Mercati emergenti: tenuta e differenziazione all’orizzonte per il debito

“Quest’anno ci aspettiamo tenuta e differenziazione nel debito dei mercati emergenti, che saranno sostenuti da un contesto di rendimenti favorevoli, da tendenze macro e da un basso posizionamento degli investitori”. Parola di Daniel Moreno, Head Global Emerging Market Debt di Mirabaud AM, che di seguito illustra nei particoalri la view.

Con l’inizio del nuovo anno, le prospettive per il debito dei mercati emergenti (EM) rimangono costruttive, grazie a tendenze macroeconomiche favorevoli, a rendimenti nominali e reali elevati, a condizioni favorevoli per il credito e per le valute e al basso posizionamento degli investitori.

Inoltre, la maggior parte delle economie a basso reddito è impegnata in fluide trattative di rifinanziamento e/o alle prese con il Fondo Monetario Internazionale. Il ritorno all’ortodossia politica in Paesi come la Turchia e l’Argentina è visto con favore.

Il calo dell’inflazione globale e la fine del ciclo di rialzo dei tassi delle principali banche centrali supportano un ulteriore calo dei rendimenti globali e, in assenza di una vera e propria recessione (che non è il nostro scenario di base), ci aspettiamo che i tassi, il credito e il cambio contribuiscano a ottenere performance positive.

Tradizionalmente, il debito EM ha registrato buone performance nel periodo che intercorre tra la fine dei rialzi dei tassi da parte delle banche centrali e gli ultimi tagli, e questa volta non è diverso, con gli indici sia in valuta forte che in valuta locale in rialzo di oltre il 20% rispetto ai minimi di fine 2022. I mercati hanno già scontato una buona parte di questo processo (anche se non tutto), soprattutto in America Latina, dove i rendimenti rimangono elevati a fronte di un’inflazione che è scesa rapidamente. Una volta che la Federal Reserve inizierà a ridurre il suo target sui Fed Funds, dovrebbero venire meno alcuni ostacoli a una politica meno restrittiva per diverse banche centrali dei Paesi emergenti.

Nel 2024 i riflettori saranno puntati sul fitto calendario elettorale EM e sulla geopolitica, anche se nella maggior parte dei casi è improbabile che tali eventi abbiano effetti duraturi.

Le prospettive economiche per la Cina rimangono al ribasso, e ci aspettiamo che questo impatterà principalmente quei Paesi che presentano un’elevata esposizione alla Cina attraverso i legami commerciali e le materie prime. Tuttavia, crediamo che gli effetti sull’universo del debito EM saranno limitati, dati fattori mitiganti quali la ponderazione ridotta all’interno degli indici societari, nonché lo status di low-beta della Cina sia per il debito sovrano che per la valuta locale.

Negli ultimi anni, la dispersione dei rendimenti tra vari paesi e tra i diversi segmenti dell’universo del debito EM è aumentata in modo sostanziale. Ad esempio, per quanto riguarda i titoli sovrani denominati in valuta forte, lo spread medio high yield è ora di oltre 5 volte superiore alla sua controparte investment-grade. Per quanto riguarda le obbligazioni governative denominate in valuta locale, il rendimento medio in America Latina è due volte superiore a quello in Asia. Queste differenze costituiscono un terreno favorevole e i gestori attivi possono trarne vantaggio.

Nel complesso, riteniamo che anche quest’anno vedremo persistere la tenuta e la differenziazione del debito EM. Sul fronte sovrano, gli spread dell’investment grade e dell’high yield di alta qualità sono ristretti, ma i rendimenti restano elevati, mentre riteniamo che l’area dei distressed offra molte opzioni.

Per quanto riguarda le obbligazioni societarie, i fondamentali rimangono solidi e i tassi di insolvenza dovrebbero diminuire per il secondo anno consecutivo. A nostro avviso, i mercati locali sono ancora interessanti, soprattutto in America Latina e in Est Europa.

In conclusione, visti gli attuali rendimenti, riteniamo che basti anche solo un calo molto modesto dei tassi dei Treasury statunitensi e/o del dollaro USA affinché l’asset class possa generare rendimenti a una cifra elevati.

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