I bond non sono più “noiosi”

Dal 2006, anno in cui è stata lanciata la strategia Optimal Income di M&G che da allora gestisco, l’universo investibile per le obbligazioni è cresciuto in modo sostanziale. Questo ha allargato molto le opportunità a disposizione degli investitori in ambito obbligazionario.

Se da un lato c’è stata un’espansione, dall’altro si può dire però che i benefici di poter accedere a un insieme più ampio di opportunità (più obbligazioni su cui investire, tipicamente maggiore liquidità e una ricerca più granulare sulle emissioni) sono state in qualche misura controbilanciate da anni di tassi di interesse a zero. Sicuramente è stato più difficile per gli investitori essere costruttivi riguardo alle obbligazioni in un contesto di tassi ultra bassi.

Tuttavia, il contesto di mercato è cambiato: i rendimenti sono ora più alti, sia sui titoli sovrani che corporate, e il mercato obbligazionario appare quindi nettamente più interessante. Riteniamo che il reddito fisso non sia più l’asset class noiosa che gli investitori considerano puramente a scopo di diversificazione. Dal nostro punto di vista è un universo di investimento variegato (con dei rischi, ovviamente) che può permettere agli investitori di far crescere il capitale nel lungo termine.

Riteniamo che quest’anno le pressioni inflazionistiche continueranno ad allentarsi, in risposta a una politica monetaria più restrittiva. Tuttavia, ci aspettiamo che la crescita resti positiva, in parte guidata dalla spesa per consumi che resta sostenuta, grazie al sostegno offerto dal mercato del lavoro i cui numeri restano solidi e dove i salari reali sono in crescita (con inflazione in calo).

Ciononostante, è probabile che la crescita economica resti debole a causa di fattori quali la piena occupazione, il peso crescente della regolamentazione e i maggiori interventi pubblici. Ciò è in contrasto con i prezzi attuali del mercato obbligazionario, in cui i tassi reali di interesse sono tornati ai livelli precedenti al 2008, suggerendo invece un contesto di crescita economica superiore. Continuiamo a credere che i tassi reali dovrebbero essere più bassi, per rispecchiare una crescita potenziale inferiore. Di conseguenza, nonostante il recente e ampio movimento sui tassi nominali, manteniamo un sovrappeso o un posizionamento sulla duration lunga poiché riteniamo che esista ancora un ulteriore potenziale di ribasso sui rendimenti.

La nostra opinione sulla duration lunga è sostenuta da quello che vediamo come un trade off favorevole tra il rischio e il rendimento offerto dalle obbligazioni, specialmente nel caso delle obbligazioni sovrane di Paesi core (come ad es. i Treasury americani). Non molto tempo fa i tassi erano vicini allo zero, il che lasciava agli investitori un potenziale di crescita davvero ridotto se paragonato al grande rischio di perdita. Oggi ci troviamo nella situazione opposta, anche perché sappiamo che le banche centrali sono alla fine del loro ciclo di rialzo e il mercato si aspetta che tra il 2024 e il 2025 i tassi di interesse vengano tagliati.

Se prendiamo in considerazione i corporate bond (cioè il credito), preferiamo aziende di alta qualità con emissioni nella parte della curva dei rendimenti tra corte e medie e prediligiamo le banche europee rispetto a quelle americane per un uso della leva più limitato, normative più stringenti e un impatto delle banche regionali generalmente più limitato.

A cura di Richard Woolnough, Investment Manager dell’M&G (Lux) Optimal Income Fund di M&G

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