Asset allocation: l’outlook di Goldman Sachs per l’anno a venire

Gli investitori si sono adattati alle disruption causate dalla pandemia, all’aumento dei rischi geopolitici e all’impennata dell’inflazione, ma occorrerà adeguarsi ancora nello scenario attuale, caratterizzato da maggiore volatilità della crescita, costi di capitale più elevati e instabilità geopolitica. Il nuovo anno promette una maggiore dispersione dei rendimenti tra asset class, settori e regioni, con scelte e trade off complessi.

“Crediamo che gli investitori avranno bisogno di soluzioni dinamiche per affrontare con successo il cambiamento nel 2024. Le strategie attive per gli investimenti tradizionali e alternativi che possono contribuire a creare alpha saranno cruciali, insieme alla diversificazione e alla gestione del rischio. I trend disruptive a lungo termine legati a sostenibilità e innovazione tecnologica, compresa l’intelligenza artificiale (AI), dovrebbero portare a nuove realtà interessanti”, ha affermato Michael Brandmeyer, global co-head and co-chief investment officer of the External Investing Group (XIG) di Goldman Sachs Asset Management.

Goldman Sachs Asset Management prevede che nel 2024 diversi temi chiave influenzeranno i mercati finanziari globali e le strategie di investimento

Fixed income: i bond sono tornati, ma occorre concentrarsi sulla qualità. Dal momento che l’aumento dei tassi interesse dovrebbe durare più a lungo, un approccio di tipo “up-in-quality” può aiutare gli investitori a individuare gli emittenti obbligazionari che sono ben posizionati per resistere a costi di finanziamento più elevati, insieme a un approccio più strategico al private credit. Abbiamo assistito a un ritorno dei rendimenti, ma anche della dispersione, fattore che mette in risalto il valore di una gestione attiva e di una selezione accurata.

Le obbligazioni a rendimento negativo si sono ridotte, passando dal picco di 18.000 miliardi di dollari alla fine del 2020 a quasi nulla. Gli investitori possono ottenere un rendimento del 4-6% finanziando società di alta qualità, il doppio della media del periodo 2009-2019.

I fondamentali del mercato del credito corporate investment grade (IG) statunitense rimangono solidi e molte società potrebbero essere ben posizionate per sostenere costi di finanziamento più elevati nel 2024.

Anche il mercato delle obbligazioni corporate dei mercati emergenti (EM) è orientato verso l’IG, con un rating medio BBB secondo le metriche di Standard & Poor’s e Fitch, ma offre un rendimento di quasi l’8%. Questo potenziale di rendimento più elevato riflette la minore liquidità e la minore familiarità con il mercato, creando opportunità per i gestori con esperienza nei mercati emergenti.

“Dopo oltre un decennio di tassi bassi, gli investitori hanno cominciato a riconoscere che non è vero che non esistono alternative alle azioni. Infatti, esistono alternative ragionevoli, come il reddito fisso core, compresi i titoli di Stato di alta qualità. Negli Stati Uniti, il reddito fisso sta registrando afflussi maggiori rispetto all’azionario e lo stesso fenomeno si sta verificando in Europa in relazione alla liquidità. Come si è visto in passato, è probabile che questo trend prosegua, poiché i flussi obbligazionari tendono a riprendersi dopo la fine di un ciclo di rialzo dei tassi. Il private credit dovrebbe rappresentare un punto di forza”, ha dichiarato Ashish Shah, global chief investment officer of public investing di Goldman Sachs Asset Management.

“Con utili solidi e strategie di M&A conservative, gli investitori non hanno bisogno di allungare lo spettro del rischio per trovare forti opportunità di rendimento corretto per il rischio nei crediti di qualità superiore. Gli investitori possono capitalizzare sui costi di finanziamento più elevati investendo nei titoli vincenti del ciclo economico, cogliendo i premi di liquidità in eccesso, sia pubblici sia privati, e i flussi di cassa di elevata qualità”, ha dichiarato Alexandra Wilson-Elizondo, deputy chief investment officer of multi-asset solutions di Goldman Sachs Asset Management.

Il panorama delle opportunità nel settore del private credit dovrebbe rimanere interessante anche nel 2024, grazie all’aumento dei tassi di riferimento, agli spread interessanti e ai continui afflussi di capitale. L’aumento delle allocazioni nel private credit da parte degli investitori si è tradotto in una crescita degli asset in gestione e nella capacità di finanziare operazioni di dimensioni maggiori.

“Le recenti perturbazioni e la volatilità del mercato sindacato hanno favorito l’aumento della quota di mercato del private credit. È cresciuto l’interesse per le soluzioni di finanziamento personalizzate, come i prestiti elayed draw term e l’opzione PIK, caratteristiche più facilmente accessibili nei mercati del credito privato. Dal momento che i gestori cercano di impiegare efficacemente il capitale, le capacità di origination e le pipeline saranno sempre più importanti”, ha dichiarato Kevin Sterling, global co-head of private credit di Goldman Sachs Asset Management.

Geopolitica: cercare soluzioni per le catene di approvvigionamento, le risorse e la sicurezza nazionale. La pandemia di COVID-19, le guerre in Ucraina e in Medio Oriente e l’aumento dei cybercrime hanno trainato la spesa globale di governi e aziende.

“Con il 92% dei semiconduttori all’avanguardia prodotti a Taiwan, i governi e le aziende globali hanno investito ingenti capitali nel reshoring e nel near-shoring delle catene di fornitura più importanti. Questi investimenti si intensificheranno nel 2024 con l’erogazione degli incentivi negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. Dovrebbero esserci interessanti opportunità di investimento nei semiconduttori e nei beni strumentali connessi al settore, nell’automazione industriale e nelle aziende di attrezzature industriali”, ha dichiarato Shah.

“Le minacce alla sicurezza nazionale stanno crescendo in termini di entità e complessità, e ciò determina una maggiore necessità di tecnologie di difesa all’avanguardia. Le aziende in grado di trarre vantaggio dall’aumento della spesa negli Stati Uniti e di altri Paesi della NATO per la sorveglianza e la deterrenza ad alta tecnologia dovrebbero ottenere buoni risultati”, ha aggiunto Shah.

Tecnologie disruptive: AI, Software, Healthcare e biotech sembrano promettenti. Quando il beta ha meno probabilità di trainare i rendimenti, la generazione di alpha diventa sempre più importante. Per questo motivo è essenziale saper individuare i nomi che saranno probabilmente i vincitori di domani. Gli investitori che cercano di integrare l’esposizione alle mega-cap tech statunitensi con un’allocazione verso una lista selezionata di titoli tecnologici a grande, media e piccola capitalizzazione, potrebbero individuare quelle società che sono attualmente sottovalutate dal mercato generale ma che, in futuro, saranno i vincitori dei trend secolari.

Le grandi aziende farmaceutiche e del settore biotech stanno esternalizzando alcune funzioni di core business, tra cui alcune parti di R&S, la gestione e le operations degli studi clinici, la produzione di farmaci, medical e regulatory affairs, le attività di market access e la comunicazione, ottenendo notevoli vantaggi.

“La crescita strutturale del settore dell’outsourcing nel settore farmaceutico continuerà, dal momento che l’industria del biopharma prosegue la sua transizione da una struttura di costi prevalentemente fissi a una struttura di costi prevalentemente variabili. Questo presenta interessanti opportunità nel settore dei fornitori di servizi di outsourcing”, ha affermato Jeff Bernstein, co-head of healthcare private equity investing di Goldman Sachs Asset Management.

I provider di servizi sanitari necessitano di soluzioni per contrastare la riduzione dei salari, la carenza di personale, l’inflazione nella catena di fornitura, la contrazione della domanda da parte dei consumatori, il burnout dei medici e i venti contrari dei rimborsi.

“Combattere il deterioramento dei margini negli studi medici e nei sistemi sanitari creerà opportunità per gli investitori in società focalizzate sugli strumenti di produttività clinica, sulla tecnologia di engagement dei pazienti, sul software per la gestione degli studi medici, sulla gestione dei cicli dei ricavi, sulla programmazione e sulla forza lavoro, nonché sulla catena di approvvigionamento e sulle spese”, ha dichiarato Bernstein.

Nei mercati pubblici, le biotecnologie hanno registrato un sell off senza distinzioni di sorta, tornando su livelli di valutazione che non si vedevano da 15 anni.

“Il numero di società biotech a piccola capitalizzazione che scambiano al di sotto della liquidità di bilancio è vicino ai massimi storici, il che crea target di M&A adatti a chi vuole acquisirle. Molte aziende non redditizie non saranno in grado di sopravvivere all’aumento dei tassi, fattore che dovrebbe migliorarne la qualità e presentare opportunità interessanti”, ha commentato Jenny Chang, portfolio manager di fundamental equities di Goldman Sachs Asset Management.

Con l’aumento degli usi dell’intelligenza artificiale tra il 2024 e il 2025, la necessità di una maggiore capacità di osservazione, monitoraggio e gestione dei dati potrebbe favorire la crescita del software e del cloud.

“L’avvento dell’IA generativa ha creato nuove opportunità in ambito informatico e anche nuove minacce. Stanno emergendo nuovi vettori per le minacce, in quanto i malintenzionati utilizzano l’IA per modificare la natura degli attacchi informatici e aumentarne la complessità. Questo aumenta l’importanza della governance e della sicurezza dei dati, delle tecnologie SIEM (Security Information and Event Management) e dei dati che raccolgono, nonché delle strutture zero trust. Un sottoinsieme di provider che dispone di dimensioni di scala, di enormi set di dati su cui formare i modelli e di vere e proprie piattaforme sarà maggiormente in grado di fare cross-selling e upselling, traendone un vantaggio sproporzionato”, ha dichiarato Brook Dane, portfolio manager di fundamental equities di Goldman Sachs Asset Management.

“Ci troviamo nelle primissime fasi della costruzione dei data center per abilitare le aziende a eseguire i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale. I provider di servizi cloud stanno intensificando notevolmente gli investimenti, un trend che a nostro avviso si protrarrà fino al 2026. Mentre nel 2023 il mercato si è concentrato su un gruppo molto ristretto di leader, un gruppo più ampio di fornitori potrebbe beneficiare di questa maggiore spesa il prossimo anno, soprattutto quando il mercato inizierà a orientarsi verso l’inferenza, oltre che verso il training”, ha proseguito Dane.

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