Investimenti: decoupling monetario per l’Asia

Le prossime mosse delle banche centrali asiatiche dovrebbero discostarsi dal ciclo di rialzo dei tassi di riferimento della Fed, date le diverse condizioni macroeconomiche delle due aree geografiche”. A farlo notare è Christian Tuntono, Senior Economist, Asia Pacific di Allianz Global Investors, che di seguito spiega nel dettaglio l’affermazione.

Negli Stati Uniti, secondo noi la Fed manterrà i tassi sui Fed funds “più alti più a lungo” nel tentativo di domare le tenaci pressioni sui prezzi core alimentate da una crescita massiccia e generalizzata della massa monetaria, stimoli fiscali eccessivi durante la pandemia e carenza strutturale di manodopera.

Molte economie asiatiche registreranno invece una crescita più debole, una disinflazione più rapida e un aumento dei tassi di interesse reali. Tali dinamiche dovrebbero indurre le banche centrali asiatiche a sganciarsi dalla Fed, a interrompere quindi l’inasprimento dei tassi di riferimento e iniziare a tagliare i tassi per allentare le condizioni monetarie.

Crescita più debole

La decelerazione della crescita globale penalizza la domanda estera nei confronti dell’Asia. Ma in quest’area rallenta anche la domanda interna, poiché la ripresa dei consumi post pandemia ha perso slancio. Una riduzione dei tassi di riferimento nominali può essere utile per stabilizzare la crescita dei prestiti interni e indebolire le valute locali.

Disinflazione più rapida

I Paesi asiatici non hanno varato misure fiscali e monetarie eccessive per stimolare l’economia durante la pandemia – questo spiega perché l’inflazione core è rimasta modesta, e infatti il recente incremento dei prezzi è prevalentemente ascrivibile al lato dell’offerta. Inoltre, in molte economie asiatiche il mercato del lavoro ha conservato un certo equilibrio e non presenta le limitazioni strutturali che si osservano negli Stati Uniti.

Aumento dei tassi reali

Man mano che la disinflazione prende piede, i tassi di riferimento reali dovrebbero salire e indurre le banche centrali asiatiche ad anticipare i tagli dei tassi nominali per evitare che i tassi reali aumentino al punto tale da pesare sull’economia. Forse è questo il motivo per cui la Banca del Giappone ha mantenuto una linea accomodante, temendo che un ampliamento della fascia di oscillazione controllata della curva dei rendimenti potesse far salire prematuramente i tassi di interesse reali del Giappone.

Un allentamento monetario dovrebbe sostenere la crescita dell’Asia, soprattutto per quanto riguarda l’economia interna. Prevediamo che a beneficiarne saranno soprattutto economie come Cina, Giappone, India e Indonesia.

Tale evoluzione favorirà anche le economie più esposte all’esportazione, quali Hong Kong, Singapore, Corea, Taiwan, Malesia e Vietnam, che tuttavia risentiranno maggiormente dell’indebolimento della domanda globale.

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