Asset allocazioni: mercati emergenti sotto la lente di Artemis

Gli investitori tendono a impiegare i loro capitali nei mercati emergenti per il potenziale di crescita che questi presentano. Ma, se da un lato le economie emergenti hanno sempre evidenziato un ritmo di crescita più rapido di quello delle economie sviluppate, dall’altro c’è da dire che questo fenomeno non ha trovato riscontro nella performance dei relativi mercati azionari. I motivi sono tanti ma, per farla breve, l’economia non è la Borsa. Il numero di società che si sono quotate, e in cui si può investire, è aumentato in maniera spettacolare nell’ultimo decennio, andandosi ad aggiungere ad imprese con una presenza consolidata nei mercati di riferimento e con caratteristiche che le rendono appetibili per gli investitori. Per esempio, a nostro avviso le azioni di società dei paesi emergenti dovrebbero essere considerate anche per gli utili che queste ultime distribuiscono. Alcuni sviluppi legislativi in diverse economie indicano che i payout potrebbero diventare più interessanti e, sotto questo aspetto, rileviamo che molte società offrono ottimi rendimenti da dividendi.

Il rendimento da dividendi sull’indice MSCI GEM era pari al 2,9% alla fine del 2023. Questo dato generale però tende a nascondere tutta una serie di opportunità, specie ove si consideri che il nostro fondo ha reso il 5,5% nello stesso periodo. Come mostra il grafico sottostante, abbiamo investito in società che hanno non solo rendimenti più elevati rispetto alla media di mercato ma anche una capacità di generare ottimi flussi di cassa a sostegno dei dividendi e meno debiti a bilancio.

Cosa c’è dietro questi dividendi così interessanti?

Nell’universo diversificato di azioni dei mercati emergenti, sono tanti i motivi per payout elevati. Bilanci in buona salute, flussi di cassa in via di miglioramento e riforme politiche sull’azionariato sono argomentazioni che depongono tutte a favore della nostra tesi sui dividendi.

Gestione prudente – società asiatiche

L’esperienza ha insegnato alle società asiatiche ad essere prudenti. Non vediamo avventate attività di espansione o di fusioni e acquisizioni. Vediamo invece tante società con bilanci solidi che usano i loro consistenti flussi di cassa per distribuire dividendi o per acquistare azioni proprie, essendo quest’ultima una strategia sensata quando i prezzi delle azioni sono depressi.

Per esempio, abbiamo una grossa partecipazione in Kia Corporation, la seconda casa produttrice di automobili in Corea. Le azioni di Kia rendono il 6% e la società continua a comprare azioni proprie. Su un periodo di cinque anni, Kia prevede di acquistare fino a 0,5 trilioni di won in azioni all’anno e di annullarne almeno il 50%.

Legislazione – le società pubbliche cinesi

Gli investitori tendono a soffermarsi sui dati macroeconomici di crescita della Cina, che sono stati in effetti deludenti. Ciò significa perdere di vista il fatto che il Paese sta cercando di riformare i suoi mercati dei capitali, in parte per incoraggiare gli investimenti domestici e attirare capitali globali.

Un tema che passa quasi inosservato è che il governo sta riformando le società pubbliche, stabilendo nuovi obiettivi di performance, spesso incentrati sul rendimento del capitale e con l’obbligo di restituire quote prestabilite di flussi di cassa in dividendi, con risultati vantaggiosi per gli azionisti.

Un esempio è dato dalla nostra partecipazione in Sinotrans, una delle maggiori società di logistica in Cina. Sinotrans svolge un ruolo di primo piano nell’iniziativa sulla Nuova Via della Seta (“Belt and Road”), offrendo collegamenti ferroviari internazionali fra i più disparati, che vanno da quello fra la Cina e la Germania a quello fra la Cina e il Laos. Ora offre anche trasporti marittimi, ferroviari e aerei, servizi di corriere internazionale e opera come agenzia marittima, fra le altre cose. L’azione di Sinotrans passa di mano a 4,4X P/U, ha un rendimento dell’8,3% e un valore in rialzo del 22,2%.

Acquisti di azioni proprie

La Corea ha conosciuto alcuni sviluppi interessanti. I segnali lanciati da politiche progressiste in materia di rendimento per gli azionisti hanno creato un certo entusiasmo nelle aree più trascurate del mercato. Il ministro delle finanze della Corea si è impegnato ad azzerare lo “sconto coreano”, invitando le società a far salire i prezzi delle azioni. Nel contesto societario, gli acquisti di azioni proprie e i dividendi sono sorprendentemente positivi.

In alcuni casi, tali acquisti si verificano in società che non hanno mai dichiarato un dividendo. In parte ciò riflette il fatto che i dirigenti di queste società sono ottimisti rispetto alle attività che gestiscono e considerano i prezzi azionari bassi come un’interessante alternativa di allocazione del capitale.

In Cina, la società di vendite al dettaglio online Vipshop continua ad assistere ad un aumento dei profitti e ad un miglioramento dei margini, nonostante le debolezze macroeconomiche. Gli acquisti di azioni proprie sono stati generosi, partendo dal 2021, quando la società annunciò l’impiego a tal fine di 500 milioni di dollari, aumentati di altri 500 milioni nel 2023.

Domanda di materie prime – Brasile

Fonte: Bloomberg al 18 gennaio 2024. Saldo commerciale del Brasile rilevato su periodi di 12 mesi

Altri mercati emergenti stanno esplodendo e il Brasile, con l’abbondanza di energia e materie prime che lo contraddistingue, ne è un esempio lampante, con un’economia che corre grazie ad un potente sistema agricolo che produce e vende in tutto il mondo semi di soia, cereali, carne, caffè e zucchero. Una netta conferma di ciò è data dai livelli record del saldo commerciale. Le esportazioni sono alimentate da raccolti abbondanti mentre le importazioni sono diminuite grazie all’aumentata autosufficienza energetica. Il Brasile è anche uno dei vari mercati emergenti la cui politica monetaria si è discostata da quella dei paesi sviluppati per le minori pressioni inflazionistiche. La banca centrale del Brasile è stata fra le prime a adottare un orientamento restrittivo a seguito della pandemia, cominciando ad aumentare i tassi di interesse a marzo 2021, un anno prima della Federal Reserve. Essendo partita in anticipo, ha cominciato a tagliare i tassi di interesse ad agosto 2023 e ancora prosegue su questa strada.

Quindi, grazie ad un’economia che scoppia di salute, il mercato brasiliano offre ottimi dividendi, con società che hanno buone prospettive di crescita e valutazioni attraenti.

Il settore finanziario ha tratto giovamento dalla domanda di materie prime, specialmente di quelle agricole. Uno dei principali beneficiari è il Banco do Brasil, leader nel settore agroalimentare, che si distingue per una crescita particolarmente rapida.

Mercati emergenti – un’interessante combinazione di crescita e reddito?

Anche se non si possono ignorare le favorevoli caratteristiche che abbiamo descritto, non possiamo non consigliare agli investitori di considerare i mercati emergenti per il loro potenziale di crescita a lungo termine. In genere, alti rendimenti da dividendi tendono ad essere associati a società mature con bassi tassi di crescita ma nei mercati emergenti ci sono diverse società che crescono rapidamente e corrispondono buoni dividendi. Ed è proprio questa combinazione di reddito e crescita che potrebbe creare valore per gli azionisti nel lungo periodo.

A cura di Raheel Altaf, co-gestore del Fondo Global Emerging Markets Equity di Artemis

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