Mercati: resta negativo il Cfa Sentiment Index sull’economia italiana

Le aspettative sull’economia domestica degli investitori professionali italiani certificati CFA permangono negative: il “Sentiment Index” risulta pari a -47,1, tuttavia in risalita dal minimo assoluto della serie storica registrato nella precedente rilevazione.

Al sondaggio, svolto da CFA Society Italy presso i suoi soci tra il 19 ed il 31 ottobre 2023, hanno partecipato 34 intervistati. Circa 53% dei partecipanti ritiene stabile la situazione attuale dell’economia del nostro Paese mentre il restante 47% vede l’economia Italiana in una condizione negativa.

In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, l’11,8% degli intervistati prevede un miglioramento delle condizioni macroeconomiche (+8,2 punti rispetto al mese scorso), il 29,4% stima condizioni invariate (+11,6% rispetto all’ultimo sondaggio) ed il 58,8% prevede un peggioramento (-19,7 punti rispetto al mese scorso). La differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell’economia italiana rispetto ai pessimisti è pari a -47,1, il valore che rappresenta il “Sentiment Index” per il mese di novembre 2023. Il dato rimane in territorio negativo ma sale di circa 28 punti rispetto al minimo assoluto della serie storica, a -75, segnato il mese scorso.

 

Si mantengono negative anche le view sul prossimo semestre per l’Eurozona e per gli USA ma, anche in questo caso, in risalita rispetto alla scorsa rilevazione.

Per quanto riguarda l’inflazione, la maggioranza (circa il 58% degli intervistati per l’Europa ed il 50% per gli USA) prevede dei valori in discesa nei prossimi sei mesi.

Per quanto riguarda i rendimenti obbligazionari, più del 60% degli analisti prevede una pausa sui tassi a breve, quelli principalmente impattati dalle scelte di politica monetaria delle Banche Centrali. Sui tassi a lunga, inoltre, la maggioranza dei partecipanti all’indagine stima un ribasso dei rendimenti.

Si confermano ancora negative le attese per l’andamento dei mercati azionari di tutte le aree. Come lo scorso mese, questa previsione è accompagnata da una stima di utili generalmente in calo per le aziende italiane, con l’unica eccezione del settore petrolifero.

Sulle valute, il dollaro USA è visto in deprezzamento, mentre sullo Yen è attesa una sostaziale stabilità del cambio con l’Euro.

Sul petrolio, infine, si prevedono quotazioni in aumento nei prossimi sei mesi, una conseguenza legata alle tensioni geopolitiche generate dai tragici eventi in Israele.

 

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