Asset allocation, America Latina: ecco perchè metterla in portafoglio

Nel 2023 l’America Latina ha brillato in un anno piuttosto spento per i mercati emergenti. Grazie a un contesto economico incoraggiante e a un clima politico favorevole, la sovraperformance dovrebbe proseguire“. Parola di Havier Hovasse, Head of Emerging Market Equities di Carmignac , che di seguito spiega le ragioni della previsione.

Con i suoi 650 milioni di abitanti distribuiti in 20 paesi, l’America Latina è un vasto universo con una capitalizzazione di mercato di oltre 2000 miliardi di USD e 4.000 imprese. Negli ultimi anni alcuni paesi sono stati trascurati dagli investitori a causa delle difficoltà economiche che li caratterizzavano. Il Brasile, per esempio, agli inizi del decennio, prima della pandemia, è stato colpito dalla peggiore recessione della sua storia, mentre l’Argentina ha subito la ristrutturazione del debito dopo il default dei titoli sovrani in valuta estera. Anche i mutamenti del quadro politico sono stati un fattore di preoccupazione costante, con rimpasti di governo, il voto per l’impeachment del presidente in Perù, la vittoria del candidato di estrema destra in Cile e il ritorno del leader di sinistra Lula da Silva in Brasile. Ma ora la situazione è diversa.

Un contesto economico incoraggiante

Durante la pandemia, molte Banche centrali latino-americane hanno inaugurato per prime un ciclo aggressivo di inasprimento monetario. Di conseguenza l’inflazione nel continente, dopo avere raggiunto il picco del 24,1% a marzo 2023, ha iniziato a frenare costantemente fino a riposizionarsi ai livelli del 2021. Essendosi mosse in largo anticipo, le autorità hanno ora maggiori margini per iniziare o per proseguire una politica di allentamento monetario, che avrebbe un impatto potenzialmente positivo sulle azioni latino-americane. Inoltre riteniamo che il dollaro USA potrebbe indebolirsi appena la Federal Reserve darà il via al suo ciclo di tagli dei tassi, soprattutto in un contesto di miglioramento della crescita relativa delle economie del resto del mondo, in particolare dei mercati emergenti. Infine, grazie alla solida attività di export, i termini di scambio dei paesi latino-americani sono in miglioramento, con conseguente beneficio per le bilance commerciali e un probabile rafforzamento delle valute rispetto al dollaro USA.

Un clima politico favorevole

Per la prima volta dopo molto tempo, nella regione si respira un clima politico favorevole con un rischio politico (più) contenuto. Nella maggior parte dei paesi le elezioni hanno già avuto luogo. Quanto al Messico, ora si ha una buona visibilità sui due principali candidati alle presidenziali del 2024, due donne. La favorita è Claudia Sheinbaum, leader del partito in carica Morena. La sua campagna elettorale si inserisce nel solco tracciato dall’attuale presidente, Lopez Obrador, che ha attuato una politica monetaria e fiscale straordinariamente ortodossa. L’altra candidata di punta è Xochitl Galvez, che si presenta alla guida di un’alleanza di centro-destra considerata pro libero mercato. Entrambe le contendenti sono pienamente consapevoli che le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina creino notevoli opportunità per il Messico e intendono sfruttare questo contesto.

Valutazioni interessanti

Le azioni dell’America Latina, nonostante la recente buona performance, sono in questo momento sottovalutate, sia rispetto allo storico che ai peer globali. Il P/E forward a 12 mesi, pari a 9.0, è appena sotto i minimi dal 2008, risultando più interessante della media dell’indice allargato MSCI EM (11.4) e dello S&P 500 (20.3).

Segnali positivi in Brasile e Messico

Il Messico è stato il grande beneficiario delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina. Nel lungo termine, crediamo che la tendenza al “nearshoring”, ossia il ricollocamento delle imprese in paesi più vicini a quello di origine per accorciare la catena di fornitura, potrebbe dare un forte impulso agli investimenti statunitensi in Messico. Nei prossimi cinque anni, il Messico potrebbe a nostro avviso registrare un aumento di 155 miliardi di dollari di esportazioni verso gli USA, pari a oltre il 10% del suo PIL. Inoltre, il partito Morena di Lopez Obrador ha dato prova di un sorprendente pragmatismo economico e crediamo che il prossimo presidente seguirà questo solco.

In Brasile, l’economia si sta riprendendo grazie alle riforme attuate, in primo luogo quella del mercato del lavoro, con la privatizzazione di alcuni giganti dell’economia brasiliana. La Banca centrale brasiliana è stata una delle prime ad avviare un ciclo restrittivo. La politica economica ortodossa ha permesso di contrastare rapidamente l’aumento dell’inflazione, passata dal 12,1% nell’aprile 2022, il dato più elevato degli ultimi 27 anni, al 4,6% a dicembre 2023. La frenata dell’inflazione ha consentito alla Banca centrale di invertire la rotta della politica monetaria, ora ridiventata espansiva, con un conseguente risvolto positivo sui mercati azionari.

Inoltre, l’economia brasiliana beneficia del netto miglioramento della produzione agricola e di petrolio, reso possibile dagli ingenti investimenti attuati negli ultimi quindici anni. L’espansione del settore agricolo è un vantaggio per l’economia e un vettore strutturale di crescita economica molto più cruciale di quanto generalmente si pensi. L’agricoltura rappresenta infatti l’8% del PIL in termini diretti ma in termini indiretti incide sul 30% del PIL. Gli imprenditori privati hanno molto investito in tecnologia, aumentando i rendimenti del 3% l’anno negli ultimi 30 anni, il doppio della media degli altri paesi. Quanto al petrolio, il Brasile attualmente produce tre milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno, ma si prevede che la produzione supererà i cinque milioni entro il 2029, con un’incidenza molto positiva sulla bilancia dei pagamenti del paese e quindi sulla valuta, il real brasiliano. Il surplus record della bilancia commerciale pari a 90 miliardi di dollari nel 2023 dovrebbe confermarsi anche nel 2024. La forte performance dell’agricoltura e del settore petrolifero dovrebbe favorire una decisa espansione degli scambi commerciali del paese e dare slancio alle azioni, attualmente trattate con uno sconto significativo.

Le azioni dell’area LatAm sono sottopesate nei portafogli globali rispetto al contributo che offrono alla capitalizzazione azionaria globale. Nel 2024, gli investitori dovrebbero ridefinire la propria esposizione alla luce di queste opportunità, con un’attenzione particolare al Brasile e al Messico. Per gli stock picker attivi, entrambi i mercati offrono un terreno fertile per costruire portafogli concentrati e a forte convinzione.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nella tua Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!