Asset allocation: ecco come muoversi con l’economia che frena

“Il recente rallentamento economico è destinato ad accentuarsi nei prossimi mesi: il minor potere d’acquisto delle famiglie, le politiche fiscali più rigorose e, soprattutto, i costi di finanziamento elevati peseranno sull’attività economica. Le banche centrali dovranno quindi tagliare i tassi d’interesse il prossimo anno”. L’avvertimento arriva da Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy, che di seguito spiega nel dettaglio le ragioni dell’affermazione e illustra come muoversi al meglio in ottica di investimento in questo scenario.

Il prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti ha continuato a sorprendere in positivo, nonostante il raffreddamento emerso dagli ultimi dati sul mercato del lavoro, grazie a fattori non sostenibili come gli stimoli fiscali varati anche nel 2022, mentre le famiglie hanno fatto ampio ricorso ai risparmi accumulati durante la pandemia.

Anche se il deficit del bilancio federale probabilmente non verrà tagliato l’anno prossimo, in considerazione delle elezioni presidenziali a novembre, le famiglie americane dovranno risparmiare di più per far fronte alla scadenza di alcuni sussidi legati all’assistenza sanitaria e all’istruzione.

Ancor più degli Stati Uniti, l’Europa soffre gli elevati tassi d’interesse e la forte riduzione della liquidità derivante dal taglio del bilancio della Banca centrale europea. A fronte di trend demografici deboli, la nostra economia ha un maggior bisogno di investimenti per poter crescere.

La Cina ha varato nuovi incentivi fiscali e monetari, ma si sta posizionando su una nuova fase di crescita più moderata rispetto al recente passato. In realtà si tratta di un processo fisiologico per un’economia così vasta e che da molti punti di vista è assimilabile a quelle più avanzate. Tuttavia, ciò implica che il principale motore della crescita globale darà un contributo inferiore rispetto agli ultimi due decenni.

Questo scenario di rallentamento e riduzione dei tassi d’interesse sarà decisamente positivo per le obbligazioni, che sono la nostra asset class preferita per i prossimi mesi. Posizionarsi su scadenze medio-lunghe consente di assicurarsi rendimenti che, con tutta probabilità, non saranno più disponibili tra qualche mese.

Inoltre, le obbligazioni di buona qualità hanno poche probabilità di perdere valore se tenute a scadenza e, man mano che l’economia rallenta e l’inflazione scende, gli investitori inizieranno a posizionarsi per un calo dei tassi d’interesse, che ne dovrebbe far aumentare le quotazioni.

Uno scenario di riduzione dei tassi è positivo anche per il mercato azionario, che già da inizio 2023 ha scommesso su questo tema, seppur a fasi alterne. Se la Borsa beneficia delle attese di tassi d’interesse in discesa, alcuni settori sono decisamente più sensibili: tra tutti la tecnologia, che infatti ha brillato nella prima parte di quest’anno per poi correggere da agosto in poi. Le valutazioni sono ora più ragionevoli e cambiamo la nostra posizione sulla tecnologia, che diventa uno dei nostri settori preferiti. Ciò è particolarmente vero con riferimento a software e semiconduttori, che dovrebbero beneficiare della domanda creata dall’intelligenza artificiale.

La tecnologia pesa per circa un quarto dell’indice statunitense che, sulla scorta di queste considerazioni, riportiamo a un posizionamento neutrale, mentre riduciamo l’esposizione al Regno Unito per via delle prospettive meno favorevoli.

Tipicamente un contesto di crescita in rallentamento e tassi d’interesse ancora elevati porta a performance molto eterogenee tra i titoli all’interno degli indici azionari, dato che alcune aziende devono far fronte a pressioni sui ricavi, mentre salgono i costi di finanziamento.

Per questa ragione, anche nel campo azionario preferiamo il cosiddetto stile «quality», vale a dire società con buona redditività, utili stabili e poca leva finanziaria. In situazioni simili del passato l’indice azionario globale dei titoli «quality» (MSCI ACWI Quality) ha sovraperformato quello generalista (MSCI ACWI).

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