Investimenti: ecco perchè è un grande momento per il reddito fisso

“A partire dalla fine di febbraio, i tassi d’interesse hanno iniziato a seguire il percorso che noi di Ofi Invest AM avevamo pronosticato, con i Fed Funds Future legati alla Fed che prezzano almeno tre tagli nel 2024, il primo dei quali è atteso per giugno. Un quadro analogo è riscontrabile nell’Unione Europea”. Ad affermarlo è Geoffroy Lenoir, Co-CIO Mutual Funds di Ofi Invest AM, che di seguito illustra nel dettaglio la view sull’asset class delle obbligazioni.

Sebbene su questo punto persistano ancora dei dubbi, sembra assumere contorni sempre più definiti il momento in cui la Banca Centrale Europea abbasserà i suoi “key rate”. Quando in passato ci si è trovati in situazioni analoghe a quella attuale, la Bce non ha mai tagliato i tassi prima della Fed e, sebbene oggi la crescita e l’inflazione si stanno dimostrando più solide e resilienti negli Stati Uniti, sembra che stavolta non sarà diverso. A conferma di ciò ci sono anche le parole di numerosi membri del direttivo, con Robert Holzmann che ha affermato: “La mia congettura è che non ci muoveremo prima di giugno in ogni caso, ma nemmeno prima della Fed”. A seguito di queste affermazioni e della pubblicazione degli ultimi dati sulla crescita Usa e sull’andamento dei salari europei, il rendimento dei bond governativi ha continuato ad aumentare, tanto che i Bund tedeschi a 10 anni hanno fatto registrare un balzo dal 2,16% al 2,41%; un livello che giustifica una leggera sovraesposizione che potrebbe anche aumentare nelle settimane a venire, se le rendite dovessero continuare ad espandersi.

Alla luce di quanto emerso sopra, noi di Ofi Invest AM riteniamo che opportunità interessanti provengano non soltanto dalle obbligazioni governative, ma da tutte le macroaree del reddito fisso, anche se per motivi differenti. Si consideri il mercato monetario. L’€str ancora prossimo al 3,90% offre buone possibilità di guadagno a rischi contenuti e questo scenario dovrebbe proseguire almeno fino a quando la Bce non taglierà i tassi. Inoltre, stando alle stime attuali, la resa dei fondi monetari nel 2024 potrebbe addirittura essere superiore a quella registrata nel 2023 (3,28%).

Invece, per quanto riguarda le obbligazioni investment grade, queste hanno ceduto lo 0,75% da inizio anno (indice Bloomberg Barclays Capital Euro Aggregate Corporate), ma ciò è dovuto principalmente a tassi di interesse più elevati, poiché le condizioni del mercato del credito rimangono favorevoli, con gli spread che continuano a contrarsi. Lo dimostra il Markit iTraxx Europe Crossover, che ha toccato il minimo da due anni a febbraio, a 300, che però è un livello che è ancora vicino alla sua media storica di lungo termine.

Infine, le obbligazioni high yield continuano a essere il segmento più performante del comparto, avendo registrato un +1,39% da inizio anno, guidate anche loro dagli spread creditizi in riduzione e da una duration più contenuta. Anche il carry è più alto in questo segmento che nell’investment grade. Nel nostro scenario di base, una performance di circa il 7% a 12 mesi sembra realistica, a condizione di essere selettivi sulle obbligazioni da inserire in portafoglio. Dal lato nostro, preferiamo ancora gli emittenti con rating BB a quelli con rating B. La gestione dei tassi di riferimento da parte delle banche centrali dovrebbe contribuire a contenere in modo significativo il costo del debito societario nel medio termine e a renderci più fiduciosi nella solidità degli emittenti societari europei. Tuttavia, è importante tenere d’occhio il rischio a breve termine di un ampliamento degli spread.

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