Investimenti: inseguire i dividendi? Meglio seguire la qualità

“Il dividendo non è un interesse: non lo è mai stato e non lo sarà mai. Negli ultimi anni, molti operatori finanziari hanno offerto i loro servizi con questo slogan… Flossbach von Storch non è fra quelli”. A metterlo in evidenza è Ludwig Palm, gestore di portafoglio presso Flossbach von Storch, che di seguito illustra l’approccio corretto gliinvestitori dovrebbe avere in relazione ai dividendi.

I dividendi, diversamente dagli interessi, non sono una misura fissa. Le società possono decidere di tagliarli o addirittura non distribuirli in base ai risultati aziendali del momento. La domanda comunque resta: visto l’aumento dei tassi d’interesse, le strategie incentrate sui dividendi finiranno per perdere di attrattiva? No, perché dovrebbero? Anche in futuro gli investitori avranno bisogno di azioni di buona qualità, per mantenere a lungo termine il potere d’acquisto del loro patrimonio. In tal senso, i dividendi rappresentano un’importante componente di reddito, se non addirittura l’unica.

Come investire guardando ai dividendi

Innanzitutto, nel comprare un’azione, non bisogna mai guardare per prima cosa, e tanto meno solo, all’ammontare dei dividendi – cioè al rendimento da dividendi. È invece essenziale concentrarsi sulla qualità dell’azienda in questione, che in base al nostro approccio deve avere caratteristiche precise: un modello di business solido, capace di sopravvivere pressoché indenne anche alle crisi più profonde. In sintesi devono consentire di ricavare rendimenti adeguati nel lungo termine, a fronte di un rischio gestibile.

Per accertare la qualità di un’azienda analizziamo gli indicatori di bilancio, ma non solo. Ovviamente il bilancio dev’essere finanziato in modo sano, ma è altrettanto importante capire fino a che punto il modello di business solido e “a prova di futuro”. Fondamentale per noi è capire anche chi ha in mano le redini dell’azienda: quanto è affidabile il team dirigenziale? Meglio comprendiamo l’azienda, più riusciamo a evitare i possibili rischi, anche se ovviamente non ci sono garanzie.

Il rischio principale per un investitore è subire una perdita prolungata di denaro sui i suoi investimenti. In altre parole, la volatilità, ovvero le oscillazioni dei prezzi, non rappresenta di per sé un rischio. Anche i prezzi delle società migliori fluttuano, talvolta in misura significativa. A questo proposito, chi investe in azioni o fondi azionari deve essere pronto a tollerare parecchi alti e bassi. Tuttavia, la probabilità che questi stessi titoli di qualità recuperino rapidamente le perdite di prezzo è di gran lunga maggiore rispetto alle società meno valide.

Solo se c’è la qualità, un’azienda può distribuire dividendi costanti, e idealmente anche aumentarli nel tempo. È il dividendo a seguire la qualità di un’azienda e non viceversa. Il rendimento da dividendi è per noi un criterio come un altro – niente di più, niente di meno.

Tra i criteri da considerare con riferimento ai dividendi, il primo è sicuramente la loro sicurezza, ovvero l’effettiva capacità di un’azienda di distribuirli o, meglio, di pagarli su base continuativa. Detto così può sembrare semplicistico, ma non lo è. Il flusso di cassa deve essere sufficientemente ampio per investire in ricerca e sviluppo, per rafforzare ulteriormente il modello di business e anche per distribuire i dividendi. In altre parole, non ha senso far contenti gli azionisti con dividendi elevati se ciò significa intaccare il futuro dell’azienda perché non c’è più denaro a disposizione per gli investimenti. Conta poi il potenziale di crescita dei dividendi. Sia la sicurezza che il potenziale di crescita dei dividendi dipendono in larga misura dalla qualità di un’azienda e dalla stabilità del suo modello di business.

In casi eccezionali, investiamo anche in società che non pagano ancora dividendi, ma che presumiamo lo faranno in futuro. Preferiamo però di gran lunga le aziende che corrispondono dividendi affidabili o che diventano “pagatori costanti” dopo che le abbiamo inserite in portafoglio: nel fondo ci sono anche titoli con rendimenti da dividendi superiori al 2%.

Una strategia incentrata sui dividendi è adatta a chi non ha fretta e ragiona a lungo termine. Serve pazienza. Anche in questo caso, è più facile a dirsi che a farsi. Quando si è soddisfatti della qualità delle proprie partecipazioni, bisogna mantenerle e non abbandonare la nave al primo tentennamento dei prezzi. Per Flossbach von Storch come gestore di portafoglio non è troppo difficile, perché non siamo obbligati a seguire rigidamente un indice di riferimento o a misurare le nostre performance in base a quelle di un benchmark.

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