Obbligazioni in euro: ecco cosa attendersi per il 2024 secondo Axa IM

Possiamo considerare concluso il ciclo dei rialzi? E quanto tempo i tassi resteranno sugli attuali livelli? “Dopo questo ciclo importante di inasprimento pensiamo che una strategia obbligazionaria total return possa sfruttare punti d’ingresso interessanti, soprattutto dal punto di vista dei rendimenti, e offrire resilienza grazie a un posizionamento flessibile“. Ad affermarlo è Benoit de Laval, gestore del fondo Axa WF Euro Credit Total Return di Axa IM, che di seguito spiega nel dettaglio la view.

Il graduale inasprimento monetario delle banche centrali nei mercati sviluppati si sta avvicinando alla sua conclusione. Il tema ora ruota su quanto tempo i tassi d’interesse rimarranno su livelli più elevati e restrittivi (“higher for longer”), e da parte dei banchieri centrali assistiamo a uno sforzo concertato per resistere a riduzioni premature.

Il 2023 è stato un ottimo anno per gli yield e gli spread. Non si è visto, sulle società, l’impatto che inizialmente ci si aspettava a causa della stretta monetaria. Le aziende hanno infatti reagito molto bene, si sono adattate… poi la domanda dei consumatori è ripresa e la crisi energetica è stata molto ben gestita. Nell’ultimo trimestre i titoli corporate si sono comportati molto bene.

Per il prossimo futuro prevediamo modeste variazioni di politica monetaria quindi non ci aspettiamo né significativi miglioramenti né significative flessioni del mercato del credito.

I rendimenti dell’universo del credito in euro

Nell’universo del credito in euro, i rendimenti sono ai livelli più alti dalla grande crisi finanziaria del 2008, spinti dai ricorrenti aumenti dei tassi da parte della Banca Centrale Europea (Bce). Ad esempio, l’indice Euro Credit IG punta attualmente a un rendimento del 4,5% sull’asset class, con un livello di duration che è diminuito negli ultimi 12 mesi a circa 4,5 anni.

Questo livello di rendimento è sostenuto dagli utili aziendali che nel 2023 hanno mostrato resilienza, poiché hanno approfittato dell’aumento dei costi di produzione per aumentare il potere di fissazione dei prezzi e i loro margini di profitto. Inoltre, le aziende si sono comportate in modo opportunistico, accumulando significative riserve di liquidità nei loro bilanci durante il Covid-19, quando le condizioni di finanziamento erano più accomodanti. Di conseguenza, non vi è alcuna necessità immediata di ricercare finanziamenti aggiuntivi.

L’high yield offre punti d’ingresso attraenti, con un rendimento intorno al 7,5% (Fonte: AXA IM al 31/10/2023). I tassi di default restano bassi anche se ci aspettiamo una certa dispersione degli spread del credito e dei rating con l’approssimarsi del 2024.

Opportunità tra i bancari

Il settore bancario ha tratto beneficio dal contesto di tassi in rialzo, e la maggior parte delle banche ha visto i propri margini aumentare. Rispetto a quelle degli Stati Uniti, le banche in Europa hanno avuto maggior resilienza. Questo grazie alla maggior regolamentazione a cui sono soggette e a un minore rischio di liquidità.

C’è dunque ancora molto spazio per investire nei finanziari con soddisfazione e con l’attuale scenario le cose dovrebbero continuare ad andare bene.

2024, parola d’ordine: selettività

Continuiamo a vedere un rischio idiosincratico che ci rende più prudenti rispetto al passato. Inoltre, riteniamo che il 2024 potrebbe essere l’anno del credito. Sappiamo che dopo un ciclo di rialzo dei tassi la performance del credito è sempre stata positiva, quindi ci aspettiamo una buona performance dopo questo ciclo importante di inasprimento. Rispetto al passato dobbiamo essere ancora più selettivi, ma al tempo stesso crediamo che il credito sia davvero attraente e competitivo rispetto ad altre asset class.

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