Asset allocation: tempi interessanti per il debito sovrano emergente

“La recente ondata di default sui titoli sovrani dei mercati emergenti si sta avvicinando alla risoluzione, fornendo ulteriore supporto all’asset class”. A farlo notare è Kaan Nazli, senior economist e portfolio manager del fondo Sustainable EM Debt Hard Currencydi Neuberger Berman, che di seguito illustra la propria view sul settore.

Negli ultimi anni si è registrata un’impennata dei default nei mercati emergenti, a seguito della pandemia globale e dell’invasione russa dell’Ucraina che hanno aggravato le preesistenti vulnerabilità del debito e le carenze politiche di diversi Paesi.

Alcuni default, come quelli di Bielorussia, Libano, Russia e Venezuela, rimangono irrisolti a causa delle tensioni geopolitiche in corso. Ve ne sono invece altri che stanno per arrivare al traguardo, come Etiopia, Ghana, Sri Lanka e Zambia, fornendo così una spinta al debito emergente.

La gestione di questi processi di ristrutturazione non è stata facile, con i paesi coinvolti che hanno dovuto trovare un equilibrio tra l’obiettivo di ripristinare la sostenibilità del debito e il mantenimento di buone relazioni con i creditori per garantire il futuro accesso al mercato. Questo sforzo è stato complicato dalla necessità di soddisfare i requisiti del Quadro comune del G20 e dal ruolo significativo della Cina nel concedere prestiti a molti paesi in difficoltà.

Lo Zambia ha dovuto affrontare lunghi ritardi a causa dell’iniziale riluttanza cinese a coordinare il proprio approccio con gli altri creditori, anche se il nuovo governo, favorevole alle imprese, ha attuato un ambizioso programma di stabilizzazione economica. Anche lo Sri Lanka ha dovuto affrontare un lungo processo nel mezzo di una crisi politica ed economica. Le autorità sono ora desiderose di coinvolgere gli obbligazionisti privati a breve, rendendo possibile un accordo nella prima metà dell’anno, elemento che potrebbe anche dare impulso allo sblocco delle trattative in Zambia, al momento in fase di stallo.

Il Ghana, meno dipendente dai prestiti cinesi e con un debito interno già ristrutturato, ha più spazio per raggiungere un accordo con i creditori esterni. In vista delle elezioni di quest’anno, e considerata la storia di negligenza fiscale del paese, si profilano sfide politiche, anche se il governo ghanese è comunque intenzionato a portare a termine il processo.

Anche l’Etiopia è sulla buona strada per la risoluzione del problema nel corso dell’anno, mentre la situazione dell’Ucraina rimane incerta a causa del conflitto con la Russia.

Sebbene questi paesi abbiano registrato una significativa ripresa, vediamo ulteriori rialzi rispetto ai valori indicati dai prezzi di mercato. A nostro avviso, non sono probabili ulteriori default nel 2024, grazie alle sostanziali riforme economiche e di governance e al sostegno del Fmi e di altri finanziamenti agevolati e misti, che hanno aiutato gli emittenti a superare le pressioni finanziarie degli ultimi quattro anni.

Il mercato primario ha riaperto questo mese per i mercati di frontiera con le emissioni di successo della Costa d’Avorio, del Benin e del Kenya che, anche se a tassi più alti rispetto al passato, hanno permesso di ritirare il debito a breve termine.

L’Egitto, un altro mercato a elevato rendimento, sembra sulla via della ripresa grazie al sostanziale sostegno regionale.

Riteniamo che questi sviluppi segnalino una prospettiva costruttiva per l’asset class nei mesi a venire.

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