Inflazione Usa: rialzo inferiore alle attese

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm

Il dato sull’inflazione Usa di luglio annunciato oggi al 3,2% su base annuale è leggermente meglio delle aspettative (3,3%) e in salita rispetto a giugno (3%). È il primo aumento in 13 mesi. Responsabile di questo aumento è stato soprattutto il dato sull’owner equivalent rent (ossia l’importo dell’affitto che un proprietario dovrebbe pagare per ottenere il valore dell’immobile), ma i dati sul prezzo degli immobili suggeriscono che l’impatto dovrebbe smorzarsi nei prossimi mesi. Mentre i fattori che avevano trainato l’inflazione nel 2022 erano legati ai colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento, in un contesto di domanda di beni più forte e guerra in Ucraina, i fattori scatenanti di questa inflazione sembrano temporanei. L’inflazione core, che interessa maggiormente la Fed, è al 4,7% come previsto.

Oggi la probabilità che la Fed alzi i tassi è diminuita e lo vediamo già riflesso sui mercati: i futures sulle azioni sono in rialzo mentre i rendimenti dei Treasury a due anni e il dollaro sono entrambi in ribasso.

Dopo due dati consecutivi sull’inflazione più bassi delle aspettative, alcuni investitori sono forse troppo ottimisti nell’aspettarsi un taglio dei tassi nel primo trimestre del 2024. Probabilmente sentiremo parlare molto della dipendenza della Fed dai dati, vista la sua cautela a parlare troppo presto di vittoria.

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