Asset allocation: ecco come comportarsi nell’anno delle elezioni Usa

Da sempre l’influenza del ciclo elettorale statunitense sui mercati azionari è oggetto di ampie discussioni: sebbene ad avere l’impatto maggiore sulle decisioni degli investitori siano le attuali condizioni geopolitiche ed economiche, le considerazioni di carattere politico possono comunque influenzarle.

In questo scenario ecco di seguito la view di Pierre Debru, Head of Quantitative Research & Multi Asset Solutions di WisdomTree.

Per i mercati azionari, il terzo anno di un mandato presidenziale è solitamente il più forte

L’anno più forte di un mandato presidenziale tende a essere il terzo, con un buon margine. In media, durante il terzo anno di presidenza, i mercati azionari statunitensi guadagnano il 22%, mentre il rendimento annuale medio (indipendentemente dall’anno del mandato presidenziale) è dell’11,6%. Il secondo anno è il più debole, con un rendimento medio dell’1,9%.

Nel primo e nell’ultimo, ovvero l’anno delle elezioni presidenziali, il rendimento rimane nella media e si attesta intorno all’11%. Detto questo, analizzando meglio la traiettoria delle azioni nel quarto anno, notiamo che il primo trimestre tende a essere piuttosto debole, con un rendimento quasi nullo. Il secondo e il terzo sono i più forti, con un rendimento di circa il 4% ciascuno, mentre l’ultimo trimestre è un po’ più debole, con il 2,6%.

Osserviamo che l’andamento dell’S&P 500 durante il mandato Biden:

  • 2021: +28,6%
  • 2022: -18,51%
  • 2023: +25,67%
  • 2024 (fino al 13 febbraio): +3,95%

Quindi, in linea con il modello, il terzo anno si è rivelato il più forte del mandato finora, mentre il secondo anno è stato di gran lunga il più debole. Il primo anno del mandato Biden è stato invece superiore alla media.

I titoli di alta qualità e quelli value amano l’anno delle elezioni

Approfondendo i dati relativi al mandato presidenziale, possiamo provare a confrontare il rendimento di diversi tipi di titoli.

Nella Figura 1, ci si oncentra su quattro modi per suddividere i mercati statunitensi:

  • Alta/bassa qualità
  • Large/small cap
  • Economici/costosi, in base al rapporto prezzo/utili (PE)
  • Dividendi elevati/bassi

Rendimento medio dei fattori nell’ultimo anno del mandato presidenziale, giugno 1963 – novembre 2023

Fonte: WisdomTree, Libreria dati Kenneth French. I dati sono calcolati con frequenza mensile e vanno da giugno 1963 a novembre 2023. I portafogli vengono riequilibrati annualmente, alla fine di giugno. Il mercato rappresenta il portafoglio di tutti i titoli quotati in borsa disponibili negli Stati Uniti. Tutti i rendimenti sono espressi in USD. 

In tutte e quattro le analisi notiamo che la differenza solitamente osservata tra i due gruppi di titoli si accentua negli anni delle elezioni:

  • in media, i titoli di alta qualità sovraperformano il mercato, mentre quelli di bassa qualità lo sottoperformano. Questo crea un differenziale di performance del 3,4% a favore dell’alta qualità in un anno medio. Negli anni delle elezioni presidenziali, tale differenziale aumenta di quasi il 2%, raggiungendo il 5,3%.
  • In media, i titoli small cap sovraperformano il mercato, mentre quelli large cap tendono ad allinearsi allo stesso. Questo determina un differenziale di performance del 2,4% a favore degli small cap in un anno medio. Negli anni delle elezioni presidenziali, tale differenziale aumenta di quasi il 3%, raggiungendo il 5,3%.
  • In media, i titoli value sovraperformano il mercato, mentre i titoli costosi lo sottoperformano leggermente. Questo determina un differenziale di performance del 3,4% a favore dei titoli value in un anno medio. Negli anni delle elezioni presidenziali, tale differenziale aumenta di oltre il 7%, raggiungendo il 10,8%.
  • Infine, in media, i titoli che distribuiscono dividendi elevati sovraperformano il mercato, mentre quelli con dividendi bassi ottengono una lieve sottoperformance. Questo crea un differenziale di performance dello 0,5% a favore dei titoli con dividendi elevati in un anno medio. Negli anni delle elezioni presidenziali, tale differenziale aumenta di quasi il 3,5%, raggiungendo il 3,8%.

Per quanto riguarda le tempistica, questo andamento della performance dei diversi fattori non è omogenea. Generalmente, i titoli di alta qualità tendono a sovraperformare quasi tutto l’anno, con un secondo e terzo trimestre leggermente più forti. Gli altri tre fattori realizzano una sovraperformance soprattutto nella seconda metà dell’anno, dopo aver chinato la testa nella prima.

Conclusioni

Il 2024 non è l’anno giusto per farsi da parte. Il ciclo del mandato presidenziale suggerisce che gli ultimi nove mesi dell’anno potrebbero essere caratterizzati da rendimenti azionari positivi. Fattori come l’alta qualità, i dividendi elevati, i titoli value e small cap potrebbero beneficiare di questi periodi. È interessante notare che questo posizionamento è perfettamente in linea con le nostre attuali prospettive sul mercato, che privilegiano i titoli con dividendi elevati e di qualità per adattarsi all’attuale incertezza, causata dalle numerose elezioni in tutto il mondo (nel 2024 metà della popolazione mondiale voterà) e dall’imprevedibilità delle Banche centrali in merito all’allentamento della politica monetaria, ma anche per beneficiare dei tagli dei tassi previsti nella seconda metà dell’anno, che potrebbero spingere i mercati al rialzo.

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