Asset allocation: l’M&A in aumento spinge l’investment grade

“Con una pipeline di operazioni di M&A in crescita, aumentano le opportunità nel credito investment grade“. Parola di Kristin Cejda, Co-Director Investment Grade Credit Research di Neuberger Berman, che di seguito spiega nei particolari l’affermazione.

Da inizio anno, fusioni e acquisizioni sono state un tema chiave per il credito investment grade. Le società hanno mandati di crescita, liquidità da investire, valutazioni azionarie interessanti da usare come moneta di scambio e bilanci solidi da utilizzare, un contesto favorevole alle operazioni.

Le motivazioni alla base dell’attività di M&A tendono a rientrare in quattro categorie: 1) crescita della società, 2) risparmi sui costi ed economie di scala, 3) cambiamenti normativi e 4) discontinuità del settore.

Finora, la maggior parte del flusso di transazioni è rientrato nelle prime due categorie. Anche in un contesto di tassi d’interesse più elevati, le società con capacità di bilancio sono generalmente disposte ad aggiungere leva finanziaria per l’acquisizione giusta al prezzo giusto.

Allo stesso tempo, il successo di un’operazione è raramente una cosa sicura, il che giustifica un monitoraggio continuo per vedere chi, a posteriori, ha pagato troppo o ha sbagliato i tempi di una transazione.

Da un punto di vista settoriale, continuiamo a prevedere un’impennata delle attività di M&A nei settori dei consumi e del commercio al dettaglio, data la loro difficile dinamica di crescita.

Ad esempio, Home Depot ha appena annunciato l’acquisizione per 18,25 miliardi di dollari di Srs Distribution, società specializzata nella distribuzione commerciale. Dopo la forte tendenza della domanda di investimenti immobiliari indotta dal Covid, Home Depot ha probabilmente cercato di migliorare la propria traiettoria di crescita a lungo termine espandendo il proprio mercato potenziale.

Tra gli altri settori in evidenza vi sono quello delle materie prime, dove il consolidamento attraverso operazioni di tipo all-equity è diventato una consuetudine, in quanto le società cercano di migliorare le prospettive di crescita e di aumentare le dimensioni.

Dopo una serie di recenti transazioni nel settore dell’energia, sono seguite quelle in altri settori dei materiali di base, con International Paper che ha annunciato l’acquisizione di Ds Smith per 9,9 miliardi di dollari, al fine di rafforzare le proprie capacità di imballaggio a livello globale. Anche il settore Healthcare/Pharma è stato attivo nelle fusioni e acquisizioni, con operazioni recenti come l’acquisto di Shockwave da parte di Johnson & Johnson per 13,1 miliardi di dollari, al fine di rafforzare la propria posizione in un segmento della tecnologia medica in rapida crescita.

In aggiunta alle transazioni all-equity, prevediamo che il finanziamento delle operazioni di M&A continuerà a tradursi in opportunità di offerta sul mercato investment grade già a partire dall’attuale pipeline di operazioni annunciate per 100 miliardi di dollari entro il 2024.

 

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