Asset allocation, mercati emergenti: contesto favorevole per i bond governativi

“Dopo il recente rialzo dei tassi Treasury statunitensi, le prospettive dei mercati emergenti (su cui teniamo un leggero sottopeso) non sono praticamente cambiate”.

  • L’ambiente macro è favorevole, ma le valutazioni sono ancora limitate. Manteniamo un’esposizione beta bassa.
  • Privilegiamo i mercati emergenti BBB e vediamo un certo allargamento degli spread. Preferiamo l’America Latina all’Asia. All’interno della CEE (Comunità Economica Europea) selezioniamo Ungheria e Cecoslovacchia.

“Attualmente manteniamo una posizione leggermente positiva sul debito estero dei mercati emergenti e neutrale sul debito estero rispetto a quello locale“. Ad affermarlo è Guillaume Tresca, senior emerging markets strategist di Generali Investments, che di seguito spiega le ragioni dell’asset allocation.

Il contesto macro dei mercati emergenti rimane favorevole, in quanto l’indice macro, continua sorprendentemente a salire. Gli spread del debito estero sono stati in definitiva resistenti, ma in un contesto di valutazioni tese, non si sono create opportunità interessanti per tutti gli asset dei mercati mergenti. Di conseguenza, i rendimenti dovrebbero essere ancora positivi, ma principalmente trainati dal carry e da un effetto duration positivo. Manteniamo pertanto un’esposizione a basso beta a livello globale e privilegiamo le operazioni di valore relativo.

Manteniamo un approccio cauto nei BBB, che preferiamo agli EM Investment Grade. In questo comparto, continuiamo a preferire la Romania e l’Ungheria e il Cile al Perù.

Nell’High Yield, il comparto BB è troppo costoso e ci piace solo la Colombia.

Nonostante il rialzo degli tassi sul Tresuru Usa, le obbligazioni denominate in euro offrono ancora un vantaggio rispetto al dollaro Usa per gli investitori europei. Inoltre, notiamo una politica più cauta da parte delle banche centrali dei paesi emergenti, che comporta delle sorprese come, ad esempio, il rialzo dei tassi in Indonesia.

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