Asset allocation: l’outlook di Raiffeisen Capital Management

Per certi aspetti, il 2024 non è un anno come gli altri, soprattutto per le numerose scelte da fare sia a livello politico sia a livello di mercati finanziari. Il 2024 sarà infatti un anno di elezioni, 76 nel mondo, alcune delle quali, come le presidenziali statunitensi, sono altamente significative anche per i mercati finanziari, soprattutto perché la scelta degli elettori potrebbe essere seguita da cambiamenti importanti in termini di geopolitica e di politica economica.

D’altra parte, la possibilità che si vada incontro a una recessione globale è ancora in sospeso. Anche in questo caso, molto dipende dall’andamento dell’economia negli Stati Uniti che, a differenza del resto del mondo, tende a sorprendere in positivo sul fronte dei dati. Per esempio, contrariamente ad alcune previsioni, il mercato del lavoro e i relativi consumi privati hanno finora mantenuto la crescita, soprattutto nel settore dei servizi.

Il questo contesto, ecco di seguito l’outlook di Raiffeisen Capital Management per l’anno in corso.

Cosa aspettarsi dalle banche centrali

La direzione della politica monetaria delle banche centrali è un altro punto chiave per i mercati finanziari. Le banche centrali occidentali hanno smesso di alzare i tassi di interesse negli ultimi mesi e i primi tagli arriveranno nel 2024. Sui mercati obbligazionari, i tagli dei tassi di interesse previsti sono già stati scontati. Nel corso dell’anno queste aspettative saranno sottoposte a un reality check.

Anche le stime sugli utili, decisamente positive per il 2024 e oltre saranno sottoposte a un reality check . Nel corso dell’anno si capirà se l’inversione di tendenza nella crescita degli utili aziendali continuerà. Il 2024, inoltre, vedrà probabilmente numerose scelte geopolitiche negli attuali centri nevralgici, che potrebbero avere conseguenze sull’economia globale e sui mercati finanziari.

Nonostante tutte le incertezze, questo scenario potrebbe comportare una crescita economica debolmente positiva, una ripresa significativa degli utili aziendali, un’ulteriore diminuzione dei tassi d’inflazione e, di conseguenza, un nuovo calo dei tassi d’interesse nel 2024.

Titoli di Stato sotto pressione per i timori sull’inflazione

Nelle ultime settimane i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi a breve scadenza hanno registrato un calo generalizzato. Le scadenze più lunghe (compresi i titoli di Stato in euro) hanno registrato, durante alcuni giorni ad inizio gennaio, un aumento dei rendimenti dopo che il mercato era stato nuovamente afflitto dai timori per l’inflazione. Non riteniamo giustificato tale aumento e ci posizioniamo in direzione di una continuazione della tendenza al ribasso su tutta la curva dei rendimenti.

Cautela sulle obbligazioni societarie

Gli spread creditizi prezzano una sorta di scenario “Goldilocks”, ossia una crescita positiva, quasi nessun default, un buon contesto di rifinanziamento e condizioni geopolitiche stabili. In realtà, questo si può osservare solo in misura molto limitata. A nostro avviso, il calo dei premi per il rischio riflette in parte la speranza che i tassi di interesse vengano presto ridotti in modo sostanziale. Una speranza che potrebbe restare delusa, almeno in parte. Rimaniamo cauti sulle obbligazioni societarie investment-grade e high-yield e ci posizioniamo verso premi di rischio moderatamente più elevati, anche se i livelli di rendimento assoluti possono ancora essere considerati interessanti.

Mercati azionari: utili positivi per i mercati sviluppati

Nelle ultime settimane i mercati azionari internazionali si sono rafforzati notevolmente. Oltre ai dati economici complessivamente migliori del previsto (soprattutto negli Stati Uniti), un calo significativo dei rendimenti obbligazionari (e al contempo le speranze emergenti di un taglio dei tassi d’interesse) ha fornito una spinta ai mercati azionari. Nei mercati sviluppati gli utili societari continuano a registrare buoni risultati, a sostegno della stabilizzazione degli indicatori economici anticipatori. Nei mercati emergenti, intanto da inizio anno l’attenzione si è nuovamente concentrata sull’andamento del mercato azionario cinese: c’è stato un vero e proprio sell-off da un livello già molto basso. Questo è stato innescato da ulteriori notizie negative sull’economia cinese, unite alle politiche ostili agli investitori del governo cinese. Tuttavia, o forse proprio per questo, la valutazione fondamentale del mercato azionario cinese è già piuttosto interessante nel lungo periodo.

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