la selezione delle strategie tematiche: in Europa dominano le classificazioni SFDR, mentre in Nord America prevale una forte attenzione al dovere fiduciario.

  • Non sorprende che l’SFDR sia un obiettivo chiave per gli investitori in Europa, con il 65% degli intervistati alla ricerca di soluzioni conformi all’articolo 8 e il 60% orientato verso soluzioni classificabili ai sensi dell’articolo 9. Sebbene SFDR sia un regolamento europeo, viene utilizzato come riferimento in Asia, dove circa due terzi degli intervistati lo hanno citato come criterio di selezione. L’allineamento con le preferenze MiFID II è anche un aspetto chiave sia in Europa (50%) che in Asia (52%).
  • In Nord America, l’obbligo fiduciario è l’aspetto normativo più importante per l’87% degli intervistati, seguito dalle etichette dei fondi (20%).

“Gli investimenti ESG tematici stanno rapidamente diventando mainstream come soluzione per aiutare gli investitori ad affrontare questioni di sostenibilità a lungo termine, in grado di trasformare i mercati e creare valore in tutti i portafogli – ha commentato Pieter Oyens, Co-Head of Global Product Strategy di BNPP AM. Gli investitori si stanno allineando su molteplici obiettivi relativi alla performance e al dovere fiduciario, mentre si muovono in un panorama normativo in continua evoluzione”.

“Sebbene vi siano divergenze nel ritmo e nell’attuale composizione degli investimenti tematici ESG tra le diverse aree geografiche, il significativo slancio che stiamo osservando in Europa è destinato a durare – ha aggiunto Constance Chalchat, Head of CIB Company Engagement and Global Markets Chief Sustainability Officer, BNP Paribas. La ricerca evidenzia che gli investitori stanno puntando sia alla generazione di alfa che all’impatto. I temi ESG attuali più interessanti si concentrano sugli investimenti nella transizione energetica, tra cui il perseguimento di strategie di investimento mirate nelle energie rinnovabili, nelle soluzioni per il cambiamento climatico e anche in aree emergenti come l’acqua”.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nella tua Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!