Investimenti: l’outlook per di Lgim per i prossimi mesi

Poco più di un mese fa, a marzo, i mercati scontavano un ammontare significativo di allentamenti della politica monetaria e fiscale da parte della Fed. Oggi quelle aspettative sono quasi completamente evaporate; tanto che, a seguito di segnali che attestano come l’inflazione potrebbe rivelarsi più rigida del previsto, si possono osservare investitori che si stanno posizionando come in previsione di ulteriori strette, nonostante si sia appena verificato il ciclo di rialzo dei tassi più aggressivo dei tempi recenti.

Tuttavia, nonostante questo mutamento delle previsioni, gli esperti di LGIM ritengono che le valutazioni attuali stiano ancora scommettendo su uno scenario “Goldilocks” per l’economia globale, che prevede una crescita relativamente resiliente e un’inflazione che, alla fine, tornerà verso i livelli target.

Questo atteggiamento rende però i mercati più vulnerabili agli shock, in particolar modo a quelli che possono scaturire da conflitti geopolitici, dal mutamento delle politiche nazionali e da dati macroeconomici inattesi. Alcuni esempi di eventi a cui è bene essere pronti sono il risultato delle elezioni indiane e l’inserimento dei titoli governativi locali negli indici dedicati di JPMorgan e Bloomberg, l’eventuale vittoria del Partito Laburista nel Regno Unito, che potrebbe ritardare l’allentamento della politica monetaria della Bank of England, e anche l’evoluzione della politica migratoria a seguito delle elezioni statunitensi.

In conclusione, secondo Lgim, alla luce dello scenario “comunque roseo” che gli investitori stanno scontando, il livello di interconnessione tra i mercati e rischi politici e geopolitici all’orizzonte, i prossimi mesi saranno contraddistinti da una maggiore volatilità. Ma questo non significa che non ci siano anche elementi di speranza. Infatti, questa fragilità intrinseca presenterà agli investitori anche un importante set di opportunità tanto più se l’economia globale dovesse deviare dal sentiero angusto nel quale si trova attualmente proiettata.

In ogni caso, alla luce di quanto appena vista, nel lungo periodo a detta di Lgim le uniche certezze saranno l’incertezza di fondo e il cambiamento, guidati da un forte progresso tecnologico e da un mondo sempre più multi-polarizzato. Per questo motivo, la diversificazione dei portafogli di investimento sarà più importante che mai, in quanto permette di affrontare una gamma più alta di situazioni e anche di proteggersi meglio contro eventuali rallentamenti o cadute di singoli settori.

Da inizio anno, i mercati occidentali si sono ritrovati ad avere a che fare con due situazioni molto diverse tra loro. La prima è la straordinaria e imprevista resilienza dell’economia statunitense, la quale, però, mette il paese davanti a uno scenario molto complicato, in cui non sarà semplice riallinearsi mantenendo il punto di equilibrio. Infatti, ad oggi, è difficile capire cosa aspettarsi: i fattori favorevoli potrebbero affievolirsi riducendo il tasso di crescita e dimostrando che la politica monetaria aggressiva della Federal Reserve era efficacie; oppure gli stimoli fiscali e la ripresa del private credit potrebbero far proseguire lo slancio dell’economia. L’unico elemento che sembra più sicuro è il rischio inflazionistico in crescita.

La seconda, invece, riguarda l’Europa, dove gli stimoli fiscali sono minori e dove si sono verificati shock di offerta più duri. Tuttavia, dopo un periodo di sostanziale stagnazione, dovremmo tornare a registrare timidi segnali di ripresa. Anche l’inflazione sembra allentare la sua morsa, il che dovrebbe concedere un po’ di sollievo ai redditi reali e alla banche, le quali potranno allentare i loro vincoli sull’accesso al credito. La Banca Centrale Europea ha anche segnalato come un primo taglio dei tassi a giugno sia molto probabile e che non intende farsi condizionare dalla Fed; il che è ragionevole, visto che la crescita nel Vecchio Continente non gode della stessa forza di quella americana. Anche la Bank of England vorrebbe seguire la strada tracciata dall’omologo di Francoforte, ma l’inflazione core ancora molto resiliente e l’inaspettata crescita dei salari nel Regno Unito le impediscono di anticipare un qualsiasi allentamento della politica monetaria. Inoltre, se sarà possibile, il Cancelliere dello Scacchiere Jeremy Hunt vorrebbe approntare un ulteriore taglio delle tasse per il prossimo autunno, probabilmente per cercare di risollevare le chance di vittoria del Partito Conservatore alle prossime elezioni.

In ogni caso, qualsiasi prospettiva di ripresa in Europa rimane fragile e vulnerabile agli shock. Un altro aumento dell’inflazione rischia di disancorare le aspettative esistenti e renderà difficile per le banche centrali compensare il contraccolpo sui redditi reali e qualsiasi reazione avversa nei mercati finanziari. Altri shock possono provenire dalla geopolitica, con gli investitori che stanno prestando sempre più attenzioni agli sviluppi della situazione in Medio Oriente e alle ripercussioni che potrebbero avere i risultati delle prossime tornate elettorali; in primis negli Stati Uniti.

Per tutti questi motivi, LGIM predilige una posizione difensiva per i nostri portafogli, con una bassa esposizione ad azionario e credito e con una leggera predilezione per la duration.

 

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