Portafogli pià protetti con le infrastrutture quotate

Sorprendentemente, i mercati azionari e obbligazionari USA hanno registrato un rally dopo la decisione della Fed della scorsa settimana di lasciare i tassi invariati, con gli investitori che sembrano trovare conforto nell’idea che, sebbene sia troppo presto per tagliare i tassi, Powell almeno ha dichiarato che un rialzo dei tassi è “improbabile”.

Questa risposta indica quanto il sentiment del mercato e le prospettive dei tassi siano cambiate da quando la Fed ha deciso per una pausa lo scorso settembre“, fa notare Saira Malik, Chief Investment Officer di Nuveen, che di seguito illustra la propria view di mercato.

Quanto a lungo gli investitori rimarranno ottimisti è una questione aperta. I dati sull’inflazione e alcuni dati sul mercato del lavoro legati all’inflazione continuano a essere relativamente tiepidi. Nel complesso l’inflazione resta troppo alta per la Fed, mentre la crescita del PIL nel primo trimestre è stata debole (+1,6%, meno della metà del +3,4% del trimestre precedente). Inoltre, gli indici PMI sono essenzialmente a cavallo tra espansione e contrazione.

Sebbene questo contesto macro subottimale non possa essere definito difficile, la prospettiva di un mese di maggio roseo sui mercati potrebbe essere messa in discussione se questi fattori macro dovessero persistere.

Per i portafogli d’investimento, questo contesto richiede una maggiore attenzione agli asset più difensivi, tra cui le infrastrutture globali quotate. Le società di infrastrutture globali quotate in borsa tendono a beneficiare di una domanda anelastica per le funzioni o i servizi necessari che forniscono, nonché di quadri normativi che consentono loro di trasferire i costi più elevati derivanti dagli impatti dell’inflazione. Questa asset class è inoltre storicamente in grado di offrire una copertura contro l’inflazione grazie ai cash flow contrattuali di lungo termine.

Inoltre, la recente sottoperformance rispetto al mercato azionario (dove i guadagni sono stati sostenuti dalla tenuta dell’economia e del mercato) ha creato quelli che consideriamo punti di ingresso estremamente interessanti in settori di rilievo. Nel settore delle infrastrutture statunitensi, ad esempio, suggeriamo di adottare un approccio barbell che bilanci i settori più ciclici e sensibili alle materie prime, come oleodotti e gasdotti, con settori più difensivi, come le utility.

I prezzi delle materie prime rimangono elevati, il che è generalmente positivo per i gasdotti e oleodotti midstream. Le valutazioni di queste società appaiono interessanti nel contesto dell’incertezza geopolitica, poiché i prezzi più elevati delle materie prime tendono a sostenere la domanda di infrastrutture energetiche esistenti, incoraggiando al contempo lo sviluppo di nuovi progetti.

Le utility sono attualmente valutate in modo più interessante rispetto ai titoli azionari e offrono agli investitori l’opportunità di beneficiare di utili solidi. Inoltre sostenute dal focus nazionale dei loro asset e dal loro ruolo crescente nella continua elettrificazione dell’economia attraverso l’onshoring/nearshoring e la proliferazione dei data center proposti.

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