Asset allocation: quattro motivi per puntare sul Ftse 100

Il FTSE 100 potrebbe raggiungere nuovi massimi storici ma, a differenza del Giappone, dove il Nikkei 225 ha recentemente conseguito risultati analoghi, in pochi parlano di un punto di svolta. In base ai titoli dei giornali, il mercato azionario del Regno Unito appare in condizioni non particolarmente esaltanti. Tuttavia, a fronte di un sentiment così negativo, gli investitori contrarian potrebbero ritenere che la situazione possa solo migliorare“. Parola di Graham Ashby, Fund Manager UK All Cap di Schroders, che di seguito spiega nei particolari la view.

Secondo il leggendario Warren Buffett, gli investitori dovrebbero “avere paura quando gli altri sono avidi ed essere avidi quando gli altri hanno paura”. Buffett lo ha sperimentato in prima persona: ha investito molto in azioni giapponesi anni fa, quando diversi commentatori consideravano irrecuperabile quel mercato, ed è stato ricompensato profumatamente.

Tra i principali indici mondiali, il Nikkei 225, che include le maggiori società giapponesi, ha messo a segno la migliore performance da inizio anno, in termini di valuta locale. L’azionario britannico potrebbe trovarsi in una posizione simile a quella dell’azionario giapponese due anni fa ed essere sul punto di decollare? Abbiamo individuato quattro indicatori contrarian che mostrano quanto sia diventato negativo il sentiment, e quindi quanto ampie potrebbero essere le potenziali opportunità.

  • Basso numero di IPO

La carenza di nuove società in arrivo sul mercato, o offerte pubbliche iniziali (IPO), non aiuta di certo l’umore degli investment banker. Tuttavia, la storia mostra chiaramente che l’aumento delle IPO nel Regno Unito corrisponde, di norma, a un picco a breve termine sul mercato azionario – ciò si evince dagli elevati livelli di IPO del 2008 e 2021, rispetto ai livelli attuali.

  • Valutazioni basse in tutto il mercato

Le valutazioni sono estremamente interessanti lungo tutto lo spettro di capitalizzazione del mercato britannico. Ecco spiegata la ripresa delle offerte “in arrivo” da parte di competitor esteri e società di private equity per le aziende del FTSE 100 e per le società di piccole e medie dimensioni, come i componenti dell’indice FTSE 250. Gli operatori esteri stanno chiaramente rilevando l’opportunità di assicurarsi asset e posizioni di mercato interessanti a prezzi bassi.

  • Allocazione ai minimi da parte dei fondi pensione

I fondi pensione nazionali sono sempre più maturi e hanno ridotto le allocazioni verso l’azionario, in modo da gestire meglio le proprie passività. I dati dell’Office for National Statistics del Regno Unito mostrano che i fondi pensione nazionali detengono attualmente solo l’1,6% del mercato azionario britannico, rispetto al 33% circa negli anni Novanta. La Capital Market Industry Taskforce, un gruppo intersettoriale alla ricerca di modalità per riformare il mercato azionario del Regno Unito, stima che l’allocazione azionaria nazionale sia del 2,8%.

Considerando entrambi i parametri, la detenzione di asset nazionali è bassa rispetto ad altri Paesi.

Nessuno ha la sfera di cristallo, ma è difficile immaginare che i fondi pensione nazionali possano ulteriormente ridurre in modo significativo la loro esposizione all’azionario del Regno Unito.

Se il governo britannico decidesse di intervenire per incoraggiare gli investimenti a lungo termine nelle società quotate nazionali, potremmo assistere a un incremento della domanda in un momento caratterizzato da un’offerta limitata. Ciò sarebbe positivo per i prezzi degli asset, e quindi per i rendimenti.

Non dimentichiamo che nemmeno la domanda degli investitori privati ​​britannici è elevata.

  • Contrazione dell’offerta sul mercato azionario britannico

Per quanto riguarda l’offerta, i team di management più fiduciosi stanno riacquistando le proprie azioni a un ritmo molto rapido. Inoltre, alcune società britanniche stanno cercando di ri-quotarsi negli Stati Uniti, attratte da un bacino di capitali potenzialmente più ampio e da valutazioni più elevate, per non parlare di quelle società per cui le offerte andranno perse. Insomma, l’offerta si riduce mentre la domanda potrebbe aumentare. Ciò suggerisce che potrebbe essere un buon momento per lasciarsi ingolosire.

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