Investimenti, Ferrari e la view sul “quality growth” di Comgest

“Per la maggior parte delle persone, l’acquisto di un’auto è una decisione molto ponderata e razionale. L’acquisto di una Ferrari soddisfa, invece, il desiderio più intangibile di qualcosa di veramente unico, da usare solo in occasioni speciali o semplicemente per il piacere di possederla. Una Ferrari si può paragonare al possesso di un’opera d’arte, un oggetto da collezione di valore che può effettivamente aumentare di prezzo invece di svalutarsi come la maggior parte dei beni di consumo discrezionali. È questa combinazione che aiuta l’azienda a superare le tempeste economiche e che si allinea all’approccio di quality growth di Comgest”. Ad affermarlo è James Hanford, co-portfolio manager del fondo Comgest Growth Europe di Comgest, che di seguito spiega nei particolari la view.

La strategia del marchio Ferrari: l’esclusività

Ferrari gestisce con attenzione anche l’intera customer journey, con una clientela fidelizzata costruita sulla fiducia e sul rispetto per il marchio. Se un acquirente desidera acquistare la collezione in edizione limitata, deve prima dimostrare di essere un buon cliente prima di poter essere selezionato, o invitato, ad acquistare i modelli in serie limitata. Infatti, due terzi dei clienti che acquistano un’edizione limitata sono già in possesso di una Ferrari. Inoltre, Ferrari gestisce con cura la sua “flotta” di veicoli attraverso lanci e consegne limitate dei nuovi modelli, a cui si affiancano le auto usate che vengono vendute sempre più spesso attraverso concessionari approvati, il che contribuisce ulteriormente a proteggerne il valore. Come disse Enzo Ferrari: “Venderemo sempre un’auto in meno rispetto alla domanda del mercato”. Sono questi i parametri che rendono davvero unica un’azienda di lusso: alta desiderabilità del marchio e scarsità del prodotto, forte controllo della distribuzione attraverso concessionari selezionati in base ai KPI e una clientela fidelizzata, che favorisce acquisti ricorrenti. Questo è molto simile a quanto accade con il marchio di lusso Hermes, che consente di acquistare la sua famosa borsa “Kelly” solo dopo aver dimostrato uno storico degli acquisti costante.

Punti di forza e di debolezza del marchio Ferrari

Uno dei principali punti di forza di Ferrari è la domanda dei suoi veicoli e quindi le lunghe liste d’attesa, che contribuiscono a limitare la vulnerabilità dell’azienda rispetto all’andamento del mercato. Ferrari è un’azienda di lusso che ha anche un forte potere di determinazione dei prezzi, in particolare con i suoi modelli in edizione limitata e le personalizzazioni dei suoi prodotti, per i quali i clienti sono spesso disposti a pagare un prezzo elevato.

Il successo di Ferrari dipende dalla domanda dei suoi veicoli, quindi se la domanda diminuisce per qualsiasi motivo, i risultati dell’azienda ne risentiranno. Naturalmente, la causa più ovvia potrebbe essere la diminuzione dell’interesse per il marchio da parte di coloro che hanno il potere d’acquisto sufficiente per acquistare un’auto di lusso. Ad esempio, se un competitor lanciasse un’automobile fuori dal comune, le cui prestazioni e il cui fascino fossero tali da superare quelle dei competitor di Ferrari. Tuttavia, l’azienda ha già registrato un elevato numero di vendite delle sue auto ibride e questo dovrebbe rassicurare sulla sua capacità di effettuare questa transizione.

Non c’è dubbio che Ferrari sia un marchio eccellente con una tradizione e una storia eccezionali, con una grande richiesta di veicoli che ha portato l’azienda a registrare ottime performance dalla sua IPO nell’ottobre 2015. Tuttavia, gli investitori devono essere consapevoli di due punti deboli del titolo. Il primo è la valutazione dell’azienda, che dalla sua quotazione ha sempre avuto un notevole premio rispetto al mercato sulla base di motivazioni puramente visive. Il prezzo delle azioni ha registrato una buona performance nell’ultimo decennio, nonostante questo premio che ha avuto in passato, ma è comunque un aspetto di cui gli investitori devono essere consapevoli se temono che il premio di valutazione possa ridursi rispetto al mercato.

In secondo luogo, Ferrari dovrà orientarsi sempre più verso i veicoli elettrici e ibridi e abbandonare i motori a benzina, in un mondo sempre più incentrato sulle emissioni di carbonio e sul progressivo passaggio ai veicoli elettrici, anche per quanto riguarda i marchi di nicchia come Ferrari. Notiamo che circa la metà delle vendite di Ferrari oggi proviene da veicoli ibridi, e l’azienda sta lavorando su come ricreare il fascino speciale di un motore V8 anche con un “motore” elettrico. Ma questa è ovviamente una transizione che l’azienda dovrà compiere e di cui gli investitori dovrebbero essere consapevoli.

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