Asset allocation, azionario Usa: ecco perchè restare investiti secondo Goldman Sachs WM

A seguito della prolungata sovraperformance dell’azionario statunitense, adesso molti investitori si chiedono se forse non sia arrivato il momento di ridurre la propria allocation strategica all’asset class per focalizzarsi sull’azionario non-US sul lungo periodo. Al contempo, si interrogano se ridurre tatticamente il peso dell’azionario statunitense, spostando la loro attenzione nel breve periodo verso liquidità, obbligazioni e azionario non-US.

Per entrambe le domande, la risposta dell’Investment Strategy Group (ISG) della divisione Wealth Management di Goldman Sachs è un sonoro no. Nell’outlook annuale recentemente rilasciato, dal titolo America Powers On, l’Investment Strategy Group ribadisce come la preminenza degli Stati Uniti come tema d’investimento di lunga data rimane intatto, sostenuto da una combinazione di fattori.

“La preminenza degli Stati Uniti non si basa solo sulle dimensioni dell’economia o sull’elevato PIL pro capite. Dipende dall’impareggiabile combinazione di diversi fattori analizzati all’interno del report. Tali fattori sono destinati a persistere nel prossimo futuro e a resistere anche a fronte di fratture sociali, culturali e politiche”, ha affermato Sharmin Mossavar-Rahmani, responsabile dell’ISG e chief investment officer della divisione Wealth Management.

L’ISG mostra perché il divario tra gli Stati Uniti e gli altri mercati sviluppati ed emergenti continua ad aumentare nella maggior parte delle metriche analizzate, e perché gli Stati Uniti sono meglio posizionati per resistere ai cambiamenti dei trend legati alla globalizzazione. L’ISG raccomanda ancora una volta di mantenere un sovrappeso strategico sull’azionario statunitense.

Da un punto di vista tattico a breve termine, l’ISG non raccomanda ai propri clienti di bloccare alcuni dei guadagni riducendo l’esposizione all’azionario statunitense per allocarli in azioni, obbligazioni o liquidità non-statunitensi. Pur riconoscendo che le azioni statunitensi sono costose, la convenienza di altri mercati azionari non giustifica un allontanamento tattico da questo segmento per rivolgersi verso i corrispettivi di altri mercati, dato il potenziale di crescita degli utili molto più forte delle società statunitensi.

Brett Nelson, coautore del report e responsabile dell’asset allocation tattica dell’ISG, ha aggiunto: “La nostra filosofia generale di investimento nelle azioni statunitensi è quella di rimanere investiti e beneficiare del trend al rialzo degli utili corporate e dei prezzi che, alla fine, seguono il percorso degli utili”.

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