Giappone: l’interesse degli investitori esteri resta sui top storici

A livello di mercato generale, la tanto attesa e infine microscopica variazione della politica attuata a marzo dalla Bank of Japan ha causato un calo dei corsi delle azioni bancarie, dei rendimenti dei titoli di Stato e dello yen, indice di come fosse invece prevista una modifica decisamente più consistente. Verso la fine del trimestre, le avvisaglie di un intervento si sono intensificate a fronte del calo dello yen ai minimi dal 1990.

In Giappone, i dati sulle trattative salariali sono stati interpretati come una conferma di inflazione, mentre quelli sugli aumenti dei salari reali raccolti dal Ministero della Salute e del Lavoro hanno evidenziato un incremento molto più debole delle cifre previste lo scorso anno.

“Riteniamo che la storia dell’inflazione in Giappone sia quantomeno ambigua e non costituisca una base per una tesi a lungo termine di crescita degli utili bancari. Evitiamo pertanto i grandi temi macroeconomici e ricerchiamo le molte opportunità di crescita eccellenti offerte dal mercato giapponese che ora, dopo vari trimestri di distorsioni sul versante bancario, presenta valutazioni a nostro avviso anomale“. Ad affermarlo è Richard Kaye, Portfolio Manager del fondo Comgest Growth Japan di Comgest, che di seguito spiega nei particolari la view.

Continuiamo a investire in società particolari la cui crescita è, secondo noi, prevedibile con qualche certezza. Nel corso del trimestre abbiamo tenuto una riunione con Fast Retailing, presso il suo centro di distribuzione Ariake. L’azienda ha confermato i piani a lungo termine volti a conseguire un fatturato annuale di 10 trilioni di yen, continuando a crescere in Cina, espandere il marchio GU orientato ai clienti più giovani e ottimizzare le scorte e lo sviluppo dei prodotti. L’aumento trimestrale del corso azionario di Fast Retailing rispecchia i forti utili dell’azienda. Gli utili pubblicati a gennaio per il trimestre settembre – novembre hanno attestato una crescita delle vendite e dell’utile operativo rispettivamente del 13% e 25% a fronte dei valori dell’anno precedente. Le vendite sono state sospinte dalla crescita del 2% di Uniqlo Japan data la robustezza dell’abbigliamento invernale, dal rafforzamento dell’11% di GU e dalla crescita presumibilmente attorno al 18% in Cina, dove il marchio flagship Uniqlo ha continuato a superare l’incremento dei consumi cinesi grazie al suo mix di forte appeal, qualità, prezzo e marketing mirato.

Abbiamo incontrato Toyota Industries per discutere del recente richiamo dei suoi motori. Siamo stati profondamente colpiti dalla sincerità e dall’accuratezza dell’indagine interna della società. I dati del trimestre ottobre – dicembre riportati dalla società a febbraio hanno evidenziato una crescita delle vendite e dell’utile operativo rispettivamente del 17% e 46% in rapporto all’anno precedente. La crescita è scaturita soprattutto dalle aree dei compressori per l’aria condizionata di veicoli elettrici di Toyota Motor e delle attrezzature logistiche, che supportano i progetti di automazione di aeroporti e magazzini di tutto il mondo.

I colloqui con Recruit hanno rafforzato la nostra convinzione nella robustezza del suo software di ottimizzazione della selezione del personale, che interagisce con l’ampio spettro di candidati e imprese di tutto il mondo sviluppato in special modo attraverso il suo sito web Indeed.

In termini di prospettive, il nuovo interesse degli investitori esteri per il Giappone rimane ai massimi storici. I dati dimostrano che gli investitori retail nazionali non hanno ancora iniziato a investire nel proprio mercato, in quanto i nuovi conti esentasse “NISA” sono utilizzati in prevalenza per acquistare azioni USA. Tale contesto potrebbe cambiare radicalmente in caso di normalizzazione dello yen. Ci aspettiamo un cambiamento a livello di leadership del mercato ora che il rally bancario, basato su presupposti incerti che ha dominato negli ultimi trimestri, sembra in via di attenuazione.

Durante questo e lo scorso anno, i capitali esteri sono tornati in Giappone, ma con un’enfasi a nostro giudizio impropria su inflazione, aspettative di cambiamento della governance universale e intelligenza artificiale. I maggiori costituenti dell’indice MSCI Japan Growth sono titoli percepiti come beneficiari dell’intelligenza artificiale e nel 2023 la crescita del capitale si è concentrata in misura sproporzionata su di essi. Riteniamo che esistano altri temi di crescita al di là dell’intelligenza artificiale. Tra gli esempi figurano la riapertura dell’Asia, la trasformazione sociale in Giappone, la diffusione della medicina preventiva e i cambiamenti generazionali a livello di management che rinvigoriscono le aziende vecchie. Crediamo in una normalizzazione di questi crescenti capitali esteri e il rientro costante degli investitori nazionali giapponesi, con una nuova attenzione a qualità, engagement e disciplina di capitale.

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