Asset allocation: come posizionarsi nel secondo trimestre

Come posizionarsi al meglio sui mercati in questo secondo trimestre? Ecco di seguito la view di Saira Malik, CIO di Nuveen.

 Mantenere l’equilibrio nell’obbligazionario

Per quasi un anno molti investitori hanno continuato a sovrappesare la liquidità o hanno ritardato un ribilanciamento in attesa di segnali di mercato più chiari sul calo dei tassi d’interesse. Questo approccio, tuttavia, non tiene conto del fatto che i rendimenti sono aumentati drasticamente negli ultimi due anni, creando un valore significativo nei mercati obbligazionari. La combinazione di rendimenti relativamente elevati e di fondamentali creditizi interessanti fa sì che gli investitori possano capitalizzare i vantaggi dell’obbligazionario anche prima di considerare i probabili benefici del calo dei tassi che prevediamo inizierà a metà del 2024.

A tal fine, però, è necessario bilanciare con attenzione i rapporti rischio/rendimento delle diverse categorie obbligazionarie. I Treasury statunitensi e i settori investment grade offrono attualmente meno valore rispetto all’high yield (dove i segmenti di qualità più elevata offrono in particolare rendimenti interessanti dati i fondamentali del credito), ai senior loan (che continuano a beneficiare di tassi ancora elevati), alle obbligazioni municipali (che offrono fondamentali eccellenti e un profilo di duration più lungo) e al credito privato (in particolare, i prestiti nel middle-market di qualità superiore).

Continuiamo ad apprezzare i fondamentali degli asset cartolarizzati, anche se il recente forte apprezzamento del settore ci induce a passare a una posizione neutrale. Al contrario, abbiamo una visione più positiva dei titoli privilegiati per via del crescente interesse degli investitori per questo settore. Vediamo anche opportunità selezionate nel debito dei mercati emergenti (EM), concentrandoci su investimenti con fondamentali solidi e valutazioni interessanti.

Attenzione a muoversi in direzione contraria ai trend del mercato azionario

L’azionario sta vivendo un momento di “alta marea”: i prezzi delle azioni hanno continuato a salire, mentre si allontanano i timori di recessione e gli investitori anticipano i benefici di tassi d’interesse più bassi. Le valutazioni appaiono distese, ma è difficile scommettere contro lo slancio dell’azionario, visto il contesto macroeconomico favorevole e i benefici strutturali legati all’intelligenza artificiale che guidano i titoli tecnologici a grande capitalizzazione.

Questo non significa però abbandonare la prudenza. Suggeriamo invece di diversificare le esposizioni azionarie con un approccio barbell che bilanci le aree difensive del mercato con posizioni che giustificano un’assunzione di rischio maggiore. Tra i mercati sviluppati, continuiamo a preferire gli Stati Uniti (in particolare le large cap e i dividend grower) per le loro caratteristiche più difensive e per la spinta fornita da un’economia ancora sorprendentemente solida. Vediamo anche opportunità in Giappone nella fase di ripresa economica post-COVID, ma rimaniamo cauti nei confronti dei mercati sviluppati non statunitensi in generale (soprattutto se si considera che alcune parti dell’Europa sono già in recessione).

Le small cap statunitensi storicamente registrano buone performance quando gli Stati Uniti si trovano a uscire da una recessione, ma è troppo presto per essere ottimisti su questa base. Inoltre, se da un lato le small cap offrono valutazioni interessanti, dall’altro devono affrontare le pressioni sugli utili. L’azionario EM, invece, è un’area in cui vale la pena aggiungere rischio. Stiamo osservando alcuni iniziali miglioramenti in Cina e individuando buone idee d’investimento in mercati come il Messico e il Brasile, che offrono valutazioni interessanti e migliori tendenze inflazionistiche.

Cogliere le prossime opportunità nell’immobiliare

In questo trimestre abbiamo cambiato la nostra view sul settore immobiliare privato da sottopeso a neutrale. Negli ultimi 18 mesi il settore immobiliare ha dovuto affrontare forti ostacoli di natura tecnica, che riteniamo però si stiano attenuando. Individuare i livelli minimi esatti è un compito quasi impossibile, ma ci sembra chiaro che gli investitori stanno attualmente riscattando le loro posizioni ai minimi. La maggior parte degli aumenti dei tassi a livello globale è ormai alle spalle, un vantaggio per il settore immobiliare residenziale. Inoltre, a nostro avviso, i costi per le nuove transazioni immobiliari sono equi o poco costosi. Riteniamo inoltre che il divario di prezzo tra il settore immobiliare pubblico e quello privato si sia finalmente stabilizzato. Molti investitori non sono più eccessivamente sovrappesati sul settore immobiliare privato e sono pronti a esplorare nuove opportunità in questo spazio.

Infine, anche se il settore degli uffici, che sta soffrendo, resterà in difficoltà a causa degli elevati tassi di sfitto in tutto il mondo, vediamo una serie di interessanti idee di investimento nei settori residenziale, industriale e immobiliare alternativo.

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