Asset allocation: alla ricerca di opportunità in una fase più complessa

I dati recenti sull’inflazione e sulla crescita provenienti dagli Stati Uniti confermano la solidità dell’economia e inducono sia noi, sia diverse istituzioni tra cui il FMI, a rivedere al rialzo la crescita americana. Prevediamo che l’attuale dinamica positiva proseguirà anche nel secondo trimestre, ma che rallenterà nel secondo semestre senza però sfociare in una crescita negativa. I dati sull’inflazione indicano anche prezzi più vischiosi, con rischi rialzisti dovuti alla recente escalation geopolitica (petrolio). Si apre quindi una fase difficile per le banche centrali come la Fed, per la quale prevediamo una riduzione del numero di tagli dei tassi di interesse e una maggiore incertezza sulle azioni di politica monetaria. Inoltre gli investitori dovrebbero tener conto dei seguenti fattori:

La dicotomia nell’economia statunitense. La vulnerabilità delle piccole imprese ai tassi elevati rispetto alla resilienza delle grandi imprese e la fragilità delle famiglie a basso reddito rispetto alle famiglie ad alto reddito con i loro consumi elevati sono gli elementi che caratterizzano questo ciclo; queste vulnerabilità saranno acuite dai tassi di interesse che rimarranno elevati ancora a lungo. Siamo ancora convinti che la Fed taglierà i tassi di interesse, ma che questi tagli avverranno più lentamente e c’è anche una piccola possibilità di tagli zero nel 2024.

L’Europa presenta un quadro più chiaro rispetto agli Stati Uniti e quindi la BCE potrebbe essere la prima a tagliare i tassi di interesse. Anche in questo caso prevediamo un allentamento più dilatato nel tempo e, viste le divergenze tra gli interventi delle banche centrali, sarà necessario monitorare con attenzione le valute.

I mercati emergenti offrono alcune opportunità da esplorare. Le economie asiatiche stanno dimostrando di essere molto più resilienti e più autonome/trainate dalle forze regionali. L’India rimane un mercato interessante con un storia di crescita strutturale.

I mercati sembrano aver scontato gran parte delle buone notizie sulla crescita resiliente e sul rallentamento dell’inflazione e vi sono dei rischi di cui tenere conto. Gli investitori dovrebbero focalizzarsi sulle opportunità che potrebbero fornire un miglior profilo rischio-rendimento:

Manteniamo una view leggermente costruttiva sugli attivi rischiosi ma siamo focalizzati sui segmenti di mercato resilienti. La duration statunitense offre del potenziale ma continuiamo a diversificare con i BTP. Siamo invece prudenti sui titoli di Stato giapponesi. Pensiamo che le obbligazioni societarie di elevata qualità in euro siano il segmento più promettente del credito. Ci piacciono anche le obbligazioni dei Paesi emergenti per via del carry, ma abbiamo leggermente ridotto la nostra posizione perché la loro inflazione ostinata riduce il potenziale di compressione dei tassi. Nell’azionario siamo positivi sul Giappone e ora anche sul Regno Unito. Per quanto riguarda i Paesi emergenti, abbiamo ricalibrato alcune delle nostre posizioni verso le nostre convinzioni di lungo periodo. Rimaniamo positivi su India, Indonesia e Corea del Sud, mentre abbiamo ridotto leggermente il nostro posizionamento sulla Corea e siamo ora positivi sul Messico.

▪ Abbiamo ridimensionato le nostre aspettative riguardo ai tagli dei tassi di interesse da parte della Fed a causa della forte crescita e del vigore dell’inflazione negli USA. La volatilità dei tassi dovrebbe tuttavia rimanere elevata. Ravvisiamo del valore nel tratto breve-medio della curva dei Treasury USA. Siamo neutrali sulla duration in Europa, positivi sul Regno Unito, prudenti sul Giappone. La selezione è importante nel credito e manteniamo la nostra preferenza per le obbligazioni Investment Grade rispetto alle obbligazioni High Yield sia in Europa, sia negli USA.

▪ Nell’azionario vi sono segnali di rotazione all’interno dei mercati azionari con una predilezione per gli approcci globali alle azioni. Prevediamo che negli Stati Uniti l’andamento degli utili delle azioni più di successo subirà un rallentamento, favorendo il recupero del resto del mercato e premiando un approccio equal weight. In Europa, manteniamo una posizione bilanciata e abbiamo aumentato leggermente la nostra esposizione ai titoli difensivi tramite le utility. Nel complesso, siamo positivi sui titoli industriali e sui beni di consumo primari, mentre rimaniamo prudenti – anche se leggermente meno – sui titoli tecnologici e sui beni voluttuari.

Siamo positivi sui Paesi emergenti, ma notiamo che il sentiment nell’obbligazionario è ora meno favorevole per via della svolta ritardata della Fed/di un minor numero di tagli ai tassi di interesse. Tuttavia, i rendimenti rimangono interessanti, così come la crescita dell’economia. Per quanto riguarda le obbligazioni in valuta forte, preferiamo le obbligazioni High Yield a quelle Investment Grade viste le valutazioni migliori e il carry. L’universo dei Paesi emergenti offre numerosissime opportunità anche nell’azionario. Preferiamo essere più selettivi e puntiamo su Brasile, Messico, Indonesia, India e Corea (un po’ meno di prima). I rischi geopolitici rappresentano però una grande minaccia.

A cura di Vincent Mortier, Group Chief Investment Officer, e Matteo Germano, Deputy Group Chief Investment Officer, di Amundi AM

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